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Media e Potere

UK, niente visto ai giornalisti Usa Uygur e Piker. Perché? Criticano Israele

Il Regno Unito ha negato l'ingresso a due giornalisti americani per le loro critiche a Israele, usando una vaga formula di "pubblico interesse".
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In Occidente si può criticare liberamente Israele senza conseguenze? Dalla piega che stanno prendendo vari Paesi, non sembra. Ne è un esempio il caso, clamoroso e altrettanto grave, di Cenk Uygur, volto noto del giornalismo progressista americano e conduttore di The Young Turks. Lunedì scorso, lui e il nipote Hasan Piker, star dei live-streaming politici su Twitch, hanno denunciato pubblicamente di essere stati improvvisamente respinti dal Regno Unito: niente visto. Il motivo, secondo entrambi, non sarebbe legato a questioni di sicurezza o a precedenti penali, ma a una ragione precisa: le loro critiche nei confronti del governo israeliano di Benjamin Netanyahu, che gli è valsa l’accusa di «antisemitismo» .

Il ministero dell’Interno britannico, l’Home Office, ha confermato la revoca dell’autorizzazione elettronica al viaggio (ETA) per i due influencer. La motivazione ufficiale, però, è volutamente generica e inquietante: la loro presenza nel Regno Unito «potrebbe non essere propizia al bene pubblico». Nessun riferimento a Hamas, nessuna accusa di antisemitismo, nessun dettaglio concreto. Solo una formula vaga, che di fatto apre le porte a un veto discrezionale basato sulle opinioni dei giornalisti.

Giornalisti respinti dal Regno Unito per aver criticato Israele

Uygur e Piker erano attesi a Londra per partecipare alla prima edizione europea del celebre festival South by Southwest (SXSW), con interventi previsti su temi come il «tecnofeudalesimo» e la comunicazione della sinistra americana. Avevano anche un impegno all’Università di Oxford. Invece, al momento di imbarcarsi, hanno dovuto fare i conti con un «ban» vergognoso e ingiustificabile. «Tutto ciò è avvenuto su istigazione di Israele», ha tuonato Piker su X, accusando il governo laburista di Keir Starmer di piegarsi ai voleri di un governo straniero. Uygur è stato altrettanto diretto: «Bandito per aver criticato Israele».

«Il governo britannico – ha sottolineato Uygur su X – sostiene di volermi vietare l’ingresso perché rappresento «un grave rischio per l’ordine pubblico» a causa delle mie critiche a Israele. Dicono che la mia affermazione secondo cui Israele controlla il governo americano attraverso donazioni al 94% del Congresso, pur essendo fattuale, sia comunque antisemita. Non so se presto in Gran Bretagna verranno vietati anche i fatti. Non mi hanno bandito per aver criticato il Regno Unito, ma per aver criticato Israele» ha affermato.

Ha poi aggiunto: «Hanno battuto ogni record di ironia dicendo che è stato perché ho affermato che Israele potrebbe controllare altri governi. Mi chiedo se non finiranno per bandire se stessi.Pensateci: se avessi detto che il governo israeliano controlla così profondamente quello britannico da far bandire qualcuno dal Regno Unito solo per aver criticato Israele, avrebbero detto che si tratta di un’affermazione antisemita. È assolutamente kafkiano».

L’assurda motivazione del Ministero dell’Interno Uk

In una dichiarazione, il ministero dell’Interno britannico ha affermato che le autorizzazioni di viaggio per «questi individui» sono state annullate perché «la loro presenza nel Regno Unito potrebbe non essere favorevole al pubblico interesse». La nota non menziona ufficialmente Israele.

La decisione di «rifiutare o annullare» l’autorizzazione di viaggio elettronica di una persona «su queste basi si fonda esclusivamente su una valutazione del potenziale rischio che un individuo può rappresentare per la società britannica», ha aggiunto il ministero. Una motivazione – se così si può chiamare – tanto assurda quanto arbitraria che non spiega nulla. Cosa significa essere o meno favorevoli all’interesse pubblico?

Come osserva Tommy Vietor, ex membro dello staff di Barack Obama: «Il Ministero degli Interni britannico afferma che Uygur e Piker sono esclusi dall’ingresso nel Regno Unito «sulla base unicamente di una valutazione del potenziale rischio che un individuo può rappresentare per la società britannica»… Questo è completamente assurdo. Keir Starmer dovrebbe revocare questa decisione idiota e lasciarli parlare».

Qui siamo ben oltre il Ministero della Verità di Orwell: un governo occidentale che utilizza formule vaghe e discrezionali come «bene pubblico» per impedire l’ingresso a giornalisti e opinionisti solo perché hanno criticato le politiche di un altro Stato (Israele), trasformando il dissenso in un rischio per la società. Un precedente pericoloso che rischia di normalizzare la censura preventiva.

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