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Cronaca

Il Venezuela dopo i terremoti gemelli: la gente scava a mani nude tra le macerie, arriva anche l’esercito Usa

Il devastante terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 in Venezuela ha causato almeno 235 vittime, oltre 4.300 feriti e ingenti danni
Venezuela

Il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela continua ad aggravarsi. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dalle autorità governative, le vittime accertate sono 235, mentre i feriti hanno superato le 4.300 persone. Il ministero della Salute, attraverso il ministro Carlos Alvarado, ha confermato che si tratta di un numero purtroppo destinato a salire, poiché le operazioni di soccorso sono ancora in pieno svolgimento.

Le devastanti scosse di terremoto

I due violenti terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5 della scala Richter, si sono verificati nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno, con epicentro localizzato nella regione di La Guaira. La scossa, avvertita distintamente anche nella capitale Caracas, ha provocato il collasso di decine di edifici. Oltre al tragico numero di vittime, il governo ha reso noto che si contano 157 dispersi e circa 200 persone ancora intrappolate sotto le macerie. I danni alle infrastrutture sono ingenti: si stimano 250 edifici danneggiati o distrutti e otto ospedali colpiti, alcuni dei quali sono stati evacuati d’urgenza. La sola città di La Guaira ha visto il crollo di più di 100 edifici, con oltre 2.927 famiglie rimaste senza un tetto dove vivere.

Le operazioni di soccorso proseguono

Le operazioni di ricerca e salvataggio procedono senza sosta. Il governo venezuelano ha mobilitato 11.500 funzionari della sicurezza e 100 squadre con mezzi pesanti per rimuovere le macerie. A questi si affianca un’immensa mobilitazione spontanea di migliaia di civili che, volontariamente, partecipano allo scavamento tra i detriti e alla raccolta di beni di prima necessità. La presidente incaricata, Delcy Rodríguez, insieme ai ministri Diosdado Cabello e Jorge Rodríguez, si è recata sul posto per coordinare gli interventi in un contesto reso difficile da interruzioni delle comunicazioni e dell’energia elettrica.

La comunità internazionale si mobilita

La comunità internazionale si è mobilitata prontamente per fornire assistenza al Paese sudamericano. Le Nazioni Unite hanno attivato il loro sistema di coordinamento umanitario, con il segretario generale aggiunto Tom Fletcher che ha parlato di una “devastazione davvero terrificante”. Sono già in arrivo 12 squadre internazionali di ricerca e soccorso. Stati Uniti, Messico, Qatar e Spagna hanno inviato aerei carichi di aiuti e personale specializzato.

In particolare, la Spagna ha fatto decollare un volo con a bordo 59 membri dell’Unità Militare di Emergenza (UME) otto unità cinofile, oltre a 40 operatori del team di emergenza di Madrid, tra cui vigili del fuoco esperti in crolli e personale medico del SUMMA112. L’aereo, diretto a Valencia (Venezuela) a causa della chiusura dell’aeroporto di Caracas, trasporta anche materiale sanitario fornito dall’Agenzia spagnola per la Cooperazione Internazionale (AECID).

Anche gli Stati Uniti hanno annunciato il loro aiuto. A Washington, il Dipartimento di Stato ha istituito una task force dedicata per coordinare gli sforzi di assistenza con partner pubblici e privati, «valutare i bisogni sul campo e fornire supporto ai cittadini americani potenzialmente coinvolti». Oltre all’immediato sostegno alle operazioni di ricerca e soccorso, al trasporto aereo e al coordinamento logistico, gli Stati Uniti, si legge, «stanno mobilitando 150 milioni di dollari in aiuti umanitari per il Venezuela. Di questi, 50 milioni provengono da nuovi finanziamenti bilaterali destinati ad alcune tra le principali organizzazioni operanti sul territorio, tra cui World Vision, Samaritan’s Purse, Catholic Relief Services, International Medical Corps, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e il Programma Alimentare Mondiale (Pam)». A questi si aggiunge «un contributo di 100 milioni di dollari al fondo comune dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) dedicato al Venezuela».

Situazione drammatica

Nonostante la solidarietà internazionale, la situazione rimane critica. Le scosse hanno gravemente danneggiato il principale aeroporto del Paese, Maiquetía, che serve la capitale, portando alla cancellazione di numerosi voli internazionali. Le autorità hanno escluso il rischio di uno tsunami e invitano la popolazione a mantenere la calma e a seguire esclusivamente le informazioni diffuse dai canali ufficiali, per evitare la diffusione di notizie false.

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