2,8 miliardi di euro di investimenti in conto capitale (Capex) e quasi 4.800 posti di lavoro in 3 anni su 81 diversi progetti: sono questi i primi risultati che il progetto “Invest in Lombardy” può consolidare nel 2026 sulla base delle richieste di accesso al mercato della prima regione italiana da parte di operatori stranieri. Un dato notevole che consente di cogliere il peso strategico della Lombardia come motore economico del Paese e parimenti di leggere questa statistica sulla base del ruolo dominante della componente innovativa e ad alto valore aggiunto, tanto nel settore industriale, tradizionale perno dell’economia della provincia manifatturiera, quanto nel comparto dei servizi che ha in Milano, chiaramente, la città-regina. E così, guidano la classifica gli investimenti in fintech, nuova frontiera d’ibridazione finanziaria, con 23 investimenti diretti previsti per nuovi progetti, mentre singole aziende piazzeranno importanti investimenti greenfield, ovverosia orientati a creare ex novo poli produttivi.
Tra questi si segnala un progetto di Nestlé a Mantova: 560 milioni di euro per il petfood e un hub di distribuzione e smistamento logistico. Oppure Rockwool, che a Bertonico (Lodi) riqualificherà un’area dismessa per costruire un polo destinato a realizzare lana di roccia isolante per gli edifici.
Due investimenti diversi nei fini e nella genesi ma sostanzialmente complementari: da un lato, un nuovo impianto per dare vitalità industriale a un territorio e creare occupazione, dall’altro un progetto che mira a riportare Oltre un terzo degli investimenti esteri diretti in Italia ha come destinazione la Lombardia e nell’ultimo quinquennio con 448 progetti su 1.158 cantierati nel Paese la regione con capoluogo Milano ha assorbito ogni anno dal 35 al 45% del totale.
“I numeri confermano il primato della Lombardia nell’attrazione degli investimenti esteri, ma non possiamo fermarci alla leadership nazionale: possiamo e dobbiamo migliorarci – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi –. Per questo abbiamo definito una nuova strategia di attrazione degli investimenti che vede Regione Lombardia assumere un ruolo sempre più proattivo nell’intercettare nuove opportunità e nel presentarsi agli investitori con ecosistemi completi, capaci di mettere a sistema ricerca, competenze, filiere di fornitura settoriale e innovazione.
La strategia di Palazzo Regione, nota Guidesi, è a trecentosessanta gradi perché, ragiona l’assessore “abbiamo sviluppato una nuova politica industriale fondata sulle Zone di Innovazione e di Sviluppo, uno strumento che rafforzerà la competitività dei nostri territori e renderà la Lombardia ancora più attrattiva per gli investimenti ad alto valore aggiunto”. Guidesi ribadisce che l’obiettivo è “affermare la Lombardia come hub europeo e internazionale per industria, innovazione e sviluppo”. La Lombardia resta un polmone economico di prima grandezza e un sistema produttivo di rango, capace di competere su scala continentale e di operare in sinergia con altri territori per un aumento della produzione e del valore aggiunto europei. In tal senso, è bene sottolineare come l’attrattività degli investimenti si inserisca in un’ampia operazione di “diplomazia economica” e coordinamento territoriale che vede Milano fare da capofila di diverse interlocuzioni. Dopo la guida delle alleanze europee per le regioni produttrici di automotive e legate all’industria chimica e dopo il rafforzamento di alleanze a tutto campo tra i “Quattro Motori” (Catalogna, Baden-Württemberg e Rodano-Alpi) industriali d’Europa, la Lombardia ha consolidato un patto di cooperazione rafforzata con l’Emilia-Romagna e il Veneto per saldare un asse industriale del Nord-Est da un lato e consolidato la cooperazione con Piemonte e Liguria sul campo della microelettronica nel campo della cabina economica del Nord-Ovest dall’altro. Intanto, fuori dall’Italia, è stato siglato un protocollo d’intesa con la Catalogna per rafforzare una rete europea per la crescita. I dati sugli investimenti sembrano incoraggiare una strategia che mette la produttività al centro.
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