Il volo di Apollo conquista easyJet: il fondo americano si è inserito in volata per soffiare la possibilità di acquistare il controllo della compagnia aerea britannica alla rivale Castlelake in una trattativa che dà utili indicazioni sul futuro del mercato dell’aviazione civile. Una mossa a sorpresa quella con cui l’importante fondo guidato da Marc Rowan, magnate di primo piano del sistema Usa inserito anche nei membri del “Board of Peace” per Gaza dal presidente Usa Donald Trump, e forte di 1.000 miliardi di dollari di asset gestiti ha mirato a prendere il controllo della low cost britannica incassando il sostegno alla sua offerta da parte del consiglio d’amministrazione.
Nulla è ufficiale ma entro agosto Apollo dovrà presentare un’offerta vincolante. Lo scenario si fa interessante e può cambiare il mercato dell’aviazione civile, aprendo a una ristrutturazione di un contesto europeo ove easyJet si confronta con altri gruppi, a partire da Ryanair e WizzAir, per controllare quote crescenti tra i viaggi turistici e le rotte business.
La sfida tra i due gruppi finanziari per un vettore civile europeo mostra quanto, nei prossimi anni, ci sia la possibilità di assistere a un aumento della redditività del settore aeronautico civile dopo che diverse crisi, dal Covid alla recente guerra del Golfo, hanno esercitato pressioni dirette sul costo dei carburanti, sulla stabilità delle rotte e sulla loro marginalità, mentre nel frattempo le aziende del settore devono fare i conti con regolamentazioni ambientali e requisiti di sostenibilità crescenti. Un settore a complessità crescente dove, però, l’entrata in scena dei private equity americani mostra una tendenza di medio lungo periodo che pare orientata alla profittabilità.
Il Corriere del Ticino ha dedicato un importante approfondimento all’affare easyJet che è meritevole per ampiezza della riflessione, da cui emergono i dati in salute di easyJet: 10,1 miliardi di sterline di ricavi e 665 milioni di profitti nel 2025 con oltre 90 milioni di passeggeri trasportati. Inoltre, la testata svizzera nota che “grande valore «nascosto» di easyJet è la sua flotta, il cui valore è stimato in 5,8 miliardi di euro. La low cost, nello specifico, possiede il 58% dei suoi Airbus A320. Se consideriamo anche gli A320neo e gli A321neo, i velivoli di ultima generazione meno avidi di cherosene, la quota sale addirittura all’85%”.
Il gruppo fondato da Sir Stelios Haji-Ioannou nel 1995, che assieme ai famigliari possiede poco meno di un sesto del capitale dell’azienda, a maggio aveva rassicurato sulla capacità di reggere il caro-carburante e ora potrà vivere una nuova fase qualora l’offerta di Apollo si concretizzasse. L’onda lunga della ristrutturazione del mercato aeronautico dopo le crisi degli ultimi anni ha mostrato un cambio di paradigma che Business Traveler ritiene possa amplificarsi, sottolineando che anche nel contesto del sistema low cost i voli potranno sempre più differenziarsi tra le fasce a prezzo nettamente basso su hub secondari e quelli legati a servizi low cost su scali più centrali.
L’investimento di Apollo e la rivalità con Castlelake per scalare a suon di miliardi easyJet è un proxy della scommessa di un settore finanziario americano in cerca di ritorni sul mercato europeo: le low cost fanno affari se i cittadini della massa della popolazione e i lavoratori business si possono spostare, andare in vacanza e viaggiare con regolarità. Scommettere che, come fanno i private equity quando entrano in un’azienda, tra alcuni anni gli affari di un gruppo come easyJet saranno ulteriormente rafforzati e più profittevoli in un settore in cambiamento ma che ha resistito anche alla crisi del Golfo, significa a suo modo scommettere sulla vivacità dell’economia europea e nella sua mobilità interna. Di cui la capacità dei cittadini di accedere a servizi di spostamento accessibili resta un elemento non secondario.
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