L’estate del 2025 è stata, come molti ricordano, un’estate difficile per Volodymyr Zelensky e i suoi. Il tentativo di far passare una legge che limitava fortemente i poteri della Procura anti-corruzione e dell’Ufficio nazionale anti-corruzione, proprio mentre emergevano grosse ruberie fino al vertice dello Stato, provocò manifestazioni massicce nelle strade di Kiev e un’onda di rimproveri in sede UE, con la minaccia nemmeno tanto velata da parte di Bruxelles di rallentare, se non proprio bloccare, il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione. Minaccia pesantissima se solo pensiamo che la UE ha da poco deliberato un prestito di 90 miliardi di euro a Kiev, con 3,2 miliardi versati proprio alla vigilia della Conferenza in corso a Gdansk (Polonia) in queste ore. Così Zelensky fece rapidamente marcia indietro, il Parlamento idem e la legge fu annullata. Come ulteriore segno di buona volontà, nel dicembre 2025, il governo ucraino assunse ulteriori impegni nei confronti dell’UE per riformesu Stato di diritto e lotta alla corruzione in un piano in 10 punti firmato dal vice-premier ucraino Taras Kachka e dalla commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos.
In quell’occasione, la Kos disse: “Si possono cambiare le leggi quante volte si vuole, ma non si può ricostruire la fiducia dall’oggi al domani…”. Un ammonimento piuttosto chiaro, che spinse Kiev a impegnarsi a realizzare tali riforme entro un anno, proprio per far dimenticare il tentato colpo di mano dell’estate. Il cosiddetto Piano Kachka-Kos non fa parte del processo formale di adesione ma è stato concepito dalla UE come un test di buona volontà e di capacità. Per giudicare gli eventuali progressi, si formò una gruppo chiamato Membership Check (in seguito qui MC), guidata dal New Europe Center. che riunisce otto organizzazioni di esperti che si occupano di integrazione europea, lotta alla corruzione e riforma giudiziaria: lo New Europe Center come organizzazione capofila con European Pravda, il Centro anticorruzione Mezha, ANTS (National Interests Advocacy Network), la Fondazione DEJURE (Democrazia, Giustizia, Riforme), il Centro per le politiche e le riforme giuridiche, il Centro d’azione anticorruzione e Transparency International Ucraina. Il gruppo ha pubblicato all’inizio di aprile un primo rapporto: dopo tre mesi, le riforme avevano raggiunto solo il 9% del punteggio massimo. All’epoca, il governo aveva detto di prevedere un’accelerazione in seguito, dopo i primi mesi dedicati ai lavori preparatori. Questa spiegazione era plausibile. Vediamo quindi, proprio mentre si parla molto di Ucraina nella UE, a che punto stanno le cose.
Punto 1: Questo punto del piano Kachka-Kos recita: “Adottare modifiche al Codice di procedura penale e ad altre leggi per garantire una giustizia rapida e di alta qualità”. Forse il punto più importante dell’intero piano. In particolare, l’Ucraina si è impegnata a colmare le lacune che attualmente consentono ad alcuni responsabili di corruzione di alto livello di sottrarsi alle proprie responsabilità, ad esempio prolungando le indagini e archiviando i casi per prescrizione. Tutti i tentativi del Parlamento di correggere queste e altre disposizioni simili sono falliti, pertanto l’Unione Europea ha individuato la risoluzione di questi problemi come uno dei criteri di adesione. Nella valutazione di Membership Check, questo punto ha un peso specifico maggiore: 20 punti. Il punteggio attribuito all’Ucraina, dopo sei mesi, è di 2,5 su 20. Il governo aveva promesso tempo fa di presentare una bozza di legge in merito, e l’ha effettivamente redatta, ma sono sorti problemi durante il coordinamento. La bozza è stata ora rinviata per la revisione congiunta con l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e l’Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione (NACP). Recentemente, il Parlamento ha registrato due bozze di legge alternative, che però finora sono rimaste ferme.
Punto 2: perizie forensi indipendenti per il NABU. Il Ministero della Giustizia ha iniziato a redigere un progetto di legge, ma il NABU non è soddisfatto delle proposte. Al momento non esiste una bozza idonea all’analisi da parte di esperti.
Punteggio MC: 2 su 10.
Punto 3: modifica delle norme per la revoca del Procuratore Generale e la selezione dei candidati alla carica. Le norme per la nomina del Procuratore Generale variano da Stato a Stato e la carica viene spesso ricoperta in base a quote politiche, pur nel rispetto di rigorosi criteri professionali. Tuttavia, è stata fatta un’eccezione per l’Ucraina. La revisione della procedura di selezione e revoca del Procuratore Generale è stata inclusa nei criteri di adesione all’UE e anche nel piano Kachka-Kos.
Il motivo di questo trattamento risiede nel ruolo svolto dal Procuratore Generale ucraino, Ruslan Kravchenko, nell’attacco alle istituzioni anticorruzione avvenuto nel luglio del 2025. L’UE è ben consapevole che è stato Kravchenko a redigere la controversa legge che ha minato l’indipendenza dell’NABU e della Procura Anticorruzione. Tuttavia, l’Unione Europea non può e non intende richiederne la rimozione. L’unico requisito è che l’Ucraina introduca delle garanzie per il futuro, in modo che i futuri Procuratori Generali vengano selezionati in base alla professionalità e non alla lealtà. Anche in questo caso, però, il governo non ha fatto nulla finora. MC ha assegnato mezzo punto solo perché in Parlamento è stato registrato un progetto di legge. Punteggio degli esperti: 0,5 su 10.
