Skip to content
Difesa

L’elicottero che vola come un jet: X-76, Il progetto Sprint della DARPA prende forma

L’obiettivo del programma SPRINT è sviluppare un velivolo con la velocità degli aerei ad ala fissa con la flessibilità del decollo verticale.

La Defense Advanced Research Projects Agency, meglio conosciuta come DARPA, ha assegnato la designazione X-76 al velivolo sperimentale sviluppato nell’ambito del programma Speed and Runway Independent Technologies , o, più semplicemente SPRINT.

Il nuovo X-plane che attualmente in costruzione presso Bell Textron dopo aver superato con successo la Critical Design Review, è destinato a dimostrare una serie di tecnologie che potrebbero rivoluzionare completamente il compromesso più antico dell’aviazione militare: quello tra velocità e indipendenza dalle piste. 

L’obiettivo del programma SPRINT, infatti, è proprio quello di sviluppare un velivolo capace di combinare la velocità tipica degli aerei ad ala fissa con la flessibilità operativa delle piattaforme a decollo e atterraggio verticale. Fornendo ai futuri utilizzatori, tra cui possiamo già annoverare il Corpo dei Marines, velivoli utility come il convertivano V-22 Osprey, con capacità enormemente maggiorate. In altre parole, il mezzo del futuro della DARPA sarà in grado di operare da superfici non preparate, come farebbe un elicottero, ma con prestazioni di crociera comparabili a quelle di un jet. 

Il dimostratore X-76 dovrà dimostrare tre capacità fondamentali: raggiungere velocità superiori a 400 nodi, mantenere il volo stazionario in ambienti difficili e operare senza la necessità di piste tradizionali. Un mix di caratteristiche che, se confermato nei test di volo, potrebbe influenzare profondamente il futuro delle operazioni aeromobili militari. Questo programma, sviluppato congiuntamente dalla DARPA e dallo U.S. Special Operations Command, mira a offrire nuove opzioni operative alle forze armate statunitensi, in particolare in scenari dove le infrastrutture aeroportuali sono vulnerabili o semplicemente inesistenti. “Per troppo tempo la pista è stata allo stesso tempo un fattore abilitante e un limite”, ha spiegato il comandante I.Higgins, responsabile del programma SPRINT. “Garantisce velocità, ma crea anche una vulnerabilità critica”. 

Secondo quanto riportato anche da The War Zone, il progetto di Bell prevede l’impiego di una particolare configurazione denominata “stop/fold”, in cui i rotori utilizzati per il decollo e l’atterraggio verticale possono essere fermati e ripiegati durante il volo, riducendo la resistenza aerodinamica. Una volta in configurazione di crociera, il velivolo può quindi sfruttare una propulsione a getto per raggiungere velocità molto più elevate rispetto ai tradizionali convertiplani

Il programma SPRINT è entrato nella fase 2 nel maggio 2025, quando Bell è stata selezionata come appaltatore principale dopo una competizione con altri gruppi industriali. Con il completamento della revisione critica del progetto, il programma è ora passato alla fase di produzione del dimostratore, che sarà seguito da test a terra e successivamente da una campagna di prove di volo prevista per l’inizio del 2028. La designazione X-76 colloca il nuovo velivolo nella storica famiglia degli X-plane, la serie di velivoli sperimentali che dagli anni Quaranta viene utilizzata per testare tecnologie aeronautiche radicali. Non a caso il numero scelto è anche un riferimento simbolico al 1776, anno dell’indipendenza degli Stati Uniti, in coincidenza con le celebrazioni del 250° anniversario del Paese. 

Se il dimostratore dovesse confermare le prestazioni previste, il concetto alla base del programma SPRINT potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di velivoli militari capaci di decollare senza piste, operare vicino alla linea del fronte e muoversi con velocità quasi da jet. Inserendosi nel gap lasciato da elicotteri e velivoli di generazioni passate, come gli Utilitycopter e gli aerei da attacco al suolo STOVL, portando nelle file delle forze armate statunitensi – dall’US Air Force ai Marines – un’evoluzione importante per un’ampia gamma di operazioni e missioni specifiche, dal trasporto tattico agli scenari con contemplano operazioni speciali e interventi rapidi in teatri privi di infrastrutture che possono accogliere velivoli inadatti ad atterrare e decollare “ovunque”.

Lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti è parte del nostro sforzo quotidiano. Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro, abbonati oggi!

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.