“Sono anni di abiezione. E, per chi se l’è sentita, di cronaca dell’abiezione. Abbiamo visto cose che non potevamo neppure immaginare. Nei film dell’orrore certe cose non ci sono. A Gaza sì. A Gaza sta scomparendo una civiltà. Mi ci avvicino senza sapere e senza capire. Ma l’impressione di unicità è fortissima, non potrebbe essere più forte. Siamo di fronte a qualcosa che non c’è altrove. Più la distruggono e più produce tracce indelebili. Non so quanto potrà sopravvivere di tutto questo, di questa umanità, di queste persone, una per una. Ma so che la loro scomparsa sta lasciando una voragine, e dentro questa voragine hanno cominciato a guardare in tanti, milioni di persone di tutto il mondo che non parlano l’arabo, non pregano Allah, non sono mai state in Palestina.”
Sono queste righe, nella prima pagina, ad aprire Il popolo meraviglioso. Storie di umani più che umani nello sterminio di Gaza (People), scritto a quattro mani dal giornalista e reporter Raffele Oriani e dal fotografo e videomaker di origine palestinese Alhassan Selmi, con le illustrazioni di Marcella Brancaforte. Un libro che, attraverso un racconto che mescola la cronaca al diario di viaggio, accompagna il lettore nella Palestina di oggi, e in particolare nella Striscia di Gaza del 2025, dove, come tristemente sanno i lettori di questo sito, da ormai oltre due anni è in corso uno sterminio senza precedenti nella storia recente, da parte di Israele.
Un racconto costruito attraverso una polifonia di voci ed esperienze, anche direttamente sul campo, in cui descrivere con parole semplici la realtà quotidiana di una terra martoriata come lo è Gaza, diventa prezioso e fondamentale nella generale indolenza che per lungo tempo ha colpito l’Occidente e soprattutto il suo riflesso mediatico. Sono state troppo timide, nella maggior parte dei casi, le voci che hanno accompagnato la narrazione di eventi di questi ultimi anni, per chiamare le cose col proprio nome: “genocidio”. Una parola, talmente difficile da pronunciare che, come gli autori del libro sottolineato, ha via via reso il mondo dei media occidentali “non più frequentabile”.

Il libro mette in luce, coraggiosamente e senza sconti, la difficile convivenza nel mondo occidentale contemporaneo tra la promessa collettiva di non perpetrare mai più gli orrori dell’Olocausto della Seconda guerra mondiale con la sorda indifferenza politica di fronte un genocidio, per la prima volta nella storia documentato in tempo reale, che ha già portato via – secondi le fonti più ottimistiche – oltre 75mila vite. Una tragedia umanitaria in cui a farne le spese sono soprattutto persone comuni: donne, studenti e studentesse, semplici lavoratori e lavoratrici, giornalisti e giornaliste, ma sopratutto migliaia di bambini palestinesi, mentre chi sopravvive è condannato a una vita di stenti, alla fuga e all’esodo.
Il libro, pur non essendo di facile “digestione” apre una finestra sulla Palestina e su Gaza e sarà oggetto dell’incontro Il popolo meraviglioso in programma alla libreria Verso Libri di Milano in Corso di Porta Ticinese 40, il prossimo martedì 22 settembre dalle ore 19.00 (ingresso libero). Un evento promosso dall’illustratore Guido Scarabottolo, dove Raffaele Oriani e Alhassan Selmi avranno modo di raccontare la genesi del testo e la loro diretta esperienza sul campo. Ad accompagnare l’evento, sarà presente anche la mostra Be My Voice, un diario per Gaza dell’illustratrice e attivista Marcella Brancaforte: una raccolta di disegni e immagini che crea un’immersione visiva e uno spazio in cui curare e rammendare i drammi di un genocidio atrocemente prolungato.
“…a Gaza se ne sta andando una civiltà. Non una civiltà qualunque, proprio questa. Uno scrigno di cose delicate. Muoiono tutti. Donne, bambini, medici, avvocate, scrittrici, studenti, fotografe, professori, infermiere, educatori, giornalisti, psicologhe, cuochi, ingegneri, padri, madri, nonne, nonni, fratelli e sorelle. Così, alla luce del sole, viene liquidata una civiltà. È una cosa straziante, come lo sarebbe a qualsiasi latitudine. Ma qui c’è una cosa un più che vorremmo raccontare. A Gaza sta scomparendo un popolo meraviglioso.”
Da Il popolo meraviglioso (People)
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