L’Europa e il suo mercato finanziario sono stati fortemente attenzionati nel primo trimestre del 2026 da un novero crescente di investitori privati e capitali che hanno spinto verso l’alto la capitalizzazione delle imprese e il risparmio gestito. Nonostante un’economia che non ha lo stesso dinamismo e la medesima capacità innovativa di quella statunitense o i tassi di crescita di quella cinese, e al netto dell’assenza di un sistema borsistico comune e capace di creare virtuose economie di scala, diversi fattori contingenti hanno portato gli investitori a guardare con attenzione al Vecchio Continente.
Volano Etf e Etp
Morningstar ha sottolineato che i fondi europei hanno raccolto 184,2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026, con un boom sui fondi passivi (120 miliardi), mentre HANetf sottolinea la performance brillante degli Exchange Traded Products (Etp) che replicano passivamente gli andamenti di un sottostante e in particolar modo degli Etf, cresciuti di 127 miliardi di dollari. Molti investitori hanno piazzato i loro risparmi in Etf e Etp di vario tipo scommettendo sul rialzo dei mercati d’Europa. Molte delle entrate sono avvenute nei primi due mesi dell’anno, e la Terza guerra del Golfo ha perturbato il terzo mese del periodo gennaio-marzo disturbando, con ogni probabilità, un incremento potenzialmente ancora maggiore.
I risultati positivi dei mercati Etf europei
“Gli ETF azionari core europei, che rappresentano la componente principale con 1,41 trilioni di dollari, hanno continuato ad attrarre capitali per 48,73 miliardi nel trimestre, con un incremento dei flussi del 22,43”, ha commentato Tom Bailey, Head of Research di HANetf, aggiungendo che “gli ETF su commodity e quelli basati su opzioni mostrano una crescita a doppia cifra nel trimestre, rispettivamente +10,36% e +11,91%”. Tutto questo si inserisce in un trend che vede gli Etf fare la parte del leone nel mercato finanziario: ETFGI ha stimato che a marzo 2026 le mensilità consecutive contraddistinte da un aumento del volume globale del patrimonio degli Etf erano 82, dunque da maggio 2019. Il patrimonio totale degli Etf supera a livello mondiale 20mila miliardi di dollari e nel primo trimestre 2026 ETFGI stima che gli ingressi siano stati globalmente pari a 626,42 miliardi di dollari.
La spinta europea
I Paesi europei sono ritenuti, in tal senso, promettenti sul piano dello sviluppo internazionale del mercato Etf perché offrono settori contraddistinti da netti margini di miglioramento. Dai bancari, tornati tonici dopo lo scossone di marzo, alla Difesa, spinta dal superciclo degli investimenti militari, sono molti i campi dove ciò si palesa. Ma non finisce qui. La Commissione Europea stima un aumento del 10-14% annuo atteso per i capitali privati che entrano nella finanza e Bruxelles intende stimolare, tramite la presenza di più investitori, la spinta a colmare il gap da 750-800 miliardi di euro di investimenti che servirebbero per raggiungere gli obiettivi di transizione green e digitale nel prossimo decennio.
Una quota crescente di risparmiatori affida i propri soldi a società che gestiscono Etf e Etp e a fondi che seguono i mercati, dando una spinta alla gamba del retail e contribuendo consapevolmente a creare la posizione di leadership dei signori della finanza: Vanguard, State Street e BlackRock, tre gestori americani, controllano circa il 60% del mercato mondiale degli Etf e, dunque, anche nel boom dell’investimento europeo hanno di che guadagnare. Il vero tema si porrà se, tra Europa, Usa e resto del mondo, borse cinetiche si confronteranno con una deviazione di percorso da economie reali anemiche per inflazione, crisi energetica, tensioni commerciali. Ad oggi la finanza mira a spingere positivamente l’economia e il suo sviluppo. In futuro, il rischio di cortocircuito e disconnessione deve tenere alta la guardia per la difesa di valori e risultati consolidati.
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