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Politica

ESCLUSIVO – Afghanistan, cinque anni di Talebani: parla il loro portavoce Zabihullah Mujahid

A cinque anni dalla riconquista di Kabul, il portavoce talebano Zabihullah Mujahid difende il governo come garante di sicurezza e prosperità respingendo le accuse internazionali

Nell’agosto del 2021 i talebani hanno riconquistarono Kabul e tutto l’Afganistan senza che l’ultimo governo appoggiato dagli Stati Uniti opponesse la minima resistenza. Gli statunitensi presenti in Afghanistan hanno abbandonato rapidamente il Paese, così come il presidente Mohammad Ashraf Ghani Ahmadzai che era fuggito in elicottero dalla capitale assediata. Per Washington, dopo vent’anni, il rocambolesco abbandono dell’Afghanistan ha certificato un fallimento costato 2.300 miliardi di dollari e la mancanza di un progetto che potesse davvero cambiare la nazione asiatica. Questi cinque anni di governo degli studenti coranici sono stati festeggiati da centinaia di miliziani che hanno sventolato le bandiere bianche dei talebani sparando  colpi in aria con i kalashnkov. Una festa improvvisata nelle strade e nelle piazze, rigorosamente senza donne che nella società talebana sono state definitivamente cancellate.

Tutto mentre il governo ed i capitribù alleati si riunivano per la Loya Jirga, la tradizionale grande assemblea afghana, rivendicando la fine della guerra e una ritrovata stabilità. Un quadro contestato dalle Nazioni Unite che, attraverso il suo  relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan, hanno avvertito che la fine della guerra non può essere considerata sinonimo di pace. Il rappresentante ONU ha continuato sostenendo che la situazione dei diritti umani è peggiorata e le conseguenze più pesanti ricadono su donne e ragazze, che subiscono una persecuzione di genere, oltre ad arresti arbitrari, torture, esecuzioni extragiudiziali e restrizioni alla libertà di stampa. Zabihullah Mujahid è il portavoce del governo talebano ed il volto pubblico del regime. 

Dopo cinque anni, le notizie che arrivano dall’Afghanistan parlano di un Paese sempre più chiuso ed oscurantista.

“Questa è solo propaganda dei nostri nemici, voglio sintetizzare il nostro esecutivo con tre parole: pace, serenità e prosperità per l’Afganistan sotto un governo fondato sulla sharia. La nostra amministrazione ha garantito sicurezza e investimenti in un Paese che una serie di governi corrotti avevano distrutto. Abbiamo processato in contumacia l’ex presidente Ghali e tutto il suo governo, loro sono stati il male del nostro popolo”. 

Da quando avete riconquistato Kabul soltanto la Russia vi ha riconosciuto ufficialmente, anche se altre nazioni hanno aperto sedi diplomatiche. Si può parlare di isolamento internazionale? 

“Mosca è stata la prima a riconoscere ufficialmente il nostro Emirato, ma la lista dei paesi che hanno aperto un’ambasciata a Kabul è lunga. Cina, India, Uzbekistan, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Qatar ed anche Indonesia e Giappone. Anche la Germania ha aperto un canale diplomatico con il nostro governo e l’Unione Europea ha ricevuto la nostra delegazione. Passi in avanti molto importanti che dimostrano come l’Europa sia pronta al riconoscimento totale”. 

A proposito di rapporti internazionali, sono molto in difficoltà quelli con il Pakistan che aveva appoggiato il vostro ritorno nel 2021.

“Islamabad appoggia e finanzia i terroristi dello Stato islamico che agiscono in Afghanistan con la filiale dell’Isis K. I pakistani ci accusano di sostenere il movimento Tehrik-i-Taliban Pakistan, i cosiddetti Talebani Pakistan, ma non ci sono prove. Per mesi sono andati avanti scontri militari lungo tutto il confine, ma il nostro esercito ha risposto bene all’aggressione pakistana. Abbiamo accettato un cessate il fuoco, ma sono false le notizie che parlavano di un’imminente vittoria di Islamabad, perché in migliaia si stavano arruolando per difendere la patria. Noi abbiamo il totale controlla del Paese e le nostre forze armate garantiscono la sicurezza nazionale. La minaccia dei gruppi armati di opposizione non esiste realmente, sono attivi soprattutto online più che sul campo”.

Le Nazioni Unite, ma anche molte Organizzazioni non governative vi accusano per quello che state facendo alle donne, alle minoranze e alla stampa.  

“Respingiamo le critiche internazionali, perché piene di pregiudizi. Le leggi islamiche non sono negoziabili e chi non ha la vera fede non può capirle, queste critiche sono un segno di arroganza ed ignoranza. I diritti fondamentali delle donne, come la sicurezza fisica e la gestione di eredità o doti matrimoniali, siano garantiti e protetti nel rispetto della legge islamica. Le norme che impongono alle donne di coprire interamente il corpo e il volto e di non far udire la propria voce in pubblico sono per la loro sicurezza e loro lo accettano volentieri. Tutte le minoranze del complesso mosaico afgano sono rispettate, ma devono capire che ci sono leggi da rispettare. Diverse potenze straniere hanno usato la stampa per distruggerci, ma oggi siamo più forti che mai”. 

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