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Chip, il rally mondiale con l’Asia al centro: per Samsung e SK Hynix utili da record

La corsa all'intelligenza artificiale sta per ora beneficiando soprattutto i produttori di chip. E in testa ci sono le aziende asiatiche.

L’intelligenza artificiale sta facendo sempre più ricchi i produttori di chip e sta per ora generando una profonda ricaduta in termini industriali prima ancora che nel settore dei servizi: il volo del settore asiatico dei semiconduttori, e della Corea del Sud in particolare, parla chiaro. In un mese SK Hynix, produttore di memorie sudcoreano, guadagna il 65% in borsa e la rivale Samsung, unica azienda a sorpassarla nella produzione di questo settore, il 27,5%. Il risultato? Il Kospi, l’indice di Seul, sale del 28% in un mese e del 48% dal flesso di fine marzo. In un anno, da maggio 2025, quando le borse iniziavano a riprendersi dalla batosta daziaria imposta dal presidente Usa Donald Trump, il guadagno è stato mostruoso: +191% per la borsa più dinamica del mondo, con al centro i due maxi-player in questione.

Cosa sta succedendo? Alla radice di tutto, qualcosa di molto semplice: grazie all’intelligenza artificiale i produttori di chip di memoria stanno già facendo soldi, molti soldi. Mentre per i settori utilizzatori e per Big Tech ci vorrà tempo, nei bilanci di gruppi come quelli citati l’effetto IA c’è…e si vede. Il primo trimestre del 2026 di SK Hynix, primo fornitore di Nvidia per le memorie a banda larga di cui controlla oltre il 60% del mercato globale, ha visto ricavi triplicati su base annua a 35,5 miliardi di dollari, un margine operativo del 71,5% e dunque profitti per circa 25,5 miliardi di dollari.

E Samsung? Non è da meno. L’azienda sudcoreana più rilevante su scala internazionale ha un business diversificato e marginalità più basse in senso assoluto, ma ha portato a casa nel primo trimestre un fatturato (97,4 miliardi di dollari) e un utile (41,6 miliardi) record, con quest’ultimo in aumento di 8 volte grazie all’aumento dell’86% del business delle memorie e dei semiconduttori, spinto da clientela come Google e OpenAI, che ne alimentano i data center. Insomma, a conti fatti, per fare un paragone con aziende italiane in grande spolvero negli ultimi anni, l’utile di SK Hynix in tre mesi supera il fatturato annuo di Leonardo e quello di Samsung raggiunge la metà di quello di Eni.

Chi beneficia della corsa all’IA

Sono risultati inimmaginabili in qualunque altro settore a trazione e traino industriale e manifatturiero oggigiorno. E tutto questo per il boom di spesa e investimenti in intelligenza artificiale che sta portando con sé ogni altro settore tecnologico e per ora sta ampliando la domanda dei dominatori del settore: grandi investimenti in conto capitale per beni ad alta intensità tecnologica volti ad alimentare una competizione serrata tra attori che vogliono accaparrarsi quote di mercato generano inevitabilmente una corsa ansiosa a fare incetta di prodotti fondamentali per la catena del valore. La spesa è talmente alta, soprattutto negli Usa, da rendere sempre più palesi problematiche di sostenibilità strutturale dei prestiti concessi dalle banche e da rendere totalmente aleatoria la previsione d’investimenti stimata per i prossimi anni, con i conti più articolati che parlano di una quota di spese che può arrivare a 9mila miliardi di dollari nel prossimo decennio.

E mentre in Corea del Sud i lavoratori di Samsung chiedono maggiori ritorni dai proventi di questo settore, quello che si osserva sembra una presa di consapevolezza da parte del mercato di una decisiva novità: il ciclo attuale che porterà, secondo il Financial Times, Samsung e SK Hynix a conoscere utili da 151 e 115 miliardi di dollari quest’anno, superiori anche agli 81 previsti del colosso taiwanese Tsmc, “differisce dai boom passati perché i clienti danno priorità alla sicurezza delle forniture rispetto al prezzo in un contesto di grave carenza” di memorie nel resto del mondo che sta premiando chi sa garantire continuità delle forniture e scala industriale. L’IA, dunque, per ora sta emergendo come un settore capace di garantire una rinnovata centralità all’industria e all’ordinato sviluppo delle filiere produttive e delle supply chain. Memorie efficaci, consegnate in tempo, al prezzo giusto sono vitali per l’IA di domani. E per gli utilizzatori, sono tra le garanzie del fatto che con l’IA si faranno soldi, molti soldi. Su questa scommessa l’Asia prospera. Acuendo la sua centralità nel sistema-mondo.

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