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Guerra

Perché l’abbattimento della nave iraniana degli Usa è un bel problema per l’India

L’Iris Dena era ospite dell’India. Era stata invitata, insieme ad altre 41 imbarcazioni provenienti da oltre 70 Paesi, a prender parte a un doppio, importante, appuntamento multilaterale andato in scena nel porto di Visakhapatnam dal 15 al 25 febbraio: l’International...

L’Iris Dena era ospite dell’India. Era stata invitata, insieme ad altre 41 imbarcazioni provenienti da oltre 70 Paesi, a prender parte a un doppio, importante, appuntamento multilaterale andato in scena nel porto di Visakhapatnam dal 15 al 25 febbraio: l’International Fleet Review 2026 e, soprattutto, le esercitazioni Milan 2026.

L’obiettivo delle manovre? Riaffermare l’impegno a favore della libertà di navigazione e del diritto marittimo. Il 17 febbraio, l’Eastern Naval Command di Nuova Delhi aveva addirittura pubblicato un post su X per augurare il benvenuto alla nave iraniana: “La Marina indiana accoglie Iris Dena, della Marina iraniana, al suo arrivo a Visakhapatnam per partecipare a Ifr2026 India e Milan 2026, a testimonianza dei legami culturali di lunga data tra le due nazioni”. Un messaggio potenziato dalle bandiere dei due Paesi separate dall’emoticon delle due mani che si stringono.

E poi cosa è successo? Un bel pasticcio diplomatico per l’India. Già, perché una volta che il mezzo militare di Teheran ha preso la via marittima di casa è stato affondato da un siluro sparato da un sottomarino statunitense al largo dello Sri Lanka. Risultato: la Marina militare srilankese, dopo aver risposto a una richiesta di soccorso della Iris Dena, ha recuperato 87 corpi e tratto in salvo 32 marinai iraniani.

Uno smacco diplomatico per l’India

L’India, in tutta questa storia, non c’entra niente. È solo una spettatrice non pagante di un evento che l’ha messa però in profondo imbarazzo. Non solo nei confronti dell’Iran, ma anche dei Paesi orbitanti attorno all’area Brics e del Sud Globale, e delle altre potenze.

Il motivo è semplice: il governo indiano non sarebbe stato minimamente a conoscenza delle intenzioni statunitensi di freddare la Iris Dena. La nave iraniana, che era stata come detto ospite di Delhi, è stata distrutta tra l’altro nel cuore dell’Oceano Indiano, ossia in una regione nella quale l’India mantiene teoricamente una significativa presenza navale.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito il Dena “un ospite della Marina indiana” e accusato la Marina statunitense di aver commesso “un’atrocità in mare”. In tutto ciò, il primo ministro indiano Narendra Modi non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.

La Marina indiana si è limitata a dichiarare di aver ricevuto, lo scorso mercoledì, una richiesta di soccorso dalla Marina dello Sri Lanka in merito alla nave da guerra iraniana e di essersi unita alle operazioni di ricerca e soccorso. Nelle ore successive, Modi ha affermato soltanto che l’India “continuerà a sostenere ogni sforzo per la risoluzione pacifica dei conflitti”.

Modi sotto pressione

Dal punto di vista militare e strategico, l’India considera da tempo l’Oceano Indiano un elemento chiave della propria sicurezza, se non un vero e proprio “giardino di casa”. Qui Delhi è solita condurre pattugliamenti ed esercitazioni multilaterali per salvaguardare le rotte marittime usate per il commercio globale e le spedizioni di energia.

Il fatto che gli Stati Uniti, con i quali tra l’altro Modi aveva appena siglato un’intesa commerciale dopo settimane di tensioni, abbiano affondato la Iris Dena, ospite della Marina indiana, non è certo un bel biglietto da visita per il gigante asiatico.

Modi, che ha cercato di mantenere un complicato equilibrio diplomatico tra Washington e Teheran, è dunque sotto pressione in patria. L’opposizione ha messo in dubbio la mancanza di risposta del suo governo di fronte a un incidente che, indirettamente, tocca i nervi del Paese.

L’India National Congress ha criticato il silenzio di Modi, aggiungendo che l’affondamento della nave iraniana, così vicino alla costa indiana, avrebbe giustificato una dichiarazione ufficiale. “Il conflitto è arrivato fino a casa nostra, con una nave da guerra iraniana affondata nell’Oceano Indiano. Eppure il primo ministro non ha detto nulla”, ha attaccato Rahul Gandhi.

Mallikarjun Kharge, presidente del medesimo partito di opposizione, ha accusato Modi (che si è recato in visita di Stato in Israele lo scorso 24 febbraio ndr) di “un’incosciente abdicazione degli interessi strategici e nazionali dell’India” per non aver difeso gli ospiti di Delhi.

Kanwal Sibal, un ex diplomatico che ha ricoperto la carica di ministro degli esteri dell’India dal 2002 al 2003, ha scritto su X che Delhi era “ben lungi dall’essere politicamente o militarmente responsabile dell’attacco statunitense”, ma che la sua “responsabilità è a livello morale e umano“. “Gli Stati Uniti hanno ignorato la sensibilità dell’India. La nave si trovava in queste acque a causa dell’invito dell’India”, ha concluso Sibal infiammando ulteriormente una vicenda di per sì già scottante.

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