L’emergenza dimenticata dei rifiuti a Gaza
Tra tutte le emergenze a Gaza, quella dei rifiuti è la meno raccontata, eppure fa parte di una precisa strategia genocidiaria. Con il blocco di carburante e aiuti, e l’80% dei mezzi municipali distrutto, lo smaltimento è ormai impossibile.
Nelle strade e vicino alle tendopoli si sono accumulate oltre 330.000 tonnellate di spazzatura. L’impatto sanitario è catastrofico: l’80% dei siti di sfollamento è infestato da ratti, scorpioni e insetti, si registrano epidemie di epatite A e polio, e tonnellate di rifiuti ospedalieri infetti restano abbandonate all’aperto.
Si tratta di un modello di controllo documentato dall’ONU fin dagli anni ‘90, quando i checkpoint militari bloccavano i camion della nettezza urbana per creare focolai di infezione.
Non è un effetto collaterale, ma l’esasperazione di una strategia sistematica che Israele continua ad utilizzare e che rimane invisibile nel dibattito pubblico.
