La Cina si è attivata per fornire assistenza medica ai Paesi dell’Africa travolti dall’epidemia di Ebola. All’inizio di giugno, Tang Ying, portavoce dell’Agenzia cinese per la cooperazione internazionale allo sviluppo, anticipava l’invio di aiuti umanitari di emergenza alla Repubblica Democratica del Congo insieme a un team di esperti per fornire servizi e assistenza specializzata. Pochi giorni fa, complice l’acuirsi della crisi sanitaria, il gigante asiatico ha varato un nuovo pacchetto di aiuti con dispositivi di protezione, forniture ad hoc e supporto tecnico, con il chiaro obiettivo di rafforzare la cooperazione in materia di sanità pubblica con i Paesi africani. Nelle intenzioni dei funzionari d’oltre Muraglia, questa mossa dovrebbe aiutare le nazioni colpite da Ebola a migliorare la sorveglianza epidemiologica, a rendere più efficienti le analisi di laboratorio, oltre che le varie capacità di trattamento e della prevenzione della minaccia.
L’ultimo annuncio di Pechino è arrivato in un momento molto particolare, ossia mentre i leader africani hanno concordato di attuare un piano di risposta continentale dal valore di 518 milioni di dollari. Un piano coordinato dai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) con lo scopo di arginare la diffusione del virus.

L’intervento della Cina per arginare Ebola in Africa
La situazione è abbastanza delicata. Secondo i dati dell’Africa Cdc, Ebola ha registrato (nel momento in cui scriviamo) oltre 800 casi confermati e quasi 200 decessi. L’epidemia, causata dal raro ceppo Bundibugyo del virus in questione, ha il suo epicentro nella Repubblica Democratica del Congo, ma anche la vicina Uganda ha segnalato diverse infezioni. Almeno 11 altri Paesi sono considerati ad alto rischio, tra cui Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Kenya, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania e Zambia.
In tutto questo, il portavoce del ministero degli Esteri del Dragone, Lin Jian, ha fatto sapere che la Cina supporterà i governi africani al meglio delle sue capacità nella lotta contro l’epidemia. “Invitiamo la comunità internazionale a rafforzare la solidarietà e la cooperazione per aiutare l’Africa a sconfiggere l’epidemia al più presto”, ha quindi aggiunto Lin. Complice il ruolo molto meno incisivo rispetto alle epidemie precedenti giocato dagli Stati Uniti, il governo cinese può sfruttare le sue competenze nel controllo delle minacce sanitarie e nelle biotecnologie per accrescere la propria influenza nel continente africano.
Attenzione, però, perché come ha scritto il New York Times, nonostante i significativi investimenti di Pechino nella regione, “non è chiaro quanto la Cina sia disposta a fare per contribuire ad affrontare quella che potrebbe diventare la più letale epidemia di Ebola della storia”.

Il sostegno Usa e la sfida lanciata a Pechino
C’è chi sostiene che la Cina, a causa di una minore pressione competitiva, possa in realtà intervenire in Africa, sì, ma con il freno a mano tirato. Tanto più che l’epidemia di Ebola si sta espandendo in una regione remota e dilaniata dai conflitti. Altri esperti ritengono invece che gli sforzi di Pechino in materia di aiuti esteri siano motivati dal desiderio di proteggere i propri investimenti economici. Da questo punto di vista, la maggior parte delle attività di estrazione di minerali critici in Congo si trovano per lo più nel Sud del Paese, lontano dall’epicentro dell’epidemia.
In ogni caso, il Dragone è in grado di produrre e spedire forniture e apparecchi medici in tempi rapidissimi. Quali? Per esempio macchinari in grado di individuare le malattie e test per identificare gli agenti patogeni seduta stante, senza la necessità di trasportare i campioni in laboratori talvolta distanti anche centinaia di chilometri dai villaggi africani colpiti dalle crisi sanitarie.
Gli Stati Uniti hanno comunque battuto un colpo: i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno dichiarato che metteranno a disposizione 107 milioni di dollari in finanziamenti di emergenza per rafforzare la risposta nazionale e internazionale all’epidemia di Ebola. “In modo cruciale, stiamo anche collaborando con il governo della Repubblica Democratica del Congo per sostenere la preparazione delle province immediatamente a ovest della zona dell’epidemia, al fine di contenerne la diffusione”, ha affermato il team del Cdc nel Paese. Chissà che questa mossa fatta in extremis non spinga il Dragone ad attivarsi in maniera più decisa.

Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

