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Società

L’addio al “Piscinin”: Franco Baresi, il capitano eterno che aveva il Milan nel cuore

Franco Baresi, leggendaria bandiera del Milan e campione del mondo 1982, è morto a 66 anni dopo una grave malattia
Franco Baresi Milan

Se c’è un calciatore che ha incarnato fino in fondo il concetto di “bandiera”, quel calciatore è Franco Baresi. Definirlo una leggenda sarebbe persino riduttivo: Baresi, scomparso oggi all’età di 66 anni, è stato un patrimonio dello sport italiano e mondiale, al di là dei colori e delle appartenenze. Il Milan ha annunciato la triste notizia con un comunicato che ha scosso il mondo del calcio: «La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club».

La notizia arriva dopo una giornata di drammatica attesa. Mercoledì 29 luglio erano infatti circolate voci infondate sulla sua morte, prontamente smentite dal club rossonero. Oggi, purtroppo, la conferma ufficiale ha trasformato il timore in lutto per tutti gli appassionati di calcio, e non solo.

Una vita in rossonero

Nato l’8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Franco Baresi ha vestito un’unica maglia per tutta la carriera: quella del Milan. Esordì in Serie A a soli 17 anni, il 23 aprile 1978, e da quel momento non smise mai di scrivere la storia del club.

L’eterno capitano rossonero ha collezionato 719 presenze con i Diavoli, risultando il secondo calciatore con più gettoni nella storia del club, dopo Paolo Maldini. Il suo palmarès è da leggenda: sei scudettitre Coppe dei Campionidue Coppe Intercontinentalidue Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe italiane. Con la nazionale italiana vinse il campionato del mondo del 1982, pur senza scendere in campo, e raggiunse la finale di Stati Uniti 1994 da capitano della selezione azzurra.

Il 1º giugno 1997, all’età di 37 anni, disputò la sua ultima partita con la maglia del Milan (Milan-Cagliari 0-1), dopo oltre 700 partite disputate con il club di cui è stato capitano e bandiera per ben 15 stagioni. Qualche anno dopo l’addio al campo, il club rossonero ritirò la maglia numero 6, un tutt’uno con Baresi. Nel 1999, in occasione del centenario, i tifosi lo elessero giocatore più importante della storia del Milan.

Dopo il ritiro, Baresi è stato brand ambassador del Milan e, dal 2020, vicepresidente onorario del club. La sua ultima apparizione pubblica risale all’inizio del 2026, quando fu tedoforo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina all’interno di San Siro, insieme al grande rivale e amico Beppe Bergomi.

In campo Franco Baresi era unico. Speciale. Pur non dotato di un fisico imponente, (alto 1,76 m per 70 kg), Baresi compensava con lettura del gioco straordinaria, tempismo perfetto nei contrasti e grande tecnica. «Non c’è mai stato un giocatore che ha capito così bene fisicamente lo spazio… vedeva il gioco meglio di qualsiasi altro da qualsiasi paese e di qualsiasi epoca» disse di lui il grande regista Werner Herzog, in un articolo dedicato al calciatore del Milan pubblicato sul New York Times. «Ha smentito l’idea che per essere un grande difensore bisogna essere grandi, forti e veloci. Non contava sulla stazza – afferma Jamie Carragher -. ma era un organizzatore brillante e quello che gli mancava in velocità lo compensava con le capacità organizzative. Leggeva la partita restando un passo avanti. Fantastico con il pallone: partiva dalla difesa per avviare gli attacchi del Milan».

La malattia e l’ultimo saluto

La salute di Baresi aveva cominciato a vacillare nell’estate del 2025. Un controllo di routine rivelò la presenza di un nodulo polmonare, che venne rimosso con un intervento chirurgico a agosto. Dopo l’operazione, l’ex capitano aveva rassicurato i tifosi: «Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto». Le sue condizioni, tuttavia, sono rimaste delicate: il club aveva parlato di una «terapia di consolidamento a base di immunoterapico» e Baresi era stato costretto a saltare la visita al ritiro estivo del Milan a Milanello.

Negli ultimi giorni, le sue condizioni si sono aggravate fino all’esito drammatico di oggi. Il Milan ha ricordato il suo capitano con parole che resteranno nella storia«Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura».

Franco Baresi lascia un vuoto incolmabile, per tutti gli amanti di sport. Non era solo un calciatore: era l’emblema di un calcio che non c’è più, fatto di valori, di appartenenza e di fedeltà assoluta a una maglia. Come scrisse il grande giornalista Beppe Viola presentandolo al grande pubblico: «Si accomodi quindi la nuova stella di San Siro». Quella stella, oggi, si è spenta. Ma il suo ricordo, come la sua numero 6, resterà per sempre.

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