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Il ruolo decisivo del fronte libanese

Il fronte libanese sempre più decisivo e pesa su di esso la prospettiva della lunga campagna elettorale israeliana

La convergenza di due delle più importanti elezioni previste nella seconda parte del 2026, quelle fissate in Israele per il rinnovo della Knesset e quelle di medio termine negli Usa, potrebbe far allontanare ulteriormente ogni prospettiva di svolta in medio oriente. Al contrario infatti, da qui a breve si potrebbe assistere a un aumento della tensione e della pressione militare israeliana in Libano e negli altri fronti aperti. A partire da Gaza e dall’Iran, passando anche per un fronte siriano che alcuni elementi della destra nazionalista israeliana vorrebbero inserire a pieno titolo nel calderone della campagna elettorale.

Ma è sul Libano che si concentrano le attenzioni più importanti. Qui nelle scorse ore è ritornato il rumore delle bombe dopo alcune settimane di relativa calma. Segno di come la situazione attualmente è tutt’altro che tranquilla, nonostante l’avvio dell’esperimento delle cosiddette “aree pilota”. Il ritorno dei raid rappresenta una conferma implicita del fatto che Hezbollah, il gruppo sciita contro cui Israele è in guerra, non ha ancora alzato bandiera bianca e non ha rinunciato al suo radicamento territoriale nelle regioni a sud del Litani. Il conflitto quindi continua, portando con sé in tutta la regione una grande incognita anche sul futuro dello scontro in Iran. Il tutto, nelle ore in cui peraltro è formalmente scaduta la tregua tra Washington e Teheran.

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