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Tecnologia

Un nuovo momento Sputnik: così la Cina sta surclassando gli Usa nelle neuroscienze

La sfida lanciata dalla Cina nel campo dell’intelligenza artificiale potrebbe non essere l’unico e ultimo “momento Sputnik” per gli Stati Uniti. All’orizzonte si sta infatti profilando un nuovo sorpasso, o quanto meno un deciso avvicinamento, di Pechino sul doppio fronte...

La sfida lanciata dalla Cina nel campo dell’intelligenza artificiale potrebbe non essere l’unico e ultimo “momento Sputnik” per gli Stati Uniti. All’orizzonte si sta infatti profilando un nuovo sorpasso, o quanto meno un deciso avvicinamento, di Pechino sul doppio fronte sanitario e scientifico.

Lo ha detto in maniera chiara e cristallina Max Hodak, ex presidente della società di Elon Musk, Neuralink, e adesso a capo dell’azienda di neurotecnologie Science Corp. Il discorso, a detta di Hodak, è molto semplice: gli Usa rischiano di cedere il loro primato nel suddetto settore al gigante asiatico, a meno che non accelerino lo sviluppo dei loro sistemi di ricerca e attuino importanti modifiche nella regolamentazione medica.

“Esiste una possibilità molto concreta che, senza una significativa riforma normativa, se sei un americano benestante, tra 10 anni l’unico posto in cui potrai ricevere cure oncologiche all’avanguardia sarà Shanghai”, ha dichiarato Hodak al sito Semafor, in occasione del summit Semafor Tech di San Francisco. Infine un allarme emblematico: “Dobbiamo tenere conto di questa eventualità. La Cina sta operando con grande competenza”.

Questo brillante dirigente ha di che preoccuparsi, visto che si occupa per lo più di interfacce cervello-computer (Bci), e cioè di tecnologie che decodificano l’attività cerebrale per consentire a pazienti paralizzati di eseguire azioni fisiche, spesso usando chip impiantati nel cervello. La Cina ha infatti appena approvato la prima Bci in commercio anticipando gli Stati Uniti…

Il boom della Cina sulle interfacce cervello-computer

Per capire cosa sta accadendo in Cina è utile dare un’occhiata al gioiellino sviluppato da Neuracle Technology, una startup con sede a Shanghai, in collaborazione con i ricercatori dell’Università Tsinghua di Pechino.

Si chiama Neo ed è un dispositivo grande quanto una moneta. È un impianto cerebrale indicato per i pazienti di età compresa tra i 18 e i 60 anni che presentano paralisi a tutti gli arti a causa di lesioni del midollo spinale, ma che conservano ancora una certa funzionalità residua nelle braccia.

Neo ha ricevuto l’approvazione della National Medical Products Administration cinese, ossia l’ente responsabile della supervisione dei farmaci, e ha bruciato sul tempo diverse altre interfacce cervello-computer, compresa quella di Neuralink. A titolo esemplificativo la rivista Mit Technological Review ha raccontato la storia del signor Dong, un cinese di 39 anni con lesioni al midollo spinale causate da un incidente d’auto avvenuto sei fa e paralizzato dal collo in giù.

L’uomo ha scelto di aderire al programma promosso da Neuracle diventato una delle prime persone in Cina a ricevere una Bci invasiva tramite intervento chirurgico al cervello. Che cosa è successo? I medici hanno inserito i sensori di Neo sulla dura madre, lo strato esterno di tessuto che protegge e ricopre il cervello. I loro segnali vengono quindi trasmessi a un computer tramite un impianto posizionato sul cranio del paziente, il quale li traduce in segnali di comando per un guanto robotico morbido che Dong indossa durante le sessioni di allentamento giornaliere per imparare ad afferrare gli oggetti. In circa 11 mesi di riabilitazione l’uomo è stato in grado di scrivere il suo nome.

Un nuovo momento Sputnik per gli Usa?

Lo scorso marzo, l’impianto utilizzato da Dong è diventato il primo prodotto Bci invasivo al mondo ad essere approvato per l’uso al di fuori delle sperimentazioni cliniche. Nel momento in cui scriviamo è disponibile per alcuni pazienti con paralisi agli arti dovuta a lesioni del midollo spinale.

Cosa significa questa notizia? Che le suddette Bci, in Cina, sono pronte per la produzione su larga scala e per l’uso clinico. Oltre la Muraglia, la crescita di questo settore è destinato ad accelerare visto che all’interno dell’ultimo piano quinquennale approvato dal Partito Comunista Cinese è definito come “strategico”, e che quindi riceverà sostegno politico e finanziario dal governo guidato da Xi Jinping.

Al netto di Neo, in Cina sono in fase di sviluppo altri Bci per l’approvazione a livello nazionale, a partire da Beinao-1, realizzato dall’Istituto cinese per la ricerca sul cervello di Pechino e dalla sua startup affiliata, NeuCyber NeuroTech, che dovrebbe essere pronto entro il 2028. Se per gli Stati Uniti questa tendenza non è un campanello d’allarme, poco ci manca.

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