Una vittoria di misura in un Paese diviso, ma che sancisce un verdetto: l’Islanda non riprenderà i negoziati per l’adesione all’Unione Europea, sostanzialmente bloccati da oltre un decennio. Nel referendum tenutosi sabato 29 agosto i cittadini islandesi hanno bocciato con il 52,8% e 13mila voti di margine la proposta dell’esecutivo di centrosinistra della premier Kristrún Frostadóttir di riprendere il dialogo con Bruxelles per una potenziale adesione di Reykjavik al blocco dei Ventisette, a cui l’Islanda, membro fondatore della Nato e Paese estremamente integrato nel campo occidentale, si è candidata nel 2009 salvo congelare sostanzialmente pochi anni dopo ogni processo di dialogo in tal senso.
Rimasto a lungo dormiente, il prospetto di una ripresa dei negoziati è stato messo dalla premier socialdemocratica tra i punti-chiave del suo programma di governo dopo l’ascesa al potere di Kristrun Frostadóttir (nella foto d’apertura con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen) nel 2024 e successivamente sono accelerati i piani per sottoporlo infine al voto dei cittadini, che l’hanno respinto. Nella geografia del voto si nota, nella vasta e poco popolosa isola da circa 400mila abitanti (all’incirca come una provincia italiana quale Mantova o Agrigento), una polarizzazione ben conosciuta da chi studia le campagne elettorali del Vecchio Continente e che, a suo modo, si è trasmessa anche nel Grande Nord. I dati ritrovabili sul portale dell’emittente pubblica Ruv mostrano la spaccatura tra un centro metropolitano favorevole alla ripresa dei negoziati con l’Ue e una periferia più fredda a riguardo.
Tra i distretti elettorali, il “Sì” è prevalente solo nei due della capitale Reykjavik, mentre negli altri quattro coinvolgenti il resto del Paese, da quella del Sudovest che coinvolge le regioni limitrofe alla capitale alle rimanenti parti dell’isola, i “No” hanno superato il 60%. Oltre otto cittadini islandesi su dieci aventi diritto, l’82,5% secondo Ruv, si sono recati alle urne in una grande manifestazione di partecipazione in un Paese dove il coinvolgimento dell’elettorato è sempre alto (bisogna ritornare al 2016 per ritrovare un voto parlamentare con affluenza sotto l’80%) e che ha prodotto una bocciatura importante del progetto di ripresa del dialogo Reykjavik-Bruxelles sull’adesione dell’Islanda all’Ue.
A tal proposito, va sottolineato che le ragioni che potrebbero aver spinto gli islandesi a premiare il “No” hanno a che vedere con la peculiare posizione del Paese nel sistema europeo ed atlantico. Reykjavik, infatti, ha in un certo senso già un mezzo piede in Europa. Assieme a Liechtenstein e Norvegia, è tra le tre nazioni sulle quattro (c’è anche la Svizzera) facenti parte dell’European Free Trade Agreement a partecipare allo Spazio Economico Europeo a pieno titolo. I partiti favorevoli a una ripresa dei negoziati d’adesione all’ingresso nell’Unione Europea, ha notato il Guardian, ritenevano che le prospettive di integrazione ulteriore potessero mettere maggiormente in sicurezza Reykjavik in un contesto reso incerto dalla crescente faglia transatlantica tra gli Usa e l’Europa e dall’incertezza sulle garanzie di sicurezza americane dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump.
Tutta colpa della pesca?
A prevalere sembra essere stata, invece, una tendenza strutturale interna orientata alla tutela di un settore strategico e vitale per l’economia del Paese: la pesca. Politico.eu ha definito proprio le questioni della pesca la motivazione centrale per il rifiuto dei cittadini islandesi del referendum e analizzato che “l’avvertimento che l’adesione avrebbe comportato la perdita del controllo sulle quote di pesca e la necessità di aprire le acque islandesi alle compagnie straniere è stato un punto cardine della campagna per il “No”, e uno dei motivi principali addotti da molti elettori per respingere la proposta”. E anche la testata di settore The Fishing Daily ha sottolineato questo fatto, segnalando l’intensa attività dell’associazione di categoria islandese, la Sfs, per rivendicare la necessità di preservare la sovranità nazionale sullo sfruttamento delle disponibilità ittiche.
La prospettiva di un allargamento dell’Ue all’Islanda non sarebbe stata da dare per scontata in caso di vittoria del “Sì” perché proprio questi temi avrebbero, in ogni modo, condizionato un negoziato che, ora come ora, sembra destinato a rimanere congelato a lungo. L’opposizione avente come volto principale la leader del Partito dell’Indipendenza di stampo conservatore, Guðrún Hafsteinsdóttir, rivendica un’importante vittoria e questo apre prospettive politiche interessanti in vista del futuro voto elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale, che si terrà tra due anni.
In definitiva, l’Islanda si presenta, oggi come oggi, come un Paese spaccato elettoralmente sul tema del confronto con Bruxelles, che però ha dimostrato di coinvolgere ampiamente la popolazione. In tal senso, i cittadini sembrano essere risultati propensi a mantenere i vantaggi dello status di vicinanza rifiutando ciò che avrebbe potuto condizionare, nel campo ittico, delle prerogative sovrane ritenute prioritarie. Un messaggio che sicuramente sarà ascoltato con attenzione anche a Bruxelles, che subisce un indubbio stop a un processo d’allargamento che, in caso di vittoria del Sì, avrebbe visto nell’Islanda una forte candidata a unirsi al blocco comunitario.
Fonti
- Esiti del referendum, sul sito di RUV – https://www.ruv.is/frettir/innlent/2026-08-30-nidurstodurnar-eftir-kjordaemum-485496
- Þjóðin sagði nei: „Ísland ekki að snúa baki við Evrópu“ (“La nazione ha risposto di no: “L’Islanda non volterà le spalle all’Europa”), Ruv.is, 30 agosto 2026 – https://www.ruv.is/frettir/innlent/2026-08-30-thjodin-sagdi-nei-island-ekki-ad-snua-baki-vid-evropu-485497
- Iceland rejects EU accession talks in referendum, The Guardian, 30 agosto 2026 – https://www.theguardian.com/world/2026/aug/30/iceland-eu-accession-talks-referendum-result
- Fishing dominates as Iceland casts vote on EU referendum, RTE.ie, 29 agosto 2026 – https://www.rte.ie/news/2026/0828/1589520-iceland-analysis/
- The real reason Iceland rejected the EU, Politico.eu, 30 agosto 2026 – https://www.politico.eu/article/iceland-referendum-question-marks-no-camp-successful/
- Iceland Rejcets Reopening EU Talks Amid Fisheries’ Concerns, The Fishing Daily, 30 agosto 2026 – https://thefishingdaily.com/icelandic-fishing-industry-news/iceland-rejects-reopening-eu-talks-amid-fisheries-concerns/
- „Verðum að bera virðingu fyrir öllum sjónarmiðum“ (“Dobbiamo rispettare tutti i punti di vista”), Mbl.is, 30 agosto 2026 – https://www.mbl.is/frettir/innlent/2026/08/30/verdum_ad_bera_virdingu_fyrir_ollum_sjonarmidum/
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