«Avrebbe potuto godersi i suoi soldi e invece oggi Trump vuole che marcisca in prigione per aver difeso la Palestina». Così Pablo Iglesias — cofondatore di Podemos ed ex vicepresidente del governo spagnolo — parlava, qualche tempo fa, di James “Fergie” Chambers, cittadino statunitense e rampollo di una ricca famiglia di Atlanta, arrestato a Ibiza lo scorso luglio. Accusato di aver finanziato Hamas, l’uomo è attualmente detenuto in Spagna, in attesa di una decisione sulla sua estradizione negli Stati Uniti. Su di lui pendono accuse che potrebbero comportare una condanna fino a 30 anni di carcere.
Chambers, 41 anni, è l’erede della famiglia Cox che controlla da oltre un secolo Cox Enterprises, gruppo privato nato nell’editoria — le cui ramificazioni includono anche axios.com, media molto seguito negli Stati Uniti — e oggi conglomerato con attività in settori come telecomunicazioni, automotive e media. Forbes la stimava a circa 38 miliardi di dollari nel giugno 2026, collocandola al decimo posto fra le famiglie più ricche degli Stati Uniti e, secondo Bloomberg, la 21esima più ricca del mondo.
«A molte persone Fergie Chambers non piace, e non è difficile capire perché. Partiamo da questo: è un uomo bianco ricchissimo che non ha mai avuto bisogno di lavorare un giorno in vita sua, eppure si sente a suo agio nell’inveire contro gli orrori del capitalismo e nel dichiarare la sua solidarietà con gli emarginati del mondo», scriveva nel 2024 il giornalista David Peisner sull’edizione americana di Rolling Stone, in un ritratto molto controverso dell’uomo — con un passato segnato anche dall’uso di sostanze stupefacenti e un tentativo di suicidio —, dal quale tuttavia emergono il suo carisma e la tensione tra la sua immensa ricchezza e l’obiettivo dichiarato di smantellare il sistema capitalista.
Fergie o Jim — come in tanti lo conoscono — si presenta pubblicamente come comunista e attivista socialista, vicino a movimenti anti-imperialisti e per la giustizia razziale, e ha dichiarato di voler usare il denaro che ha ereditato per finanziare organizzazioni della sinistra radicale. Ha posseduto una percentuale di Cox e riceveva dividendi trimestrali fino a metà del 2023, quando ha rotto i rapporti con la famiglia a causa del sostegno della dinastia al progetto Cop City — che prevedeva di costruire su un’area urbana abbandonata un controverso centro di addestramento della polizia — e si è impegnato a usare i 250 milioni di dollari ricavati dalla vendita delle sue quote azionarie per costruire infrastrutture socialiste e anti-imperialiste.
Chambers arrestato a Ibiza: gli Stati Uniti lo accusano di aver finanziato Hamas
Dopo l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre, Chambers ha concentrato la sua attenzione sulla causa palestinese. Ha sostenuto alcuni progetti umanitari verificabili a Gaza — tra cui The Sameer Project e la Middle East Children’s Alliance —, fondato la sezione statunitense di Palestine Action e preso parte a un’azione di protesta contro una sede dell’azienda israeliana di armamenti Elbit Systems nel New Hampshire. Fino al suo arresto, avvenuto il 10 luglio sull’isola spagnola di Ibiza mentre cercava una scuola per suo figlio insieme alla moglie, l’attrice Stella Schnabel. Secondo le autorità statunitensi, Chambers avrebbe trasferito 7,5 milioni di dollari dagli Stati Uniti alla Tunisia. Si tratterebbe di fondi destinati al sostegno finanziario di Hamas. «In realtà, questi soldi sono stati trasferiti in Tunisia perché vivevamo lì e per attività filantropiche, tra cui il sostegno al Club Africain [una squadra di calcio]”, ha dichiarato Schnabel. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, l’atto d’accusa rimane secretato, pertanto le specifiche accuse mosse contro Chambers – che nega ogni addebito – non sono ancora note.
