“Ci stanno intercettando. Tolgo internet. Segui la live della Flotilla”.
È delle 14 di oggi l’ultimo messaggio che abbiamo ricevuto dalla nostra Simona Losito a bordo della nave Alcyone della Global Sumud Flotilla per Gaza.
Martedì 19 maggio tutte le navi della Flotilla per Gaza sono state intercettate dall’esercito israeliano in acque internazionali, ponendo fine al tentativo del convoglio umanitario di rompere l’assedio illegale imposto da Israele alla Striscia.
Gli organizzatori affermano che 54 imbarcazioni civili con a bordo 428 attivisti sono partite da Marmaris, in Turchia, quattro giorni fa, prima di essere circondate a circa 250 miglia nautiche dalla costa di Gaza. Anche tutte e 5 le imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition sono state intercettate.
Il giorno prima, lunedì 18 maggio, altre 30 le barche della Flotilla erano state intercettate dalle forze israeliane: la nave su cui viaggiava Simona però era riuscita ad allontarsi e non era tra quelle sequestrate.
“Queste sono le azioni di un esercito che si diverte a seminare terrore, lo fa con attivisti disarmati che portano aiuti umanitari ad una popolazione a cui è stato negato l’accesso alle loro stesse risorse, a cui non è concessa acqua potabile, cibo ma neanche avere una casa, allevare bestiame o pescare. La Flotilla continua a lottare per il popolo palestinese e per la libertà di tutti i popoli oppressi” aveva detto Simona nell’ultimo video dalla nave.
E poco dopo ci ha scritto: “Se dovessero intercettarci prima che io riesca ad accendere il telefono vedrete il mio video SOS sulla pagina della Global Sumud Flotilla Italia. Finché non vedete quello vuol dire che sto bene.”
Stamattina l’Alcyone ha continuato a navigare fino a quando, verso le 14, abbiamo perso contatto con Simona.
Poche ore dopo la marina israeliana apriva il fuoco contro le navi della Flotilla: nei video circolati online si vedono attivisti e giornalisti ripararsi dagli spari e alzare le mani davanti ai gommoni delle forze israeliane mentre soldati sparavano proiettili di gomma verso le imbarcazioni.
Due settimane fa, Israele ha intercettato 22 delle imbarcazioni della Flotilla al largo delle coste greche, fermando 181 volontari, sottoponendoli a quelle che gli attivisti hanno definito violenze fisiche e sessuali. Tra questi Saif Abukeshek e Thiago Ávila sono stati arrestati dalle forze israeliane e portati nel centro di detenzione di Ashkelon. Sebbene non fossero state presentate accuse formali, Abukeshek e Ávila hanno risposto alle accuse di affiliazione a organizzazioni terroristiche. Israele, tuttavia, non ha fornito prove a sostegno di queste accuse. I due attivisti sono stati rilasciati dalla detenzione illegale di Israele sabato 9 maggio.
“Attendiamo ulteriori informazioni sul loro sequestro illegale. Per la Palestina non ci fermeremo” scrive l’account ufficiale della Global Sumud Flotilla che invita le persone di tutto il mondo a inviare un’e-mail al proprio Ministero degli Esteri e all’ambasciatore israeliano chiedendo l’immediato rilascio dei cittadini detenuti.
L’importanza della flottiglia non è mai risieduta nella sua effettiva capacità di fornire aiuti. Il suo potere risiede nella capacità di attirare l’attenzione su Gaza in un momento in cui i governi sono sempre più intenzionati a trasformare il genocidio in routine.
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