«Possa l’esperimento Próspera prevalere, possa il bene comune essere salvato e possa la sinistra globale essere condannata dalla mano benevola del Presidente Trump!». A scrivere queste parole è lo stratega politico Roger Stone, figura molto vicina al tycoon. Come riportato in un precedente articolo qui su InsideOver, è stato proprio Stone a svolgere l’intensa attività di lobbying che ha portato alla liberazione dell’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, condannato negli Stati Uniti per narcotraffico e poi graziato, con l’obiettivo di farne una figura che potesse tutelare gli interessi statunitensi nell’area, secondo quanto emerso dagli audio dell’Hondurasgate.
Nello stesso pezzo scritto per il suo blog, Stone descrive il Paese centroamericano come una «nazione impoverita» in cui sono in atto sviluppi geopolitici «che avranno importanti implicazioni per la politica statunitense e per il futuro della libertà in tutto il mondo». L’inizio di questo nuovo corso per l’Honduras, secondo lo stratega, va ricondotto alla creazione di Próspera, città-stato privata descritta come un «esperimento di libertà, finanziata con capitale di rischio da luminari della Silicon Valley come Peter Thiel, Marc Andreessen e Sam Altman». Ed proprio l’enclave per ricchi a essere uno degli elementi al centro dell’Hondurasgate. L’espansione delle ZEDE (Zone per l’Occupazione e lo Sviluppo Economico) come Próspera, infatti, sarebbe uno dei punti negoziati tra Trump e Hernández in cambio della grazia concessa a quest’ultimo, ma è anche al centro di attività di lobbying avviate da diverso tempo.
Le attività di lobbying di Continental Strategy
Mentre la piattaforma che ospita i file audio relativi all’Hondurasgate denuncia ondate di attacchi cibernetici, giuristi e analisti continuano a interrogarsi sull’autenticità e sulla portata probatoria degli audio. È in questo spazio di incertezza – tra audio tecnicamente “puliti” e verità da dimostrare – che emergono altri elementi sulla trama di interessi e poteri che, al di là di ogni ipotesi speculativa sullo scandalo, ha plasmato l’Honduras contemporaneo. Tra gli attori cruciali per la progressiva affermazione di un’economia libertaria nel Paese centroamericano c’è Continental Strategy, una società di lobbying fondata dall’ex ambasciatore presso l’Organizzazione degli Stati Americani Carlos Trujillo, personaggio vicino al Segretario di Stato americano Marco Rubio. L’organizzazione con sedi a Washington e Buenos Aires, secondo l’indagine di Canal Red — il media che ha reso pubblici gli audio dell’Hondurasgate — sarebbe stata incaricata di spingere, nei corridoi del potere statunitense, l’agenda delle ZEDE e del progetto Próspera.
Dalla sua nascita, la società di relazioni governative statunitense è passata da un solo cliente nel 2021 a 127 nel 2025; anche il suo fatturato è aumentato da 105.000 dollari a 27 milioni di dollari in quattro anni. E tra le sue fonti di profitto c’è senza dubbio l’Honduras, dove le sue attività si sono concentrate sul contrasto alle riforme del governo di Xiomara Castro, rappresentando gli interessi della città privata di Próspera, del Consiglio honduregno delle imprese private (COHEP) — che si è affidato a Continental Strategy per «promuovere il commercio e gli investimenti tra gli Stati Uniti e l’Honduras» — e del gruppo bancario FICOHSA, oggetto di indagini per riciclaggio di denaro da parte di organismi internazionali.
Mezzo milione di dollari per salvare le ZEDE
L’amministrazione di Xiomara Castro — prima presidente donna dell’Honduras, in carica dal 2021 al 2025 — aveva iniziato a smantellare le cosiddette ZEDE — veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri — la cui espansione, negli audio dell’Hondurasgate, è collegata ai piani discussi fra Juan Orlando Hernández e l’attuale presidente honduregno Nasry Asfura. Le attività di lobbying a favore di Próspera hanno comportato una spesa di oltre 500.000 dollari a varie società, oltre a Continental, ed erano rivolte soprattutto alle istituzioni politiche statunitensi (Congresso, amministrazione, ambasciata) per difendere il regime delle zone speciali e fare pressione sul governo honduregno, cercando in definitiva di condizionare le scelte di quest’ultimo attraverso i potenti canali del vicino nordamericano. Continental Strategy ha ricevuto pagamenti — circa 100.000 dollari tra il 2024 e il 2025 — per presentare, attraverso il suo rappresentante Manuel Espina, una «narrazione alternativa» al Senato e alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, volta a contrastare i tentativi del governo Castro di sciogliere le ZEDE e promuovere in particolare Próspera come «un’iniziativa chiave che promuove la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nella regione».
Il prezzo umano della città privata
Non sembrano essere dello stesso avviso tuttavia le comunità locali, che oggi rischiano di essere espropriata delle proprie terre per fare spazio a quella che è stata definita «una fantasia neocoloniale da miliardario» — con riferimento a Peter Thiel — dalla ricercatrice e scrittrice honduregna Edith Romero sulle pagine del magazine statunitense TruthOut. La “charter city” — così vengono chiamate le entità a statuto speciale, con un pacchetto di regole, istituzioni e governance separate rispetto al resto dello Stato — è stata istituita formalmente nel 2017 quando Honduras Próspera Inc., società con sede negli Stati Uniti, ha firmato un accordo con il governo honduregno, assumendo il controllo di parte del territorio dell’isola di Roatán, «una splendida isola tropicale caraibica circondata dalla seconda barriera corallina più grande del mondo e patria di una ricca cultura afrodiscendente, quella del popolo Garifuna, che da secoli combatte le minacce alla propria sovranità», scrive ancora Romero.
L’identità di zona semi-autonoma di Próspera è unica: il governo honduregno esercita un controllo limitato su di essa e la legge del paese non vi si applica. Tra i suoi elementi fondanti ci sono le basse aliquote fiscali e la deregolamentazione delle imprese (l’imposta sul reddito lordo di queste ultime è dell’1%, anziché il 25% applicato in Honduras). Quando nel 2022 il governo di Xiomara Castro ha abrogato la legge che autorizzava le ZEDE, Próspera ha reagito citando l’Honduras davanti al tribunale arbitrale della Banca Mondiale. La causa è tuttora pendente ed è destinata a convertire un conflitto politico interno in una partita legale asimmetrica tra uno Stato povero e una élite di ricchi e rapaci investitori. Intanto, proprio accanto a Próspera, gli abitanti del villaggio di pescatori di Crawfish Rock denunciano promesse di lavoro mai mantenute, la privatizzazione di servizi essenziali come l’acqua e il rischio di espropri unilaterali. Per molti honduregni, in definitiva, l’enclave per ricchi non è il futuro. È una nuova forma di colonialismo.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.