Gli Stati Uniti hanno inviato l’atto d’accusa e la documentazione alla Spagna alla fine di agosto in tempo per rispettare il termine di 45 giorni previsto dopo l’arresto di Chambers a luglio. Le autorità spagnole dovranno ora valutare la richiesta statunitense. Si tratta del primo caso noto in cui gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione di un cittadino per presunto sostegno ad Hamas.
Un caso di «persecuzione politica»
Nei giorni successivi al 7 ottobre, Chambers aveva ribadito dal suo profilo X che «nessuna fazione della resistenza palestinese, Hamas o altre, ha fatto nulla di male. È semplicemente genocidio. Come lo è sempre stato». Schnabel ha dichiarato che l’amministrazione Trump sta prendendo di mira suo marito per aver contribuito a fornire assistenza umanitaria a Gaza. «Questo crea un precedente terrificante per la repressione del più ampio movimento per una Palestina libera, aprendo la strada all’amministrazione Trump per estendere la propria azione ben oltre i confini degli Stati Uniti e colpire le persone in Europa», ha affermato la donna.
Il difensore di Chambers, l’avvocato per i diritti umani Baltasar Garzón — diventato celebre per aver richiesto l’estradizione da Londra dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet — sostiene che il caso sia una «caccia alle streghe» mirata a criminalizzare la solidarietà con la Palestina e l’opposizione ideologica all’amministrazione statunitense. «Ci auguriamo che la Spagna non conceda l’estradizione in quello che consideriamo un caso di persecuzione politica basata sulle idee del nostro cliente e sugli aiuti umanitari forniti alla Palestina», ha dichiarato il legale.
La partita spagnola sull’estradizione di Chambers
Intanto in Spagna il dibattito sul caso è sempre più animato, mentre cresce la pressione perché la richiesta di estradizione venga respinta. Come riporta il Guardian, Schnabel — anche lei finita nel mirino dell’FBI che l’ha fermata all’aeroporto JFK e le ha confiscato il telefono — ha incontrato nelle scorse settimane i membri del parlamento spagnolo appartenenti a Sumar e Podemos per ribadire l’innocenza del marito e ha scritto una lettera al Primo ministro Pedro Sánchez chiedendogli di prendere «l’unica decisione moralmente accettabile», ovvero negare l’estradizione. I legali di Chambers hanno presentato la loro memoria difensiva al governo in vista della riunione del Consiglio dei ministri spagnolo, prevista per il 22 settembre. Il Consiglio potrà decidere se autorizzare o meno la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti. Superata questa fase, la decisione passa all’Audiencia Nacional per la verifica dei requisiti legali e, se il tribunale esprime parere favorevole, spetta di nuovo al Consiglio dei Ministri la scelta politica definitiva.
Irene Montero, membro di Podemos e rappresentante spagnola al Parlamento europeo, ha dichiarato al Guardian che la legislazione spagnola non contempla le azioni di cui Chambers è accusato. «Non possiamo diventare sudditi degli Stati Uniti», ha ribadito l’eurodeputata. Tra le manifestazioni di sostegno all’attivista statunitense c’è anche una petizione consegnata al governo spagnolo e firmata da attori, accademici, attivisti e altre personalità, tra cui Richard Gere, Greta Thunberg e Angela Davis.
Come ha sottolineato il media indipendente Grayzone, l’arresto di Chambers è avvenuto lo stesso giorno in cui il Washington Post ha riportato la notizia che il Segretario di Stato Marco Rubio aveva invitato i ministri di più di 60 Paesi a un incontro per affrontare la presunta piaga del «terrorismo transnazionale di estrema sinistra».
Di fatto l’esito di questo caso costituirà un precedente significativo per il diritto alla solidarietà internazionale e per l’autonomia della magistratura europea rispetto alle richieste di estradizione politicamente sensibili provenienti dagli Stati Uniti.
Immagine di copertina: profilo X @libertadfergiec
Fonti
https://www.theguardian.com/world/2026/sep/13/spain-james-fergie-chambers-extradition-request
https://www.diario-red.com/tags/fergie-chambers
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