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Allergia alla carne: quando è la zecca a scatenarla

Con l’inizio della primavera si inizia nuovamente a parlare di artropodi vettori, cioè artropodi in grado di trasmettere patogeni (e.g. virus, batteri, vermi) all’uomo e agli animali durante il pasto di sangue. Zanzare, pappataci, pulci e zecche sono solo alcuni...

Con l’inizio della primavera si inizia nuovamente a parlare di artropodi vettori, cioè artropodi in grado di trasmettere patogeni (e.g. virus, batteri, vermi) all’uomo e agli animali durante il pasto di sangue. Zanzare, pappataci, pulci e zecche sono solo alcuni esempi. E sono proprio queste ultime a distinguersi oggi per il loro crescente impatto e competenza nella trasmissione di patogeni.

Ma non sempre l’attenzione si focalizza sulla trasmissione di patogeni; le zecche, ed in particolare alcune specie, hanno attirato l’attenzione mediatica per la Sindrome alfa-gal (Ags), una forma emergente di allergia associata al morso di zecche, sempre più riconosciuta come un problema di salute pubblica a livello globale.

È di pochi mesi fa la notizia sul New York Times di un uomo di 47 anni del New Jersey morto improvvisamente, dopo essere stato esposto a morso di zecca e il consumo di un semplice hamburger. Il decesso era stato inizialmente definito “inspiegabile”, ma solo in seguito è stato collegato a una reazione allergica dovuta alla sindrome alfa-gal. Il caso, descritto in un recente studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice, rappresenta il primo decesso documentato legato a questa allergia emergente.

Riflettori sulla Sindrome alfa-gal (Ags)

Ma perché questa strana associazione tra una zecca e un banale hamburger? L’allergia alla carne rossa, o Sindrome alfa-gal appunto, è una forma allergica ancora poco conosciuta in cui l’organismo produce anticorpi Immunoglobuline E (IgE) contro lo zucchero alpha-gal, presente nei tessuti dei mammiferi non primati (e quindi non nell’uomo), che può essere associato a proteine e lipidi. La comparsa di reazioni allergiche ritardate avviene dopo l’esposizione a carne rossa (manzo, maiale, cavallo, etc), ma anche ai suoi derivati, come salumi, gelatine, latticini, nonché a prodotti o farmaci preparati attraverso l’uso di cellule e tessuti di questi animali.

I morsi di zecca rappresentano il principale fattore di sensibilizzazione nella sindrome alfa-gal, in quanto l’esposizione alla saliva della zecca (contenente sostanze capaci di modulare la risposta immunitaria) durante il pasto può indurre la produzione di IgE specifiche, rendendo successivamente allergeniche molecole presenti negli alimenti di origine animale. Quindi, per semplificare, i morsi della zecca sembrano avere un ruolo diretto nello sviluppo della sindrome alfa-gal perché possono spingere il sistema immunitario a produrre anticorpi IgE contro questa molecola. La Sindrome alfa-gal non è quindi dovuta a un’infezione, alla trasmissione di un patogeno, ma bensì a un particolarissimo processo di sensibilizzazione innescato dal morso di una zecca. 

La storia di questa Sindrome è molto recente. La prima descrizione risale al 2007, quando in alcune aree degli Stati Uniti particolarmente ricche di zecche venne descritta l’allergia al cetuximab, un farmaco usato per la cura di alcuni tumori. Nello stesso anno, i ricercatori scoprono che i pazienti avevano anticorpi IgE diretti contro alpha-gal, e che questa molecola era presente nel farmaco. Due anni dopo, venne descritta una particolare forma di allergia ritardata alla carne rossa, che compariva poche ore dopo l’assunzione di carne, anch’essa dovuta alla presenza di anticorpi IgE contro alpha-gal. Queste due forme di allergia sembravano essere correlate tra loro, ma non si comprendeva in maniera chiara il meccanismo che le determinava. Nel 2011 si riuscì finalmente a dimostrare che la produzione di questi anticorpi IgE contro alpha-gal era secondaria al morso dell’Ambyomma americanum, una zecca diffusa nelle aree statunitensi dove venivano segnalati i casi di allergia al cetuximab e di allergia ritardata alla carne rossa.

