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Il grande giorno di SpaceX a Wall Street, aspettando OpenAI e Anthropic: le mega-Ipo cambiano la finanza

SpaceX mira a raccogliere oltre 80 miliardi di dollari, complessivamente le tre Ipo potrebbero garantirne almeno 200.

L’inizio della quotazione a Wall Street di SpaceX, l’azienda di servizi spaziali e intelligenza artificiale di Elon Musk oggi classificata come maggiore compagnia non presente in Borsa al mondo, apre oggi la stagione delle mega-Ipo (Initial public offering, offerte pubbliche iniziali, ndr) con cui i giganti della tecnologia Usa sbarcheranno nella Borsa per antonomasia. A Musk faranno seguito i dioscuri dell’IA, Sam Altman e Dario Amodei, pronti a quotare OpenAI e Anthropic. Si prevede una rivoluzione copernicana nella Borsa americana: complessivamente, SpaceX aggiungerà quasi 1.800 miliardi di dollari di capitalizzazione alla Borsa Usa e altrettanto faranno, sommate, le due compagnie sulla breccia nella corsa all’intelligenza artificiale.

Tutto pronto per le mega-Ipo

SpaceX mira a raccogliere oltre 80 miliardi di dollari, complessivamente le tre Ipo potrebbero garantirne almeno 200. Facendo dei paragoni, è come se a Wall Street Musk e in futuro Altman e Amodei mirino a far entrare l’equivalente di tre listini di Piazza Affari (solo SpaceX la sopravanzerebbe del 50%) raccogliendo dagli investitori l’equivalente del valore, sommato, di Unicredit e Eni. Il giorno più lungo è quello di oggi. Musk contro tutti, ma con molti alle sue spalle: nella finanza internazionale, nonostante molti scetticismi di facciata, il dilemma non è stato se entrare o meno nell’Ipo di SpaceX ma con che forza e con quante risorse.

L’euforia di Wall Street

“Questi debutti rappresentano la più concentrata ondata di capitali dai tempi della bolla delle dot-com” a fine Anni Novanta, e la potenza di fuoco dei tre gruppi potrebbe far sì che “gli investitori impazziscano”, nota Fortune. Musk dà il calcio d’inizio: SpaceX vuole presentarsi come la compagnia egemone nel settore dei lanci spaziali e della strutturazione dell’accesso americano alle orbite, da Starlink ai data center orbitanti vende al tempo stesso un’infrastruttura tecnologica, un sogno di esplorazione e un progetto di sicurezza nazionale, mentre al contempo avendo incluso xAI i prospetti ricordano che secondo gli scenari sarà proprio l’intelligenza artificiale a trainare il suo business. Ad oggi, valutata 1.250 miliardi da compagnia privata, SpaceX capitalizza 92 volte i suoi ricavi e la sua quotazione si baserà su una scommessa chiara: vedere se l’IA farà realizzare i prospetti di una crescita esponenziale da qui a dieci anni, ciò che Musk usa come base per giustificare uno sbarco in borsa anomalo.

L’uomo più ricco del mondo mira a portare SpaceX in Borsa pur mantenendo l’80% dei diritti di voto e a saldare il suo controllo con il piano di remunerazione miliardario di Tesla per ampliare la filiera delle aziende da lui controllate e diventare il primo personaggio nella storia a sfondare quota 1.000 miliardi di dollari di patrimonio. Chi comprerà SpaceX farà un atto finanziario ma anche un voto: accetterà che siano veri i prospetti di Goldman Sachs, secondo cui l’IA darà a SpaceX ricavi centuplicati, a 322 miliardi di dollari, entro il 2030. Oppure guarderà ancora più in la con in mente un dato: 3.400 miliardi di dollari. A tanto Morgan Stanley, che assieme alla concorrente è tra le istituzioni attive per sottoscrivere l’Ipo, nota il Financial Times, prevede ammonteranno i ricavi nel 2040.

Euforia e incertezza

Dei risultati concreti, nota il Ft, sono incoraggianti in tal senso: “I recenti accordi per il noleggio di capacità di calcolo ad Anthropic e Google per un totale di 24 miliardi di dollari all’anno sottolineano il valore dell’infrastruttura terrestre esistente di SpaceX”. Chi ha fatto comunque un affare è proprio Google: comprò per 1 miliardo di dollari l’8% di SpaceX nel 2015 e ora ne detiene il 6,11%: anche se l’Ipo dovesse diluirne la quota, stime di valutazioni della partecipazione capace di arrivare a 100-105 miliardi di dollari sono tutto fuorché esagerate. Questo dà l’idea dell’euforia che attende lo sbarco dell’astronave-madre di Starlink e Starship a Wall Street. Seguiranno le boutique dell’IA per trasformare radicalmente i rapporti di forza in borsa. E anche le prospettive con cui il mercato agirà.

Finora la Borsa ha premiato i vincitori della corsa all’IA, i costruttori di hardware, valorizzandone il boom di attività nel breve periodo per la costruzione di data center e potenza di calcolo. Ora si prevede arrivino i signori degli algoritmi, dei linguaggi di IA e delle tecnologie di frontiera, per i quali la valutazione è prospettica, calcolata sul fatto che si prevede l’IA trasformerà l’economia globale e la produttività in forma radicale. Da un rally che cavalca il presente a aspettative lunghe per una borsa che vuole crescere senza limiti. Da dove arriverà il denaro per le mega-IPO? Nuovi investitori si affacceranno o i capitali ruoteranno seguendo il nuovo paradigma finanziario? E se così farà, chi “perderà” capitalizzazione in un mercato per molti sopravvalutato? Su che parametri saranno valutati i campioni dell’IA oltre che sui fatturati e i flussi di cassa per sostenere queste capitalizzazioni? Sarà euforia o bolla? C’è addirittura chi teme che SpaceX, OpenAI e Anthropic possano prosciugare i mercati esaurendone le disponibilità. Viviamo un momento trasformativo della finanza mondiale. La sensazione è che il 12 giugno 2026 sarà una data spartiacque. Il decollo di SpaceX verso Wall Street sarà quello della borsa verso una nuova era? Lo capiremo presto.

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