Pedro Sanchez sembra in affanno sul piano politico nella gestione dell’onda lunga della crisi migratoria di Ceuta, l’enclave spagnola in territorio marocchino che il 30 luglio scorso è stata teatro dell’afflusso di oltre 70mila migranti in un esodo di massa che ha causato almeno un centinaio di morti, causato una problematica crisi umanitaria e scatenato un dibattito istituzionale in tutta Europa e a Madrid. Il presidente del governo spagnolo si trova a dover gestire contemporaneamente la necessità di rispondere alla domanda di sicurezza dell’opinione pubblica, gestire le delicate relazioni col Paese nordafricano con cui Ceuta confina e le conseguenze internazionali della crisi, governare una coalizione di maggioranza sempre più frastagliata di fronte a questa crisi, gestire le critiche pressanti dell’opposizione e capire come evolvere l’agenda in materia di immigrazione e asilo.
Le parole di Sanchez sulla crisi
A meno di un anno dal ritorno della Spagna alle urne, il premier socialista vive la fase più difficile del suo governo e nella giornata di lunedì 31 agosto, parlando alla prima emittente radiofonica del Paese, Cadena Ser, ha prospettato degli sviluppi che non mancheranno di far discutere. Ha, innanzitutto, sottolineato che il sovrano, Re Felipe VI, potrebbe recarsi a Ceuta a vedere con i propri occhi la situazione “quando ci saranno condizioni favorevoli” alla prima visita del monarca nell’enclave e al ritorno di un sovrano titolare della della Corona di Madrid cui Ceuta appartiene da oltre mezzo millennio per la prima volta dal 2007, quando fu Juan Carlos I a recarsi in visita. La Casa Reale per ragioni costituzionali coordina con il Palazzo della Moncloa, sede dell’esecutivo, l’agenda di visite del sovrano iberico, e dunque il passaggio di un’eventuale visita di Re Felipe VI a Ceuta sarà estremamente delicato. Così come delicate sono le prese di posizione di Sanchez in merito alle responsabilità della crisi.
Sanchez ha evitato di criticare il Marocco per presunte responsabilità nella crisi, nonostante da più parti dopo i fatti del 30 luglio fossero emerse analisi riguardanti possibili negligenze nel favorire gli attraversamenti illegali e si fossero messe in evidenza possibili usi degli attraversamenti come strumento di pressione politica sulla Spagna in un contesto che vedeva Madrid intessere una delicata relazione con Rabat, segnata dalla riappacificazione tra la Spagna e l’Algeria, avversaria del Marocco.
Anzi, Sanchez ha incoraggiato la “cooperazione” col regno nordafricano, in convergenza col quale le autorità spagnole hanno bloccato un ridotto tentativo di attraversamento del confine nel giorno di Ferragosto. Una posizione che cozza con il sentiment dell’opinione pubblica spagnola fotografata da un sondaggio commissionato da El Mundo: il quotidiano di Barcellona ha pubblicato dati che mostrano come per il 52,6% del campione interpellato Rabat abbia permesso il maxi-ingresso a Ceuta essendone a conoscenza senza fermarlo e per il 37,8%, addirittura, l’abbia incoraggiato. Insomma, 9 spagnoli su 10, stando ai dati del sondaggio, avrebbero un’idea chiara e questo mostra quanto la delicata posizione di un capo del governo molto attento a valutare lo scacchiere internazionale e chiamato a governare una relazione complessa con un partner strategico con cui le relazioni sono state spesso costellate di alti e bassi si scontri con la realtà quotidiana di una politica iberica sempre più divisa.
I molti profili della crisi di Ceuta
Da un lato, c’è l’indubbia criticità di una situazione umanitaria a Ceuta ancora tutta da risolvere. Sanchez ha detto che i migranti rimasti a Ceuta un mese dopo l’ingresso sono circa 5mila, anche se le autorità locali stimano un numero più alto, e il governo iberico ha chiesto assistenza all’Europa per potenziare il processamento delle domande di asilo e protezione internazionale di chi è ancora nell’enclave e capire chi possa aver diritto a restare, tutto questo mentre desta preoccupazione la questione dell’alto numero di minori tra gli entranti, e in particolare dei minorenni non accompagnati, per 500 dei quali (soprattutto ragazze) è stato programmato il trasferimento in centri d’accoglienza della Spagna continentale.
Dall’altro, infiamma la querelle politica. Le destre accusano Sanchez di aver sottovalutato la crisi: Alberto Nunez Feijoo, leader del Partito Popolare, ha criticato “l’assenza” e “l’indifferenza” del premier e ha chiesto un’audizione Esperanza Casteleiro, direttrice del Centro Nacional de Intelligencia (Cni), l’agenzia di informazione e sicurezza interna di Madrid, per capire che volume di conoscenze l’esecutivo avesse alla vigilia dello scioccante caso di Ceuta. Come nota Russpain, “Feijóo ha sostenuto che la portata della crisi rappresenta una grave minaccia alla sovranità spagnola e non può rimanere impunita” e a suo avviso “decisioni chiave, come la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e la richiesta di supporto a Frontex, sono state prese solo dopo notevoli ritardi”. Durissima invece la critica dell’estrema destra di Vox, con il leader Santiago Abascal che ha accusato il Marocco di una vera e propria “guerra ibrida” contro Madrid.
