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Guerra

Tra Arabia Saudita e Iran: la scomoda posizione del Pakistan nel Golfo Persico

Il patto di difesa con Riad potrebbe rischia di coinvolgere Islamabad nelle tensioni del Mar Rosso contro gli Houthi.

“Sosteniamo il dialogo e la diplomazia perché rappresentano l’unica via percorribile”. Parola del portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, Tahir Andrabi, preoccupatissimo per la precaria situazione in cui si trova il Medio Oriente.

Non solo perché il memorandum d’intesa firmato il mese scorso a Islamabad, con la preziosa mediazione pakistana, rischia già di trasformarsi in carta straccia. Ma anche perché adesso ci sono pure gli Houthi a creare seri problemi all’Arabia Saudita, Paese con il quale il governo di Shehbaz Sharif ha da poco firmato un accordo di mutua difesa che contiene una clausola non da poco: un’aggressione contro un membro dell’alleanza viene considerata alla stregua di un attacco rivolto contro tutti gli altri.

In sostanza, un’offensiva contro Riad dovrebbe, o meglio potrebbe, innescare un intervento di Islamabad a suo sostegno e viceversa. Per adesso il Pakistan si è limitato a condannare i raid dei ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran contro le petroliere saudite nel Mar Rosso. Ha però spiegato che qualsiasi minaccia da parte degli Houthi agli interessi marittimi pakistani nel Mar Rosso potrebbe essere contrastata con il “legittimo uso della forza”.

Shehbaz Sharif

Alta tensione nel Mar Rosso

Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ribadendogli il sostegno del Pakistan alla sicurezza, alla sovranità e all’integrità territoriale del Regno. La situazione è però da monitorare in tempo pressoché reale.

Il motivo è presto detto: nei giorni scorsi gli Houthi hanno annunciato un blocco marittimo contro l’Arabia Saudita, accusandola di aver imposto un “assedio ingiusto e oppressivo” allo Yemen per quasi 12 anni. Riad ha risposto lanciando una missione per formare un’alleanza internazionale per proteggere le navi transitanti nel Mar Rosso dai raid dei ribelli yemeniti.

Secondo quanto riportato da Al Jazeera tra i Paesi fin qui invitati a prender parte all’iniziativa troviamo Stati Uniti, Pakistan, Egitto, Turchia, Gibuti, Somalia, Sudan, nonché una serie di nazioni europee tra cui Germania, Francia e Italia.

Ricordiamo che il Mar Rosso rappresenta una delle principali arterie del commercio globale, attraversata da circa il 30% del traffico marittimo mondiale, in primis grazie allo Stretto di Bab al-Mandeb. Largo appena 29 chilometri nel punto più stretto, questo stretto è un nodo cruciale per il transito energetico. Con il blocco dello Stretto di Hormuz, tra l’altro, Riad ha dovuto spostare parte delle esportazioni verso il Mar Rosso attraverso Yanbu, aumentando però la vulnerabilità della rotta alle pressioni degli Houthi.

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La posizione del Pakistan

C’è il rischio che il dinamismo degli Houthi nel Mar Rosso possa far scattare la clausola di “sicurezza collettiva” del patto pakistano-saudita? Islamabad intrattiene importanti rapporti con Riad ma anche con Teheran. Non solo: il governo pakistano, come detto, è stato forse il mediatore chiave tra gli iraniani e gli statunitensi per porre fine, o almeno una tregua, alla guerra in Medio Oriente.

Questo significa che qualsiasi azione militare contro gli Houthi da parte del Pakistan potrebbe mettere il Paese in una delle situazioni di politica estera più complesse che abbia affrontato negli ultimi anni. Ma se gli attacchi degli Houthi contro petroliere e navi mercantili dovessero intensificarsi nel Mar Rosso, e l’Arabia Saudita dovesse chiedere aiuto al Pakistan?

In quel caso è lecito supporre che Islamabad eviti di partecipare a operazioni offensive, preferendo invece dedicarsi a quelle difensive. In che modo? Condividendo informazioni di intelligence con i sauditi, per esempio, oppure incrementando la cooperazione in materia di difesa aerea, la sorveglianza marittima e la protezione delle infrastrutture critiche di Riad. In ogni caso il governo pakistano è stato chiaro con l’Iran: in caso di conflitto aperto sosterrà l’Arabia Saudita.

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