Grandi sorrisi, abbracci sentiti e strette di mano convintissime. Non poteva andare meglio il vis a vis tra Emmanuel Macron, impegnato in una visita di tre giorni in India, e il padrone di casa Narendra Modi.
I due leader hanno innanzitutto rinnovato un accordo di cooperazione decennale tra i rispettivi Paesi in materia di Difesa: un particolare non da poco, visto che Delhi è alla ricerca di caccia e che i Rafale francesi sono in cima alla lista dei desideri del gigante asiatico. Francia e India hanno quindi rafforzato i legami della loro “speciale partnership strategica globale” ampliando oltre 20 aree di cooperazione.
Macron ha elogiato la “notevole accelerazione” delle relazioni con l’India, spiegando che questo cambiamento è avvenuto in risposta al “cambiamento dell’ordine internazionale”. Non solo: il presidente francese ha specificato che né il suo governo né quello di Modi intendono “essere soggetti ad alcuna forma di egemonia” di terzi. Un messaggio implicito lanciato a Stati Uniti e Cina.
“Attraverso questa visita, intendiamo rafforzare ulteriormente la cooperazione” con l’India e diversificare i partenariati economici e commerciali della Francia, ha sottolineato l’ufficio di Macron, che ha preso parte anche al Global AI Impact Summit 2026 in programma a Nuova Delhi.

Francia-India: amici per la Difesa
“Il partenariato tra India e Francia non conosce confini, può estendersi dalle profondità degli oceani alle montagne più alte”, ha replicato Modi, rimarcando che “nel turbolento mondo odierno questo è un partenariato per la stabilità globale”.
Al netto delle dichiarazioni di facciata, il primo dossier sul tavolo di Macron e Modi è stato presumibilmente quello riguardante la compravendita dei caccia Rafale. Nei giorni scorsi, non a caso, il governo indiano ha dato la sua approvazione preliminare all’acquisto di ulteriori velivoli e di aerei da pattugliamento marittimo, per un valore complessivo di circa 40 miliardi di dollari.
Delhi non ha ancora reso pubblico i dettagli ufficiali della trattativa con Parigi, anche se pare che la questione riguardi 114 Rafale francesi. Ricordiamo che, dal 2015 in poi, l’India ha acquistato 26 jet Rafale per un valore di quasi 8,7 miliardi di dollari e che, nell’aprile 2025, ha annunciato un nuovo accordo multimiliardario per l’acquisto di altri 26 jet in questione per la Marina.
Modi, del resto, ha una priorità assoluta: consolidare la potenza aerea del suo esercito per affrontare persistenti sfide alla sicurezza lungo i confini (dove ci sono due rivali dotati di armi nucleari: Pakistan e Cina).

La via per l’indipendenza strategica
Non c’è solo questo. Delhi sta infatti da tempo cercando di ridurre la sua dipendenza militare dalla Russia, che risulta essere ancora il suo principale fornitore di Difesa, e di incrementare parallelamente la produzione autoctona di armamenti.
Macron e Modi hanno in ogni caso inaugurato a distanza la prima linea di assemblaggio di elicotteri privati dell’India, una joint venture nel Karnataka, tra l’europea Airbus e il ramo Difesa dell’indiana Tata Sons.
L’ampia serie di accordi siglati, potenziati o rafforzati spazia dalla produzione di missili all’intelligenza artificiale, dal commercio alla tassazione. A proposito di Intelligenza Artificiale, come ha evidenziato il Financial Times, insieme a Macron erano presenti decine di dirigenti aziendali, tra cui Arthur Mensch, co fondatore della startup di Ia Mistral, e il capo del gruppo nucleare Edf.
Il commercio bilaterale tra Delhi e Parigi vale circa 15 miliardi di euro all’anno. E Modi e Macron faranno di tutto per incrementarlo.
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