Non mancano, però, per Sanchez, le defezioni interne anche alla sua coalizione frastagliata che unisce il Partito Socialista, la sinistra radicale di Sumar e diverse formazioni regionaliste catalane, basche, galleghe e canarie. Come ha scritto Democrata, Sumar non concorda con Sanchez e la scelta di non riconoscere responsabilità di Rabat e ha invitato a accelerare sulla distribuzione dei migranti nelle comunità autonome del territorio peninsulare.
La sinistra radicale sembra propendere per la tesi che vede Rabat responsabile quantomeno di non aver operato fattualmente per evitare i fatti di Ceuta, mentre nel frattempo l’esecutivo su impulso del Ministero del Lavoro guidato dalla vicepremier Yolanda Diaz, leader di Sumar, propone misure volte ad attenuare gli effetti della crisi sul mercato occupazionale e il welfare nella fragile enclave.
La sfida di Sanchez
Sanchez, che guida un esecutivo di minoranza da quando i catalani di Junts hanno rotto coi socialisti a ottobre 2025, è pressato su più fronti e rischia di subire problemi politici, d’immagine e di tenuta sistemica della sua leadership nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se alla crisi non sarà data risposta e se il tiro alla fune tra la richiesta di maggior controllo dei confini e più sicurezza da un lato e la necessità di bilanciare importanti rapporti internazionali dall’altro si farà più difficile da sostenere. Tutto questo all’ombra di una situazione umanitaria allarmante denunciata anche da Silvia Rojas, procuratrice capo di Ceuta, in un’intervista a El Pais. C’è, infine, l’agenda europea, con la Commissione di Bruxelles che da tempo perora politiche più stringenti su migrazioni e asilo e la Spagna osservata speciale da molti Paesi che chiedono una più solida attenzione ai confini esterni.
La proroga della sospensione di Schengen da parte dell’Italia verso la Spagna e il braccio di ferro Roma-Madrid, a tal proposito, rappresentano un epifenomeno della crisi di Ceuta e un problema politico per due capitali che per la crisi migratoria di fine luglio sono intrappolate in un diverbio che le allontana proprio mentre l’agenda del Vecchio Continente chiederebbe manovre convergenti su bilancio europeo, contrasto al rigore, prossime nomine di peso (Bce in primis) per due Stati dalle economie e dalla struttura simili di fronte al resto del parterre continentale. Per Sanchez, dunque, emerge un banco di prova politico a più livelli che testa una leadership che dopo otto anni di governo mostra segni di affanno. Ad oggi i sondaggi non sembrano registrare scossoni, ma confermano una linea che vede i socialisti alla rincorsa dei popolari e Sanchez e i suoi a inseguire. Mentre le prospettive future si fanno sempre più complesse.
Fonti e riferimenti
- https://elpais.com/espana/2026-09-01/la-fiscal-jefa-de-ceuta-hay-casi-una-agresion-sexual-al-dia-hay-preocupacion.html
- https://www.gbc.gi/news/junts-withdraws-support-for-psoe-government
- https://www.democrata.es/it/attualita/il-governo-rafforzera-gli-erte-ceuta-disoccupazione-senza-contribuzione-precedente-esenzioni-100-aziende/
- https://www.democrata.es/en/politics/sumar-urges-sanchez-to-transfer-migrants-to-the-peninsula-and-emphasizes-morocco-s-responsibility-in-the-ceuta-crisis/
- https://www.abc.es/espana/sanchez-involucra-rey-crisis-ceuta-20260831195137
- https://www.eldebate.com/espana/20260831/abascal-exige-respuesta-contundente-ante-guerra-hibrida-ceuta-espana-padece-traicion-sanchez_453768.html
- https://russpain.com/news/feijoo-demands-cni-director-testify-over-ceuta-crisis-87288/
- https://en.ara.cat/politics/feijoo-attacks-the-absence-and-indifference-of-the-spanish-government-in-ceuta_25_5826713.html
- https://www.dw.com/en/ceuta-madrid-to-transfer-500-vulnerable-youths-to-mainland/a-78437405
- https://www.nytimes.com/2026/08/31/world/europe/ceuta-migrants-pedro-sanchez-north-africa.html
- https://www.elmundo.es/cataluna/2026/08/28/6a91e66ae9cf4a55098b4581.html
- https://www.aljazeera.com/news/2026/8/28/spain-asks-eu-for-help-to-process-5000-ceuta-migrants-amid-local-unrest
- http://bbc.com/news/articles/cy9zj11gwzxo
- https://www.lasexta.com/noticias/nacional/sanchez-anuncia-que-rey-hara-visita-ceuta-cuando-den-condiciones-ello_202608316a9531dd2d7d30221778cf5d.html
- https://www.rtve.es/noticias/20260831/sanchez-anuncia-rey-visitara-ceuta-defiende-marruecos/17206526.shtml
- https://euperspectives.eu/2026/08/spain-morocco-halt-african-migrants-ceuta/
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