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Politica

AfD, s’infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l’alleanza contro l’establishment

Troppe volte abbiamo sentito nel dibattito pubblico che gli steccati ideologici di “destra” e “sinistra”, i quali hanno disegnato la geografia politica del secolo scorso, sono crollati nell’era della Globalizzazione e che, al giorno d’oggi, sul palcoscenico della politica si...

Troppe volte abbiamo sentito nel dibattito pubblico che gli steccati ideologici di “destra” e “sinistra”, i quali hanno disegnato la geografia politica del secolo scorso, sono crollati nell’era della Globalizzazione e che, al giorno d’oggi, sul palcoscenico della politica si assisterebbe allo scontro tra popolo contro élite, o ancor meglio tra “sovranisti” contro “globalisti”. La Germania recentemente sembra essere il laboratorio più interessante per tale tesi politica: la sinistra radicale di Sahra Wagenknecht è pronta a collaborare con la destra estrema di Alternative für Deutschland

In una lettera firmata da Fabio De Masi e da Amira Mohamed Ali – co-presidenti del partito Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) – hanno firmato una lettera indirizzata ai leader di AfD, Alice Weidel e Tino Chrupulla, proponendo un’alleanza per il governo della Sassonia-Anhalt e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, regioni che andranno al voto a settembre. De Masi e Mohamed Ali hanno definito il cosiddetto “Brandmauer” – il cordone sanitario eretto da tutte le forze politiche contro AfD – come “antidemocratico” e “incapace di risolvere i problemi” nonché controproducente considerando i consensi che il partito continua a racimolare a ogni tornata elettorale. L’idea di una maggioranza rossobruna dopo le elezioni nei Länder orientali esercita un certo fascino per gli scienziati della politica e non è escluso che se la AfD salisse sul gradino più alto del podio, non tenda al mano a BSW, vista l’affinità di pensiero e di intenti su molti questioni di fondo della società teutonica, a partire dalle relazioni con la Russia. 

L’Alleanza Sahra Wagenknecht: le convergenze e le divergenze con AfD

A gennaio del 2024, Sahra Wagenknecht – da sempre icona della sinistra tedesca – ha annunciato la scissione dal partito progressita Die Linke lanciando la costruzione di un nuovo progetto: Bündnis Sahra Wagenknecht – Vernunft und Gerechtigkeit, tradotto in italiano  “Alleanza Sahra Wagenknecht – Ragione e Giustizia”. Wagenknecht voleva costruire una nuova casa in cui potessero coesistere idee di sinistra (intervento pubblico nell’economia, politiche di welfare, ammortizzatori sociali) e valori di destra (salvaguardia delle tradizioni, senso di sicurezza e appartenenza alla Patria)  per contrastare le storture del libero mercato da una parte e la cultura woke dall’altra. La fondatrice ha più volte ribadito che la sua creatura vuole parlare ad elettori di ogni sensibilità politica, in particolare agli sconfitti della  Globalizzazione che costituiscono il principale bacino elettorale di AfD.   

La volontà di parlare allo stesso elettorato fa fatto sì che AfD e BSW cavalcassero le stesse battaglie. Un’ampia convergenza si ha sul tema dello stop agli aiuti militari all’Ucraina, del ripristino delle relazioni diplomatiche con Mosca e della ricostruzione del Nord Stream 2, dopo l’attentato  avvenuto nel 2022 rispetto al quale sia Wagenknecht che Weidel chiedono di fare piena luce. Altra questione che intreccia le agende politiche di Afd e BSW è la lotta alle politiche green, specie durante l’epoca del Governo Scholz – con l’insediamento di Merz alla cancelleria c’è stata una parziale retromarcia – che proprio Sahra Wagenknecht aveva definito “eco-attivismo cieco e casuale che rende più costosa la vita delle persone senza fare nulla per il clima”. 

Riguardo all’immigrazione di massa, entrambi i partiti vogliono porre un freno agli ingressi nel Paese perché come scritto nero su bianco nella missiva a firma dei due co-presidenti di BSW, “la Germania è al limite delle proprie capacità”. Tuttavia, qualche riga dopo i due scrivono di come l’approccio al fenomeno migratorio sia diverso, accusando la formazione destrorsa di alimentare “ostilità nei confronti di persone che vivono qui da decenni, rispettano le regole, pagano le tasse e, in molti casi, sono ormai cittadini tedeschi”. Le differenze vengono inoltre evidenziate in merito alla tassazione dei super ricchi, al rapporto con l’amministrazione Usa di Donald Trump (per BSW nuoce agli interessi tedeschi) e dell’introduzione nelle scuole dei sistemi di segnalazione di iniziative woke, usando lo stesso metodo della sinistra nel tentativo opposto di contrastare le idee conservatrici. Insomma, le convergenze non mancano ma i dirigenti di BSW non vogliono fare passare il messaggio che il loro partito sia una semplice estensione di AfD.

Gli scenari pre e post elezioni

De Masi e Mohammed Ali hanno sollecitato i vertici di AfD a organizzare insieme a loro dei dibattiti animati da Sahra Wagenknecht e Alice Weidel, due leader carismatiche in grado di riempire le piazze, dando modo agli elettori potenzialmente contendibili di farsi un’idea più precisa dei programmi di governo. Dalle parti del partito di destra pare che non sia rivata nessuna accettazione di tale offerta e la spiegazione è plausibilmente ascrivibile ai sondaggi parecchio rassicuranti per AfD. In Sassonia-Anhalt il partito veleggia verso il 40% e la conquista della maggioranza assoluta dei seggi dell’assemblea pare alla portata; in Meclemburgo i sondaggi sono altrettanto allettanti e la maggioranza assoluta non è un miraggio neanche in questa regione. Un confronto con Wagenknecht gioverebbe più a BWS in quanto potrebbe fare presa sugli elettori indecisi, mandando in frantumi il sogno di AfD di governare un Land, se non addirittura due, per la prima volta.

L’interesse di AfD per quanto scritto dai leader di BSW si è acceso per il passaggio riguardante una possibile collaborazione post-voto. I dirigenti di BSW  si sono detti pronti a dare forma a giunte regionali insieme alla destra radicale a patto che AfD esprima un presidente che non sia un suo iscritto e che sia indipendente dagli schieramenti tradizionali perseguendo l’obiettivo di “sostituire gli attuali governi”. BSW, dunque, si fa artefice di un’alleanza inedita tra destra e sinistra estrema per scuotere lo status quo di cui sarebbero garanti partiti che da sempre dominano la vita politica tedesca, ovvero CDU e  SPD. Il portavoce di Alice Weidel, Daniel Tapp, ha espresso parole di apprezzamento al riguardo e ha detto che se la lista di Sahra Wagenknecht dovesse superare lo sbarramento del 5%, AfD sarebbe pronta al dialogo. Il motivo? Se la destra non raggiungesse la maggioranza assoluta, gli eletti di BSW potrebbero tornare utili a formare una coalizione senza dover supplicare gli altri partiti che hanno sempre espresso un veto sul coinvolgimento di AfD in qualsiasi esperienza governativa.

A settembre capiremo quale scenario si delineerà una volta aperto il sipario delle elezioni e se dovesse profilarsi una collaborazione tra AfD e BSW si tratterebbe del primo amalgama tra due formazioni con origini culturali apparentemente incompatibili ma determinate a rompere il soffitto delle ideologie che per molti non hanno più ragione d’essere.

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