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Politica

La Cia, i droni, i ribelli: che ci fanno mercenari ucraini e americani in Myanmar?

La Nia indiana ha arrestato sette stranieri, tra cui sei ucraini e l’americano VanDyke, accusati di addestrare gruppi armati in Myanmar.

La National Investigation Agency (Nia), la principale agenzia antiterrorismo indiana, ha arrestato sette cittadini stranieri accusandoli di aver cospirato per compiere attività terroristiche contro l’India. Si tratta di sei cittadini ucraini e di uno statunitense fermati, quasi in contemporanea, in tre aeroporti differenti – Lucknow, Delhi e Calcutta – poco prima che potessero lasciare il Paese. Erano appena rientrati dal Myanmar, dove erano entrati passando dallo Stato indiano del Mizoram, una zona ad accesso limitato per i cittadini stranieri, per passare poi all’interno dello Stato birmano di Chin. Qui avrebbero incontrato alcuni membri di gruppi etnici locali con interessi “ostili” all’India ai quali avrebbero impartito un addestramento nel campo della guerra con i droni, delle operazioni con gli stessi velivoli senza pilota e delle tecnologie di assemblaggio e disturbo.

I media di Delhi hanno pubblicato anche i nomi dei protagonisti di questa vicenda. Gli ucraini Hurba Petro, Slyviak Taras, Ivan Sukmanovskyi, Stefankiv Marian, Honcharuk Maksim e Kaminskyi Viktor sono stati definiti “mercenari“, mentre lo statunitense Matthew Aaron VanDyke è sospettato di essere un agente della Central Intelligence Agency (Cia). I sette si trovano adesso sotto la custodia della Nia, che ha effettuato le operazioni di arresto lo scorso 17 marzo.

Lo strano complotto contro l’India

La parte più interessante dell’intera vicenda arriva grazie a quanto pubblicato dall’agenzia di stampa russa Rt, secondo la quale i cittadini stranieri sarebbero stati accusati di “importare ingenti quantitativi di droni dall’Europa al Myanmar attraverso l’India, destinati all’uso da parte di gruppi terroristici” noti per “sostenere alcuni gruppi insurrezionali indiani fuorilegge, fornendo loro armi e altro materiale terroristico e addestrandoli, compromettendo così la sicurezza nazionale e gli interessi dell’India”. Dal canto suo, la Nia ha affermato di non essere in grado di condividere ulteriori dettagli sul caso, almeno in questa fase delicatissima.

Il giudice aggiunto Prashant Sharma ha fatto presente che la denuncia presentata dalla Nia non si limita ad affermare che gli imputati siano entrati illegalmente nel Mizoram per entrare in Myanmar, ma accende i riflettori anche e soprattutto sulle loro presunte azioni a beneficio di “gruppi armati etnici (birmani, ndr) che sostengono determinati gruppi insurrezionali indiani fuorilegge, fornendo loro armi, materiale terroristico e addestrandoli”.

I mercenari ucraini e il presunto agente della Cia

Certo, la fuga di notizie ha scatenato una valanga di teorie del complotto sui social media indiani ed è dunque difficile districarsi tra ipotesi plausibili e vere e proprie fake news.

In ogni caso, India Today si concentra su VanDyke, 46 anni, considerato un cittadino americano “conosciuto per il suo percorso controverso in diverse zone di conflitto”. Nel 2011 avrebbe partecipato come combattente straniero alla guerra civile in Libia contro Gheddafi, venendo catturato e detenuto come prigioniero. Successivamente avrebbe operato in varie altre aree belliche, tra Medio Oriente e Nord Africa, presentandosi spesso come documentarista, analista di sicurezza e attivista armato per la libertà.

Nel 2014 ha fondato Sons of Liberty International (Soli), un’organizzazione statunitense che offre addestramento, consulenza e supporto militare a forze che combattono contro governi autoritari o gruppi terroristici. Non ci sono prove pubbliche in merito al fatto che VanDyke abbia mai agito ufficialmente come agente della Cia o di altri servizi segreti. Lui stesso nega qualsiasi legame operativo diretto con le intelligence statunitensi, pur avendo studiato Security Studies e partecipato in passato a un processo di reclutamento della Cia.

In passato, diversi volontari internazionali avrebbero manifestato l’intenzione di sostenere i gruppi di resistenza Chin nella loro lotta interna contro la giunta militare birmana, in una guerra che però non coinvolge direttamente l’India. Già Al Jazeera, nel maggio 2024, riportava la notizia di ex militari britannici e statunitensi impegnati nell’addestramento di forze anti giunta nello Stato Chin.

Inoltre, esiste un’alleanza nota come Fronte Internazionalista Antifascista (Aif), che alcune fonti collocano proprio nello Stato Chin e che avrebbe reclutato volontari stranieri per supportare le forze di resistenza contro la giunta in Myanmar. L’India vuole tuttavia approfondire una faccenda non ancora chiara.

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