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Tecnologia

Aerei elettrici, il Regno Unito punta sulla ricarica ultra-rapida per i voli a zero emissioni

Il Regno Unito investe 7,3 milioni di sterline in otto progetti per sviluppare infrastrutture dedicate ai voli ecologici. Una scommessa tecnologica che passa dalla ricarica ultra-rapida, dalle nuove soluzioni energetiche e dalla costruzione dell'ecosistema necessario alla mobilità aerea del futuro
Voli a zero emissioni (shutterstock)

L’evoluzione dell’aviazione commerciale a zero emissioni sta gradualmente spostando il proprio asse di sviluppo dalla pura autonomia dei velivoli alla gestione tecnica delle infrastrutture di terra. Se la tecnologia dei motori e degli accumulatori ha raggiunto livelli tali da permettere i primi servizi di taxi volanti e voli regionali, la reale sostenibilità economica dell’intero comparto rimane condizionata dai tempi di stazionamento sulle piste per il ripristino dell’energia.

In questo contesto strategico, il Dipartimento per i Trasporti del Regno Unito ha annunciato uno stanziamento di 7,3 milioni di sterline destinato a otto progetti nazionali per lo sviluppo di infrastrutture per il volo ecologico, all’interno di un programma complessivo da 43 milioni di sterline dedicato alle tecnologie aeronautiche di nuova generazione e in linea con le discussioni del Jet Zero Taskforce tenutesi al Farnborough International Airshow il 21 luglio scorso.

L’iniziativa rientra a pieno titolo nella strategia britannica per tutelare un settore aerospaziale dal valore stimato di circa 20 miliardi di sterline e orientare la filiera verso l’obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050, attraverso la sperimentazione di sistemi capaci di abbreviare i tempi di fermo degli aeromobili negli scali commerciali e accelerare la diffusione di velivoli elettrici e a idrogeno in tutto il Paese.

Il progetto ECLiPSE e la sfida del raffreddamento a liquido

Un elemento centrale di questo programma di ammodernamento tecnologico è rappresentato dal progetto ECLiPSE – acronimo di Electrified Charging & Liquid-cooling Provision for Support of E-flights – guidato dall’azienda britannica Vertical Aerospace in collaborazione con l’Università di Bath e la società di ingegneria InnCat.

L’iniziativa – che beneficia di un finanziamento pubblico fino a 1,75 milioni di sterline all’interno del programma Zero Emission Flight Demonstrator su un investimento totale di circa 3,4 milioni di sterline – affronta la sfida termica legata all’erogazione di altissima potenza durante la ricarica rapida degli accumulatori. Si tratta di un processo che genera elevati volumi di calore e che, in assenza di un adeguato raffreddamento a liquido capace di dissipare immediatamente la temperatura, costringerebbe gli operatori a limitare la velocità di carica per prevenire il deterioramento prematuro delle celle.

L’integrazione tra ricarica ultra-rapida e raffreddamento a liquido potrebbe permettere di realizzare infrastrutture più compatte nei futuri vertiporti, riducendo i costi operativi e aumentando la frequenza di utilizzo delle stazioni energetiche per più voli giornalieri.

Una strategia tra idrogeno, fondi pubblici e filiera industriale

L’approccio adottato dalle autorità britanniche punta a integrare differenti soluzioni tecnologiche, affiancando ai sistemi ad accumulo elettrico l’impiego dell’idrogeno e dei carburanti a basse emissioni di carbonio per rispondere alle diverse esigenze dell’aviazione commerciale e regionale. Una strategia confermata anche dalle dichiarazioni del Segretario di Stato per i Trasporti Heidi Alexander, che ha evidenziato il ruolo degli investimenti nel sostenere la creazione di posti di lavoro qualificati e la crescita della filiera industriale nazionale.

Parallelamente, il Regno Unito continua a sostenere la ricerca aerospaziale attraverso il programma Aerospace Technology Institute, finanziato con 2,3 miliardi di sterline nell’arco di dieci anni per lo sviluppo di tecnologie avanzate e l’ottimizzazione dei voli attraverso l’intelligenza artificiale. Sul fronte dell’idrogeno, invece, l’Autorità per l’aviazione civile britannica ha pubblicato i risultati della Hydrogen Challenge, un’iniziativa da 1,9 milioni di sterline realizzata insieme a realtà industriali e operatori del settore come Rolls-Royce, easyJet ed Exeter Airport, con l’obiettivo di definire gli standard di sicurezza e operatività per il futuro impiego di questo vettore energetico nel trasporto aereo. Il programma sarà ulteriormente rafforzato con altri 2,5 milioni di sterline entro marzo 2027, destinati ai test su motori a reazione commerciali e alla decarbonizzazione dei veicoli aeroportuali di servizio.

Sul fronte produttivo, il governo britannico è inoltre in fase avanzata di trattativa con Vertical Aerospace per un finanziamento aggiuntivo fino a 10 milioni di sterline destinato alla costruzione del primo impianto produttivo su scala globale dell’azienda nel Paese. L’operazione porterebbe il sostegno pubblico complessivo alla società a circa 48 milioni di sterline e rafforzerebbe l’obiettivo di consolidare sul territorio le infrastrutture industriali legate alla nuova mobilità aerea.

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La priorità operativa dei vertiporti

L’analisi della transizione energetica nell’aviazione evidenzia come l’introduzione dei velivoli a zero emissioni sia strettamente dipendente dalla maturazione dell’intero ecosistema logistico ed energetico a terra, superando la sola fase di progettazione e certificazione degli aeromobili per concentrarsi sulla sostenibilità economica delle operazioni di scalo.

La capacità di gestire carichi elettrici elevati, raffreddare rapidamente i componenti sensibili e integrare vettori complessi come l’idrogeno negli ambienti aeroportuali esistenti costituisce l’elemento determinante per la redditività delle compagnie aeree e per la fruibilità reale di mercati emergenti, a partire dalla mobilità aerea urbana.

Di conseguenza, il posizionamento strategico dei Paesi e delle aziende nel settore aerospaziale nei prossimi anni non risiederà unicamente nelle prestazioni in volo dei singoli mezzi, bensì nella standardizzazione di infrastrutture di ricarica ed erogazione capaci di ridurre i tempi di inattività, minimizzare l’impatto sulla rete elettrica e garantire la sostenibilità economica dei flussi di traffico aereo ad alta frequenza.

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