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Nel corso del 2025 gli Stati Uniti hanno proseguito le forniture su vasta scala di materiali militari destinati all’ammodernamento delle Forze Armate della Repubblica di Cina. In linea con la politica sancita dal U.S. National Security Strategy dello scorso novembre, Washington identifica quale “priorità” il mantenimento di un “vantaggio militare” nell’area Sud-Est asiatica con l’obbiettivo di “scoraggiare un conflitto su Taiwan”.

Carri armati e missili antinave

Il limitato riconoscimento dello status diplomatico e giuridico della Repubblica di Cina come Stato indipendente, circoscritto formalmente a 12 Paesi, ha fatto degli Stati Uniti il principale fornitore militare di Taiwan. Nonostante i pesanti ritardi nelle consegne statunitensi abbiano provocato serie proteste da parte del governo di Taiwan, con ordini arretrati superiori ai 21 miliardi di dollari, il volume complessivo dei sistemi militari effettivamente consegnati resta comunque significativo.

Secondo quanto riferito da Janes’s Defense, l’acquisto più rilevante del 2025 è stato quello dei carri armati M1A2 Abrams. Dopo la consegna di un primo lotto di 38 mezzi nel dicembre 2024, un secondo lotto di 42 carri è arrivato lo scorso luglio, permettendo la formazione, il 31 ottobre 2025, di un battaglione corazzato completamente equipaggiato. Assegnati al 3º Battaglione Armi Combinate della 584ª Brigata Corazzata per l’eventuale impiego tattico – secondo quanto riferisce Army Recognition – “nelle operazioni urbane e di controffensiva nell’entroterra piuttosto che su fronti costieri esposti”, restano dubbi sulla piena efficacia degli Abrams nel teatro operativo taiwanese.

Oltre agli Abrams, il 2025 ha visto la consegna del primo lotto di sistemi missilistici antinave costieri RGM-84L-4 Harpoon Block II, comprendente cinque veicoli di lancio e un radar di ricerca a lungo raggio. Si tratta di una quota dell’ordine da parte di Taiwan di 100 unità di lancio e 400 missili RGM-84L-4 Block II (U) nell’ambito di un programma di approvvigionamento decennale del valore di circa 2,7 miliardi di dollari, approvato per il periodo 2021–2030.

Una rete di veicoli di lancio mobili e radar capaci di supportare i lanci dei missili Harpoon dovrebbe costituire la pietra angolare di una strategia di difesa stratificata volta a negare l’accesso e il controllo del mare al nemico. Tuttavia, l’Harpoon ha una carriera operativa di circa mezzo secolo, e persino le versioni aggiornate presentano limitazioni come il corto raggio, la velocità subsonica e l’assenza di capacità di elusione radar, che li rendono relativamente facili da intercettare per i moderni sistemi di difesa aerea o per i caccia.

I contratti in essere prevedono anche la consegna di 66 aerei F-16 Block 70 che Taipei dovrebbe ricevere entro la fine del 2027, ma soltanto uno di questi è stato trasferito nel corso del 2025, lasciando trapelare forti dubbi sulla capacità dell’industria statunitense di rispettare i tempi di fornitura previsti.

HIMARS: l’artiglieria USA per Taiwan

Il sistema d’arma più controverso fornito è senza dubbio il lanciarazzi multiplo M142 HIMARS. I primi 11 lanciatori sono stati consegnati alla fine del 2024 e assegnati al 58º Comando Artiglieria del 10º Corpo d’Armata. L’arsenale di HIMARS non è cresciuto nel corso del 2025, ma il 12 maggio dello scorso anno si è svolta nel Sud di Taiwan la prima esercitazione con il lancio di 33 razzi assieme a personale militare USA. La prima compagnia di artiglieria a razzo HIMARS è stata ufficialmente costituita il 4 luglio 2025, e in futuro avrà il controllo dei 29 sistemi MRL complessivi ordinati da Taipei.

La fornitura di questo sistema ha suscitato particolare attenzione per la sua capacità di lanciare missili balistici ATACMS, in grado di colpire obiettivi fino a 300 km di distanza, dunque ben oltre i circa 180 km che separano le coste della Repubblica di Cina da quelle della Repubblica Popolare Cinese. Una nuova vendita di armi, approvata lo scorso dicembre, prevede il trasferimento di 420 missili ATACMS alle Forze Armate della Repubblica di Cina, sebbene rimanga incerta la sua tempistica di fornitura.

Secondo un rapporto di novembre 2025 del Ministero della Difesa presentato al Legislative Yuan (il Parlamento taiwanese), la consegna del secondo lotto di 18 sistemi HIMARS, 20 missili ATACMS e 864 razzi guidati originariamente prevista per il 2027 sarà consegnata in anticipo entro il quarto trimestre di quest’anno.

Infine, ai 400 missili anticarro Javelin già consegnati a Taipei nel 2024, si aggiunge l’ordine di ulteriori 1050 missili Javelin con relativi 70 lanciatori come parte dell’accordo da 11,1 miliardi di dollari notificato nel dicembre 2025.

Secondo quanto riferisce il Global Times, per il coordinamento degli arsenali di missili balistici e da crociera delle Forze Armate della Repubblica di Cina, sarebbe stato recentemente istituito a Taiwan un Centro di Coordinamento del Fuoco Congiunto dal Ministero della Difesa Nazionale della Repubblica di Cina, con personale statunitense permanentemente stanziato nella zona speciale di Bo’ai. 

Fonti ufficiali taiwanesi hanno smentito l’esistenza di un hub militare congiunto, ma hanno confermato che gli scambi militari tra Taiwan e gli Stati Uniti sono stati istituzionalizzati per rafforzare la cooperazione in eventuali operazioni difensive di Taipei.

Insomma, forniture che non si esauriscono nello scambio “denaro–mezzi”, ma che sono destinate a consolidare nel teatro asiatico una sempre più forte dipendenza strategica e operativa di Taipei da Washington.

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