Skip to content

La risposta della Cina alla crisi globale delle rotte commerciali: il Canale di Pinglu

La Cina sta completando il canale di Pinglu, un’infrastruttura strategica che collegherà l’entroterra con il Sud Est Asiatico.

Per alcuni è una scommessa audace, per altri un azzardo evitabile. Per la Cina si tratta invece di una mossa strategica di fondamentale importanza per collegare il suo entroterra al porto franco di Hainan, nel Mar Cinese Meridionale. L’oggetto del discorso è il canale di Pinglu, una rotta navigabile lunga 134 chilometri che unirà Nanning, capoluogo della provincia meridionale del Guangxi, al Golfo del Tonchino. Il progetto è entrato nella fase finale di costruzione e, a meno di inaspettati rallentamenti, i primi test dovrebbero iniziare il prossimo settembre.

Ma per quale motivo Pechino ha investito 13,7 miliardi di dollari per realizzare un’opera del genere? Il governo intende offrire alle province interne – quelle dell’entroterra, distanti dalle scintillanti e ricche metropoli situate sulla costa orientale – un accesso rapido e semplice alle rotte marittime globali in maniera tale da stimolare le industrie locali. C’è anche un altro aspetto da considerare: la Cina vuole incrementare i rapporti commerciali con l’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico (Asean). È stato infatti grazie a questa regione che Pechino ha superato quasi indenne la guerra commerciale contro gli Usa, potendo parzialmente compensare il calo del 20% nelle esportazioni verso gli Stati Uniti con un aumento del 13,4% dell’export diretto proprio verso l’Asean.

Un canale marittimo strategico

Il quotidiano cinese Securities Times ha scritto che il percorso inaugurale del canale di Pinglu coinciderà con un collegamento diretto tra Nanning e il porto di Yangpu, sull’isola di Hainan, non una provincia qualunque ma un’area che Pechino sta trasformando in un centro di libero scambio. Il tutto dovrebbe inoltre coincidere con la 23esima edizione dell’Expo China-Asean, che si terrà nella citata Nanning a settembre.

L’infrastruttura ridurrà fino a 740 chilometri la distanza necessaria per trasportare merci dalle province interne cinesi a Singapore. È un particolare non da poco, visto che il traffico che transiterà attraverso il canale di Pinglu confluirà nel Nuovo Corridoio Commerciale Internazionale Terra-Mare (Ilstc), un corridoio commerciale e logistico ideato da Singapore e Cina nel 2015 nell’ambito della Chongqing Connectivity Initiative (Cci), un progetto bilaterale a sua volta promosso Lee Hsien Loong, all’epoca primo ministro singaporiano, e dal leader cinese Xi Jinping.

“L’idea è molto sensata: la Cina ha un grande potenziale di sviluppo nelle province occidentali e il collegamento con il mondo esterno, fino al fiume Yangtze e a Shanghai, è un viaggio lunghissimo. Il percorso più veloce era passare dal Guangxi, attraverso il Golfo di Beibu (il Golfo del Tonchino ndr), e poi verso il Sud Est Asiatico, il Nord Est asiatico e il resto del mondo”, ha spiegato di recente lo stesso Lee.

Hainan

Stimolare l’economia

Nei piani di Xi, Hainan fungerà da porta girevole: mentre grandi quantità di merci del Sud Est Asiatico arriveranno nelle province sudoccidentali della Cina facendo tappa su quest’isola, al contrario i prodotti dell’entroterra del Dragone useranno la stessa rotta per confluire nell’Asean e nei mercati internazionali.

Ricordiamo che nel 2025, nel corso della guerra commerciale scatenata da Donald Trump, gli scambi commerciali bilaterali tra Cina e Asean sono cresciuti fino a raggiungere1.000 miliardi di dollari rispetto ai 772,4 miliardi del 2024.

Il canale di Pinglu, iniziato nel 2022, è progettato per accogliere navi da 5.000 tonnellate, comprende 27 ponti di nuova costruzione (o ristrutturati) e avrà una capacità annua stimata in 89 milioni di tonnellate di merci. Non solo: l’opera consentirà un risparmio annuo sui costi di trasporto fino a 725 milioni di dollari.

Pechino ha insomma preparato per il Guangxi uno sviluppo orientato verso Sud: toccherà a questa provincia, già capofila della China-Asean Expo (Caexpo) e del China-Asean Business Investment Summit (Cabis) fare da trait d’union tra le altre province occidentali del Dragone e l’Asean.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.