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Tecnologia

Le offerte di Palantir: dopo i vantaggi, ora il Giappone misura anche i rischi

Il Giappone punta a rafforzare la collaborazione con Palantir per sfruttare IA e analisi dei dati in difesa e politiche pubbliche. Però...

Tutto è iniziato lo scorso 5 marzo, quando la premier giapponese Takaichi Sanae ha ricevuto nel proprio ufficio Peter Thiel, co-fondatore e presidente di Palantir Technologies. “Ho ricevuto una visita di cortesia da Peter Thiel, co-fondatore e presidente di Palantir Technologies Inc. Abbiamo discusso, tra gli altri argomenti, dello stato attuale e delle prospettive dei settori delle tecnologie avanzate in Giappone e negli Stati Uniti”, avrebbe dichiarato Takaichi, anticipando quello che sarebbe accaduto di lì a qualche settimana. Il governo nipponico e Palantir sono infatti sul punto di rafforzare la loro cooperazione tecnologica, con Thiel che ha già posizionato il Giappone al centro della sua strategia di crescita.

Ma di cosa si occupa l’azienda statunitense? Fornisce software che integrano intelligenza artificiale, analisi di big data e apprendimento automatico a supporto del processo decisionale. Le sue piattaforme sono utilizzate da varie agenzie governative, organizzazioni di Difesa, istituzioni finanziarie e imprese private, in primis per migliorare l’efficienza operativa. Per quanto riguarda il Giappone, oltre alle numerose applicazioni nel settore della Difesa, Palantir potrebbe anche aiutare Takaichi ad attuare alcune misure economiche interne come il credito d’imposta rimborsabile proposto in campagna elettorale.

Palantir punta sul Giappone

A dire il vero, come ha evidenziato Nikkei Asia, sono anni che Palantir è presente in Giappone. Nel 2021, durante la pandemia di Covid, l’azienda statunitense ha collaborato con l’Università di Servizi Umani di Kanagawa per sviluppare un modello predittivo che integrasse dati provenienti da diversi sistemi, così da fornire stime sui contagi e sulla pressione sugli ospedali, aiutando le autorità prefettizie a definire le politiche da adottare.

L’azienda statunitense ha inoltre creato una joint venture con la compagnia assicurativa nipponica Sompo Holdings, la Palantir Technologies Japan, che utilizza particolari sistemi per fornire assistenza domiciliare alle persone e monitorarle in caso di calamità naturali. Palantir ha poi attivato una partnership con Fujitsu e aiuta enti governativi e società nei settori manifatturiero, energetico e finanziario a migliorare l’efficienza. “La parte giapponese può fornire l’hardware, mentre la parte statunitense fornisce le aziende che offrono infrastrutture software in grado di rendere utile l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato qualche mese fa Alex Karp, Ceo di Palantir, ribadendo che Giappone e Stati Uniti dovrebbero “accelerare” le collaborazioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi di Difesa.

Ma quali sono i vantaggi di collaborare con Palantir? Come ha scritto la rivista Wired, “il suo software si integra con i sistemi complessi del cliente, consentendogli di analizzare i dati senza dover intervenire sull’architettura sottostante”. Il risultato è che gli enti governativi possono utilizzare software all’avanguardia da implementare su sistemi esistenti, senza eliminare tutto e ricominciare da zero.

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Peter Thiel

Le possibilità di cooperazione

In campo militare, come spiegato dallo stesso Karp, Stati Uniti e Giappone dovrebbero “creare un ecosistema tra le aziende statunitensi e l’industria giapponese”. “Se fossi a capo del Giappone, quello che farei è costruire un sistema di puntamento basato sull’intelligenza artificiale con gli Stati Uniti, gestito congiuntamente”, ha spiegato. È qui che dovrebbe entrare in gioco Palantir, che tuttavia ha dei jolly da giocare anche in altri ambiti.

Il Partito Liberal Democratico di Takaichi, per esempio, propone da tempo di introdurre una versione semplificata del credito d’imposta per i cittadini a basso reddito. Per riuscirci, il governo giapponese dovrebbe capire chi è in difficoltà intrecciando una grande quantità di dati – a partire dalle informazioni sui redditi – sparsa nei database di enti locali, aziende, istituzioni finanziarie e via dicendo.

È qui, dunque, che potrebbe nuovamente entrare in gioco Palantir. C’è però un problema che i media nipponici hanno iniziato ad attenzionare: la tutela della privacy derivante dalla gestione dei dati personali. Negli Stati Uniti, non a caso, si è parlato molto dell’utilizzo di dati raccolti per altri fini rispetto a quelli dichiarati. Nessuno, a Tokyo, vorrebbe correre questo rischio.

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