Punto 4: ripristino del processo di selezione competitivo per la nomina e il trasferimento dei pubblici ministeri. Questa è un’altra conseguenza della famigerata legge del luglio 2025, che conteneva anche una disposizione riguardante la Procura. Il Parlamento “dimenticò” di abrogarla e, a tutt’oggi, Kiev ha ignorato tutti i solleciti in tal senso da parte dell’UE. La Procura Generale ha redatto una bozza di legge che però non ripristina le nomine competitive dei pubblici ministeri. Punteggio MC: 0,5 su 10.
Punto 5: riforma dell’Ufficio Investigativo Statale (SBI). l governo sembra intenzionato a non rispettare la scadenza per quanto riguarda l’Ufficio Investigativo Statale (SBI). Il mandato dell’attuale direttore dell’SBI scade il 31 dicembre 2026 e la commissione di selezione per la nomina del suo successore deve essere costituita entro il 31 ottobre 2026. Pertanto, sussiste il rischio che il nuovo direttore venga selezionato secondo la procedura vigente, la cui trasparenza e indipendenza sono discutibili. Punteggio MC: 1 su 10.
Punto 6: Corte Costituzionale e membri dell’Alto Consiglio di Giustizia.
Questo punto del piano Kachka-Kos prevede che, d’ora in poi, solo candidati di comprovata affidabilità internazionale possano diventare giudici della Corte Costituzionale (CCU) e membri dell’Alto Consiglio di Giustizia (HCJ). Nel complesso, non si riscontrano problemi critici, sebbene i tempi di attuazione potrebbero essere più rapidi. Punteggio MC: 1 su 5, con la speranza che la valutazione possa migliorare a breve.
Punto 7: coinvolgimento di esperti internazionali nella commissione di selezione dell’Alta Commissione di Qualificazione dei Giudici. Il progetto di legge n. 13382 è stato registrato in Parlamento, ma il suo esame è fermo da giugno 2025. Il governo afferma di aver predisposto un’iniziativa legislativa alternativa, attualmente in fase di coordinamento con la Commissione europea. Punteggio MC: 1,5 su 10.
Punto 8: Dichiarazioni di integrità dei giudici e digitalizzazione dei procedimenti di esecuzione. Questo punto è complesso e si compone di tre elementi, per cui gli esperti hanno concordato di suddividere equamente il punteggio massimo (10 punti) tra di essi.
Il 7 aprile, il Parlamento ha adottato una nuova legge sulla digitalizzazione dell’esecuzione delle sentenze. La legge ha ricevuto una valutazione positiva dalla Commissione Europea e anche gli esperti di Membership Check non hanno sollevato obiezioni: punteggio MC: 3,5 punti.
Gli altri due elementi riguardano la riforma delle dichiarazioni di integrità dei giudici: su entrambi questi elementi, non si sono registrati progressi o si è addirittura registrato un andamento negativo. È importante sottolineare che le dichiarazioni di integrità sono uno dei pochi strumenti a disposizione per ripulire la magistratura. Il 9 giugno 2026, il Parlamento ha adottato il progetto di legge n. 13165-2 sulle dichiarazioni di integrità dei giudici. Tuttavia, la legge contraddice i requisiti del piano, non migliora la verifica delle dichiarazioni esistenti e, di fatto, facilita ai giudici lo sfruttamento delle scappatoie per eludere le proprie responsabilità. Inoltre, contrariamente a quanto previsto dal piano, il disegno di legge adottato non prevede il coinvolgimento temporaneo di esperti internazionali nella verifica delle dichiarazioni di integrità dei giudici della Corte Suprema. La legge è ora in attesa della firma del presidente. Punteggio totale MC per i tre elementi di questo punto: 3,5 su 10.
Punto 9: strategia e programma anticorruzione. È l’unico punto per il quale il piano Kachka-Kos prevede una scadenza specifica: entrambi i documenti avrebbero dovuto essere adottati entro la fine del secondo trimestre del 2026, ovvero ora. Solo a maggio, dopo un lungo ritardo da parte del governo, sono comparse in Parlamento le bozze di legge per la Strategia Statale Anticorruzione (SAS). Punteggio MC: 1,5 su 10.
Punto 10: sistemi di controllo interno contro la corruzione. Il Servizio di Audit Statale dell’Ucraina ha aggiunto domande sullo stato del controllo interno alle verifiche che conduce. È attivo un portale per la segnalazione di illeciti, ma necessita di ulteriori miglioramenti. A maggio sono entrate in vigore le Norme aggiornate per l’Audit Interno, che hanno rivisto i requisiti per l’organizzazione degli audit interni nel settore pubblico e rafforzato i requisiti per l’indipendenza organizzativa e funzionale delle unità di audit interno. Punteggio degli esperti di MC: 1 su 10.
Il rapporto completo di Membership Check può essere letto cliccando su questo link.
Insomma, il risultato a fine giugno, cioè a metà del tempo previsto per implementare il Piano Katchka-Kos, secondo le valutazione dei più prestigiosi think tank ucraini, è di 15 punti su 100, ovvero il 15% di completamento. Va detto che l’obiettivo non è, in realtà raggiungere il 100%. Anche quando si tratta di richieste formali per l’adesione, l’UE non pretende la perfezione e se l’Ucraina mostrasse di essersi davvero avvicinata alla realizzazione dei suoi impegni le basterebbe, per dire, un 80%. Il problema è che si è lontanissimi anche da quella quota e proprio in un settore, come quello della lotta alla corruzione, che gli scandali hanno dimostrato lacunosissimo e che solo in parte dipende dalle difficoltà della guerra. Anzi, i focolai maggiori di corruzione si sono registrati proprio al ministero della Difesa e in quello dell’Energia, ovvero i due più importanti per le sorti del Paese. Con il sospetto che Zelensky non sia così deciso nel combattere il fenomeno. O che, peggio ancora, non sia nelle condizioni di farlo.
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