Skip to content

Armi alla Russia, investimenti dalla Cina, boom edilizio: ecco cosa spinge il “miracolo economico” della Corea del Nord

La Corea del Nord sta mostrando segnali di crescita economica e modernizzazione, soprattutto a Pyongyang. Ecco che cosa sta succedendo.

La Corea del Nord non è messa così male come ci hanno fin qui raccontato i media occidentali. Almeno questo è quello che emerge leggendo gli ultimi due articoli – tra l’altro usciti quasi in contemporanea – pubblicati niente meno che da New York Times e Wall Street Journal. Non si potrebbe pensare altrimenti scorrendo i titoli: A ‘Miraculous Transformation’: How Kim Jong-un Fortified North Korea è il pezzo del Nyt, The World’s Most Surprising Economic Success Story Is…North Korea è invece l’approfondimento del Wsj.

Il filo conduttore di entrambi i contributi è l’economia di Pyongyang. Un’economia che, nonostante le sanzioni internazionali e il supposto isolamento del Paese, è cresciuta a vista d’occhio trasformando la silhouette dell’intera nazione, a partire dalla capitale tirata a lucido da un’ondata di hi-tech, rinnovamento immobiliare e beni di lusso.

Sono tre i motori che alimentano l’apparato economico nordcoreano. Il primo coincide con le vendite di armi alla Russia e il dispiegamento delle truppe, al fianco dei russi, in Ucraina. Il secondo riguarda invece gli investimenti e i finanziamenti provenienti dalla Cina. Il terzo chiama in causa l’abilità del Paese di eludere le sanzioni internazionali per importare risorse energetiche, componentistica varia e prodotti di vario genere.

Il boom dell’economia nordcoreana

Il presidentissimo Kim Jong Un ha chiuso ermeticamente i confini della Corea del Nord durante la pandemia di Covid-19. Da allora li ha riaperti solo a un numero ristretto di stranieri, tra cui viaggiatori e diplomatici russi e pochissimi occidentali. Ebbene, questi visitatori hanno descritto il Paese come irriconoscibile rispetto al passato.

La grande trasformazione è andata in scena soprattutto nella capitale, Pyongyang, dove vivono Kim e l’élite della nazione più misteriosa del pianeta. “I ristoranti servono pizza cotta nel forno a legna e alette di pollo. I clienti possono pagare tramite un sistema di codici Qr sul cellulare. Veicoli elettrici cinesi sfrecciano per le strade. Pyongyang ha nuovi negozi per animali, un internet café e concessionarie che vendono Bmw”, ha scritto il Wsj, rilanciando di fatto quanto già riportato da almeno dieci anni su queste colonne.

C’è poi da considerare il boost immobiliare. Già, perché Kim ha dato il via a un boom edilizio a livello nazionale. Il risultato? Nel corso del 2025 la Corea del Nord ha costruito 10.000 nuove case a Pyongyang, più di quante ne abbiano costruite Los Angeles o Chicago messe insieme nello stesso lasso di tempo preso in esame.

Certo, al di fuori della capitale troviamo un Paese povero, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, con quasi la metà dei 26 milioni di abitanti affetti da malnutrizione. Il suo prodotto interno lordo annuo è poi inferiore all’1% di quello degli Stati Uniti. Eppure si denotano evidenti segnali di crescita.

Cosa succede in Corea del Nord

Tutto quello che prima veniva tacciato di propaganda nordcoreana oggi è corroborato dai fatti. Persino i think tank sudcoreani spiegano che i progressi della Corea del Nord sono reali. Alcuni esempi? L’attività navale oltre il 38esimo parallelo è aumentata vertiginosamente presso i depositi di petrolio (che sono addirittura in fase di ampliamento), molti parcheggi sono più affollati mentre il Paese brilla di notte circa tre volte di più rispetto a cinque anni fa.

Secondo i dati più recenti della banca centrale sudcoreana, che utilizza informazioni provenienti dai servizi segreti per elaborare le proprie stime, nel 2024 l’economia della Corea del Nord è cresciuta del 3,7%: un tasso di crescita – il più elevato degli ultimi otto anni – che sarebbe proseguito anche nel 2025.

Nel frattempo, la produzione di smartphone autoctoni ha raggiunto il mezzo milione di dispositivi all’anno con oltre 50 marche disponibili tra le quali scegliere. Nell’ultimo anno la Corea del Nord ha completato importanti progetti di costruzione rimasti bloccati per anni, tra cui il più grande ospedale di Pyongyang, un complesso di serre più grande del Central Park di New York e un nuovo complesso turistico balneare.

L’iniziativa di punta di Kim, “20×10” – che prevede la costruzione di nuove fabbriche in 20 città e contee all’anno per i prossimi 10 anni – servirà a potenziare ulteriormente l’economia locale, oltre che a sviluppare una moderna struttura sanitaria, stabilimenti per l’industria leggera e un siti ricreativi. E il meglio, assicurano da Pyongyang, deve ancora arrivare.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.