Skip to content
Guerra

“Israele spara a chi prova a tornare a casa”: il racconto dal sud del Libano

“Mi sono fermato a Nabatiyeh per raccontare cosa rimane dei villaggi oggi occupati da Israele. Pur essendoci il cessate il fuoco, di cui nessuno si fida, gli attacchi sono quotidiani e a chiunque si avvicini troppo al confine, i soldati...

“Mi sono fermato a Nabatiyeh per raccontare cosa rimane dei villaggi oggi occupati da Israele. Pur essendoci il cessate il fuoco, di cui nessuno si fida, gli attacchi sono quotidiani e a chiunque si avvicini troppo al confine, i soldati sparano a vista con i cecchini o lanciando droni esplosivi”.

Così Angelo Calianno dal Libano del sud, da Nabatiyeh, città da cui ha lavorato negli ultimi tre anni. Il reporter spiega che quando si parla di persone che “si avvicinano troppo al confine”, sono ragazzini e anziani che cercano di tornare nelle proprie case per recuperare qualcosa, anche solo un ricordo.

Calianno ha trascorso la giornata in pattuglia con i paramedici di Nabatiyeh. I Nabatyie Paramedics sono un gruppo indipendente non legato a nessun partito politico, malgrado questo, sono diventati un bersaglio.

Mohamed, il responsabile dello staff dei Paramedics, ha perso il figlio sedicenne in un attacco con un drone. Il ragazzo aiutava come volontario i paramedici nella distribuzione del cibo. “Di tutte le guerre, questa è la peggiore. Non avevano mai attaccato il nostro gruppo, non avevano mai attaccato i medici, così come i giornalisti, come in questi mesi” racconta Mohamed.

Nel sud del Libano, racconta Calianno, Israele sta distruggendo le coltivazioni con diserbanti e fosforo bianco. Sono state distrutte scuole, come quelle di Nabatiyeh, ospedali, monumenti e ulivi secolari. “Questo non è combattere Hezbollah. Nulla di queste azioni può rientrare in quello che Israele chiama ‘mettere in sicurezza un territorio’, quando la minaccia alla sicurezza sono loro” spiega il reporter dal Libano.

Dal 2 marzo 2026, in Libano Israele ha ucciso oltre 4.303 civili, feriti 12.202.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.