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Media e Potere

Uk, allarme libertà di stampa: la legge sull’antiterrorismo che criminalizza i corrispondenti esteri

Secondo gli esperti, il disegno di legge britannico sulla sicurezza nazionale rischia di esporre i giornalisti a procedimenti penali per terrorismo

Il governo britannico sta portando avanti a ritmo serrato un disegno di legge sulla sicurezza nazionale che, secondo numerosi esperti e organizzazioni per la libertà di stampa del Regno Unito, rischia di esporre i corrispondenti esteri britannici al rischio di essere perseguiti per terrorismo per il semplice fatto di utilizzare fonti all’interno di gruppi sostenuti da Stati stranieri, come l’Iran. Lo riporta il Guardian.

La nuova normativa – National Security (State Threats) Bill – è stata progettata per consentire al governo di etichettare come organizzazioni terroristiche i gruppi sostenuti da Stati stranieri, con l’obiettivo dichiarato di poter vietare, tra gli altri, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran (Irgc). Il provvedimento introduce nuovi reati penali per coloro che «sostengono, assistono o ottengono benefici materiali» da gruppi formalmente classificati come minacce sostenute dallo Stato. Chi propone questa folle legge che mina la libertà di stampa? I deputati laburisti Shabana Mahmood e Lord Hanson of Flint.

Un disegno di legge dai confini incerti

Il problema, sottolineano i critici, è che la definizione di «beneficio materiale» è estremamente ampia: non comprende solo i vantaggi economici, ma anche le informazioni. Secondo il testo, costituirebbe reato non solo «ottenere, accettare e trattenere» questo beneficio materiale, ma anche semplicemente «accordarsi per accettarlo» – e per nessuna delle due ipotesi è prevista una difesa per «ragionevole scusa».

David Anderson, che ha ricoperto il ruolo di revisore indipendente della legislazione antiterrorismo, ha lanciato un allarme chiaro: a meno che il disegno di legge non venga modificato, potrebbe trascinare involontariamente i giornalisti che lavorano in Paesi a rischio in procedimenti penali per terrorismo.

«Il disegno di legge sembra essere stato messo insieme in fretta, con le salvaguardie ipotizzate per le ONG e i giornalisti in gran parte assenti dal testo», ha dichiarato Anderson al Guardian. «Ciò deve essere corretto all’inizio di questa settimana, prima che il progetto diventi legge».

Allarme anche per le organizzazioni umanitarie

Anderson ha evidenziato come la normativa, così com’è scritta, possa mettere in pericolo non solo i giornalisti ma anche organizzazioni umanitarie come l’Halo Trust, specializzata nello sminamento: «Un’organizzazione come Halo Trust non potrebbe chiedere legittimamente all’Irgc o ai suoi agenti dove sono state posate le mine terrestri, o un’organizzazione per la risoluzione dei conflitti che deve interagire con organismi designati come parte del suo lavoro».

E ha aggiunto: «I corrispondenti esteri potrebbero essere ugualmente colpiti. In effetti, a prima vista, sarebbero a rischio di persecuzione se avessero contatti di qualsiasi tipo con fonti all’interno di organismi designati o dei loro agenti».

Sulla stessa linea si colloca Jonathan Hall, l’attuale revisore indipendente della legislazione antiterrorismo, che ha raccomandato di emendare la legge estendendo la difesa per «ragionevole scusa» in modo da coprire esplicitamente le informazioni ottenute nel corso di attività professionali legittime. Il governo, tuttavia, non ha accolto la sua raccomandazione e nega le accuse. Il ministero dell’Interno britannico (Home Office) ha dichiarato: «Questo disegno di legge non mina in alcun modo il lavoro vitale che i giornalisti svolgono, e qualsiasi suggerimento contrario è assolutamente falso. Il governo ha inoltre offerto la rassicurazione che i potenziali casi sarebbero perseguiti solo se il procuratore generale lo ritenesse di interesse pubblico

Tuttavia, le preoccupazioni per la libertà di stampa hanno trovato eco presso le organizzazioni che tutelano la libertà di stampa. Dawn Alford, amministratore delegato della Society of Editors, ha dichiarato: «I corrispondenti esteri e i giornalisti investigativi spesso devono entrare in contatto con organizzazioni e individui pericolosi per smascherare abusi e informare il pubblico. Non dovrebbero essere lasciati a fare affidamento sulla discrezionalità del pubblico ministero per determinare se la raccolta di notizie legittima sia legale o meno».

Il Regno Unito non è l’unico ad aver designato i Pasdaran come organizzazione terroristica. Lo scorso gennaio, anche l’Unione Europea, al fine di compiacere Israele e gli Stati Uniti, ha deciso di fare altrettanto.

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