Skip to content
Spazio

Artemis II è in volo verso la Luna

Il vettore di Artmis II ha lasciato con successo la rampa di lancio del Kennedy Space Center per iniziare il suo viaggio verso la Luna

Questa notte, alle 00:24, ora italiana, il vettore di Artemis II ha lasciato con successo la rampa di lancio del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, per iniziare il suo viaggio verso la Luna. A bordo dello Space Launch System Block 1, l’equipaggio composto da quattro astronauti, il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista Christina Koch e lo specialista Jeremy Hansen, ha superato la Linea di Kármán, entrando ufficialmente nello spazio, per compiere la propria missione: raggiungere lo spazio cislunare per compiere l’inserzione che gli consentirà di sorvolare il satellite della Terra con la navicella Orion, il nuovo veicolo spaziale sviluppato dalla NASA per le missioni del Programma Artemis.

Dopo aver ricevuto il “Go” per tutti i sistemi dal Centro di controllo missione di Houston, l’Artemis II è decollato per aprire la strada al nuovo grande passo dell’esplorazione umana nello spazio, con l’obiettivo di portare l’uomo sulla Luna nel 2028, con le missione Artemis IV e V, che, secondo i piani della NASA, impiegheranno di nuovo la configurazione standard del razzo SLS, Space Launch System, per raggiungere la superficie lunare. Lanciato nel 2022, il programma Artemis prevede infatti una serie di “missioni di complessità crescente che consentiranno l’esplorazione umana della Luna e le future missioni su Marte“.

L’equipaggio dell’Artemis II ha ripreso contatto con la Terra dopo 75 minuti di volo, per controllare dati e parametri e confermare l’integrità strutturale del vettore prima di proseguire il suo viaggio, ottenendo l’ok dal centro di controllo della NASA per procedere, dopo più di cinquant’anni, verso lo spazio, spingendosi oltre l’orbita terrestre per osservarne il lato nascosto della Luna. A bordo della capsula Orion, Wiseman, Glover, Koch e Hansen, seguiranno le orme degli astronauti dell’Apollo 17, l’ultimo volo spaziale con equipaggio umano che nel 1972 superò l’orbita terrestre bassa, portando il comandante della missione Eugene Cernan e il pilota del modulo LEM e geologo Harrison Schmitt sul suolo lunare.

Nel comunicato rilasciato dalla NASA, l’amministratore dell’agenzia spaziale statunitense Jared Isaacman ha affermato: “Il lancio odierno segna un momento cruciale per la nostra nazione e per tutti coloro che credono nell’esplorazione. Artemis II si basa sulla visione del Presidente Donald J. Trump, riportando l’umanità sulla Luna per la prima volta in oltre 50 anni e aprendo il prossimo capitolo dell’esplorazione lunare dopo Apollo. A bordo di Orion ci sono quattro straordinari esploratori che si preparano per il primo volo con equipaggio di questo razzo e di questa navicella spaziale, una vera e propria missione di prova che li porterà più lontano e più velocemente di qualsiasi altro essere umano in una generazione”, concludendo, “Artemis II è l’inizio di qualcosa di più grande di qualsiasi singola missione. Segna il nostro ritorno nulla Luna, non solo per visitarla, ma per stabilirci definitivamente sulla nostra base lunare, e pone le basi per i prossimi grandi passi avanti”.

La missione Artemis II è stata pianificata per una durata di circa dieci giorni, durante i quali Orion percorrerà oltre 1.102.400 chilometri complessivi, a una distanza media dalla Terra di circa 384.400 chilometri. Il veicolo è progettato per sostenere un equipaggio di quattro persone fino a 21 giorni, offrendo circa 10 metri cubi di spazio “abitabile”. A rendere possibile questo nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale è stato il colossale Space Launch System, il vettore più potente mai sviluppato dalla NASA. Alto quasi 100 metri e con un peso al decollo di 2.600 tonnellate, il razzo genera una spinta straordinaria, alimentato da oltre 2.800.000 litri di idrogeno e ossigeno liquido.

Lo Space Launch System Block segue la traiettoria della missione Artemis II

Nonostante Artemis II non preveda un allunaggio, rappresenta un passaggio cruciale: sarà il primo volo con equipaggio del sistema Orion-SLS e il primo sorvolo lunare con astronauti della nuova era Artemis. Un test fondamentale per validare tecnologie, procedure e capacità operative in vista delle missioni successive. Il programma resta tuttavia ambizioso e costoso. Secondo le stime dell’Office of Inspector General della NASA, ogni lancio delle prime missioni Artemis ha un costo medio di circa 4,2 miliardi di dollari. E come in ogni campagna di lancio, il rischio di rinvii resta concreto: inizialmente previsto per marzo, il decollo è già stato posticipato ad aprile.

Se Artemis II avrà successo, i piani dell’Agenzia spaziale statunitense, in collaborazione con la privata SpaceX, prevedono in progressione la missione Artemis III nel 2027, per effettuare un test in orbita terrestre per i sistemi di allunaggio, la missione Artemis IV nel 2028, per il primo ritorno sulla superficie lunare, seguita dalle missioni Artemis V e VI nel 2029 e 2030. Più che un semplice “ritorno sulla Luna”, Artemis rappresenta l’inizio di una presenza umana più stabile nello spazio profondo. Un ponte tra il passato delle missioni Apollo e una nuova fase in cui la Luna torna a essere non un traguardo, ma un punto di partenza che ci ricorda ancora una volta la straordinaria storia dell’umanità che, con gli occhi perennemente rivolti alle stelle, ha lottato per raggiungere il cielo, la stratosfera, lo spazio, e spingersi oltre ogni limite conosciuto per scoprire, e conoscere, ciò che le era precluso. Rievocando, ancora una volta, l’impronta lasciata delle parole del presidente John Fitzgerald Kennedy nel lontano 1962: “We choose to go to the moon… and do the other things, not because they are easy, but because they are hard“. Questo è l’essere umano, per aspera ad astra.

Rittratto ufficiale dell’equipaggio di Artemis II, da sinistra gli astronauti della NASA Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman, e l’astronauta della Canadian Space Agency Jeremy Hansen.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.