L’espansione internazionale

Dopo le prime descrizioni negli Stati Uniti, la sindrome alfa-gal ha iniziato a emergere anche in Europa, Australia, Asia. Medici e ricercatori hanno riportato forme allergiche simili in diversi Paesi, tra i quali l’Italia, e che il filo conduttore era spesso lo stesso, cioè una precedente esposizione al morso di zecche della specie Ixodes ricinus, zecca particolarmente diffusa e nota in Europa per il suo ruolo vettoriale. Le persone che vivevano o frequentano aree boschive o rurali, e che quindi sono più esposte a morsi ripetuti, mostravano più frequentemente anticorpi contro l’alpha-gal.

Oggi sappiamo che i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione, la frammentazione degli habitat naturali, stanno favorendo l’espansione geografica della zecca I. ricinus in Europa nonchè prolungando i periodi dell’anno in cui questa è attiva, aumentando così le occasioni di contatto con l’uomo, soprattutto in aree peri-urbane. Non possiamo più quindi pensare alla Sindrome alfa-gal come a qualcosa di confinato a poche zone: è una condizione emergente, che segue la diffusione delle zecche anche in aree che un tempo erano considerate non a rischio.

La Sindrome alfa-gal mette in discussione il paradigma attuale delle allergie alimentari per alcune caratteristiche. È la prima malattia allergica nota in cui un carboidrato, e non una proteina, è l’unico responsabile di reazioni allergiche mediate da IgE. Questo ritardo non è ancora completamente spiegato. Per la prima volta, gli agenti sensibilizzanti non sono gli alimenti, ma le zecche, o meglio il loro morso. I pazienti sviluppano IgE dopo essere stati morsi più volte da zecche, con la conseguenza che tutti gli alimenti e i farmaci contenenti alpha-gal possono diventare allergenici. Infine, i pazienti sviluppano i classici sintomi allergici diverse ore dopo il consumo di alimenti contenenti alpha-gal (generalmente dopo 2-4 ore), a differenza delle allergie alimentari classiche, in cui la reazione si manifesta entro pochi minuti dall’ingestione. Questo ritardo non è ancora completamente spiegato. Un altro aspetto particolare è che la reazione allergica non si manifesta sempre dopo aver mangiato carne rossa perchè non tutti i tipi di carne o di prodotti derivati contengono le stesse quantità di alpha-gal. Inoltre, entrano in gioco diversi fattori: la quantità consumata, il tipo di preparazione, ma anche la specie di zecca che ci ha parassitato e il numero di morsi. Tutti questi elementi possono influenzare la comparsa o meno della Sindrome alpha-gal.

La prevalenza della Sindrome alpha-gal non è attualmente nota, ma nel 2023 ad esempio, il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) degli Stati Uniti ha stimato che fino a 450.000 persone potrebbero esserne affette nel Paese. Il numero di casi sospetti è aumentato significativamente a partire dal 2010, e le aree più colpite sono quelle con esposizione a morso di zecca piuttosto elevato. In Europa è ancora difficile dire con precisione quante persone siano davvero colpite da questa allergia. Soprattutto nelle zone dove la zecca I. ricinus è più presente, la sensibilizzazione all’alpha-gal non rara ma solo una parte di queste persone sviluppa sintomi veri e propri. Molti casi probabilmente sfuggono alla diagnosi, altri non si manifestano. Di conseguenza, si tratta di una malattia emergente di cui stiamo iniziando a capire l’importanza, ma che resta ancora difficile da quantificare con esattezza. La nostra principale arma resta sempre una corretta prevenzione che deve essere fatta evitando l’esposizione al morso da zecca, non solo per i patogeni che queste possono trasmettere all’uomo ma anche per l’allergia che possono determinare in determinate situazioni.

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