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Guerra

Attesa e timori per la parata del 9 maggio a Mosca

L'importanza accreditata da Putin a questa commemorazione la rende bersaglio altamente simbolico per gli attacchi ucraini (o di attribuzione ucraina che dir si voglia).
Attesa e timori per la parata del 9 maggio a Mosca

Il 9 maggio la Russia celebra la vittoria sul nazismo. Una commemorazione che Putin ha nel cuore più di altre anche perché simbolica del momento attuale, dal momento che ritiene che l’attuale scontro, sia con l’Ucraina che altrove, sia contro il mostro di allora, rinato sotto altre specie dalle ceneri. L’Occidente si limita a irridere tale narrazione, nulla importando di alcuni vividi segnali di allarme in tal senso e non certo la sola Afd teutonica, unica forza politica accusata di tale revanscismo perché contrasta i progetti neocon.

L’importanza accreditata da Putin a questa commemorazione la rende bersaglio altamente simbolico per gli attacchi ucraini (o di attribuzione ucraina che dir si voglia); come anche per il simbolo stesso che rappresenta la vittoria sul nazismo e sul ruolo decisivo che in questa vittoria ha avuto l’Unione sovietica, tanto improvvidamente denegato da tanta Politica e media occidentali, ormai usi a negare la realtà.

Da cui il rischio di incidenti di percorso, incrementato dal fatto che Putin ha avvertito in maniera ferma e inequivocabile di una reazione alzo zero su Kiev se la manifestazione sarà funestata da attacchi. Non una minaccia vana, dal momento che Mosca ha avvertito i funzionari delle ambasciate straniere di allontanarsi dalla città nell’infausta eventualità.

Evidentemente i servizi segreti russi hanno informato lo zar di preparativi in tal senso, tanto da spingerlo a telefonare a Trump per informarlo e chiedere garanzie. Trump deve averle offerte, anzi ha dichiarato di aver proposto a Putin un cessate il fuoco in Ucraina e Russia per l’8 e 9 maggio, annunciato da Mosca.

Kiev, però, ufficialmente non l’ha accolto, proclamando invece una tregua per il 6 maggio, la cui tenuta avrebbe convinto l’Ucraina a essere conseguente nei giorni successivi. “Determineremo le nostre risposte, che saranno pienamente giustificate” in base a quello che accadrà il 6, ha dichiarato Zelensky, accusando successivamente Mosca di aver violato il suo cessate il fuoco.

Un’iniziativa capziosa quella di Zelensky, che ha tutta l’aria di una trappola per legittimare un attacco pesante dell’Ucraina, o per mano ucraina, durante le cerimonie. Così, il mondo oggi è a rischio. L’avvertimento di Putin rimane, né può tirarsi indietro, dal momento che c’è un’élite russa, che a stento riesce a frenare, che scalpita per una guerra molto più dura contro Kiev.

Non sarà l’atomica, sarebbe la terza guerra mondiale che Mosca non vuole – né può permettersi nubi radioattive che vagano ai confini del proprio Paese – ma qualche micidiale Oreshnik potrebbe accompagnare un raid più convenzionale.

Il pericolo non è tanto Zelensky, o meglio non è solo lui e la sua cerchia, quanto i suoi bellicosi sponsor internazionali che premono per ampliare la guerra e trascinare in essa i popoli europei. Sponsor che hanno legami diretti con la macchina bellica ucraina anche al di fuori della supervisione di Kiev, oltre ad avere propri uomini sul campo sia in funzione operativa che dirigenziale.

Difficile frenare, dunque, tanto che Mosca ha deciso per alcune restrizioni alla commemorazione, ma senza rinunce eccessive. Non sappiamo se l’amministrazione Trump, che non vuole l’escalation (ha già i suoi guai in Iran), riuscirà a evitare l’abisso.

Però alcune cose si possono scrivere a titolo informativo. Anzitutto, in questi ultimi giorni in Ucraina è riemerso con prepotenza lo scandalo Mindich, la rete di corruttela generalizzata che ha terremotato la politica del Paese (fece il giro del mondo la foto del water d’oro del principale accusato).

Nulla di nuovo, o almeno di particolarmente decisivo, sul fronte giudiziario, ma in questi giorni sono state rese pubbliche alcune intercettazioni sulla vicenda che, anche se criptiche nei riferimenti, hanno messo di nuovo in fibrillazione la politica ucraina. Taluni asseriscono addirittura che dietro alcuni nomi di copertura usati nelle conversazioni telefoniche si celino Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e della Difesa, e lo stesso Zelensky.

Da notare che in questi giorni l’amministrazione Trump ha chiamato a rapporto lo stesso Umerov. In realtà, ufficialmente questi è sbarcato a Mar-a-Lago, dove si è incontrato con il team negoziale Usa (Witkoff-Kushner), per rilanciare il processo di pace con la Russia, ma non sfugge che la tempistica del viaggio coincide con la commemorazione moscovita e lo scandalo suddetto.

Probabile che Umerov sia volato negli Usa in cerca di protezione, come qualcuno ha ipotizzato fosse accaduto quando è scoppiato per la prima volta lo scandalo Mindich allorquando, a margine di un incontro sui negoziati Russia-Ucraina tenuto negli States, si incontrò stranamente con il capo dell’FBI Kush Patel (il Boureau ha ottimi rapporti con gli inquirenti ucraini).

Possibile che gli Usa possano usare dei rapporti suddetti per esercitare pressioni più o meno indebite sulla politica ucraina, in modo che in questi giorni non si lancino in iniziative improvvide contro la Russia.

Resta che, tornato in patria, Umerov ha comunicato a Zelensky l’esito dei colloqui con i negoziatori americani, e oggi Zelensky ha annunciato una prossima visita a Kiev degli stessi negoziatori, anche se, in parallelo, durante la visita in Italia, il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato: “Non vogliamo sprecare il nostro tempo e investire le nostre energie in sforzi che non producono progressi”. Avvertimento significativo.

Al di là dei negoziati, e tornando ai rischi imminenti, mentre scriviamo, e con la commemorazione russa già in corso, non si sono registrati incidenti. Ma la data simbolica è domani.

In attesa, la rivelazione di Strana: il premier slovacco Robert Fico, uno dei pochi politici occidentali presenti alla cerimonia moscovita, trasmetterà a Putin un messaggio riservato del presidente Zelensky. Cenno significativo.

Fico will convey Zelensky's message to Putin on May 9 – Foreign Ministry

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