Le malattie tropicali neglette (in lingua inglese, negletted tropical diseases, NTDs) sono un gruppo di malattie causate da diversi patogeni, la maggior parte dei quali parassiti, che impattano sulla salute e sulla vita di milioni di persone nel mondo.
Vengono definite “neglette” non perché trascurate dal punto di vista clinico o scientifico, ma perché ricevono poca attenzione dalla politica, sia in termini economici sia dal punto di vista mediatico. Sono malattie che possiamo considerare prevenibili o curabili.
Quindi a partire dal 2021, l’Oms ha deciso di istituire ufficialmente la “Giornata mondiale delle malattie tropicali neglette” (che decorre il 30 gennaio di ogni anno) al fine di stimolare la consapevolezza globale su queste malattie, promuovere l’impegno politico e scientifico, e sostenere gli sforzi internazionali finalizzati alla loro prevenzione, controllo ed eliminazione.
Cosa sono le malattie tropicali neglette
Le NTDs sono perlopiù diffuse tra le popolazioni più povere delle aree tropicali e subtropicali del pianeta, anche se alcune hanno una distribuzione geografica molto più ampia (e.g. dengue, echinococcosi, vedi dopo).
Si tratta di 21 malattie (attualmente incluse nell’elenco dall’Oms), molte delle quali di origine infettiva, causate cioè da virus, batteri, parassiti, funghi e tossine. Tra queste rientrano malattie come le tripanosomiasi americana e africana, la febbre dengue, le leishmaniosi, la lebbra, la scabbia, la schistosomiasi e molte altre, sicuramente note anche al pubblico non specialistico.
Sono malattie che possono avere un decorso cronico ed essere disabilitanti: impattano non solo sulla salute, ma possono influenzare anche la vita sociale delle persone malate, portandole all’isolamento o mettendole ai margini della società.

Dove sono presenti?
Sebbene, come detto, queste malattie siano diffuse nelle aree tropicali e subtropicali, le migrazioni, i viaggi internazionali, gli scambi commerciali ed i cambiamenti climatici stanno favorendo l’espansione degli artropodi vettori e degli ospiti coinvolti nella loro trasmissione, portando molte NTDs anche in Paesi ad alto reddito.
Oggi possiamo quindi affermare che le malattie tropicali neglette non rappresentano più solo un problema esclusivo dei Paesi meno sviluppati, ma anche di quelli industrializzati. Inclusi quelli europei. E quindi l’Italia.
La situazione in Italia e in Europa
I dati dell’ISS relativi al nostro Paese, sottolineano che delle 21 malattie del gruppo delle NTDs, molte sono già presenti o potenzialmente trasmissibili sul territorio italiano, sia attraverso vettori autoctoni sia tramite serbatoi animali.
Alcune tra queste NTDs possiamo considerarle storicamente endemiche in Italia per la presenza di vettori competenti (flebotomi ad esempio) per la leishmaniosi e di ospiti mammiferi intermedi e definitivi (ovini e cani) per l’echinococcosi cistica. In particolare quest’ultima è la malattia negletta di maggiore rilevanza e diffusione in Italia con un tasso di incidenza media di circa 15 casi/1.000.000 di abitanti.

Altri esempi recenti di NTDs che riguardano l’area del Mediterraneo sono rappresentati dalla febbre dengue e dalla chikungunya, entrambe trasmesse da zanzare ormai stabilmente presenti in Europa (ed in particolare in Italia) e responsabili di infezioni autoctone segnalate ogni anno in diverse regioni.
Ci si potrebbe però chiedere perché la dengue è considerata una malattia negletta, al pari di molte altre meno diffuse e forse meno impattanti. La dengue è considerata ancora oggi una malattia tropicale negletta non perché sia poco conosciuta o studiata, ma perché si è diffusa (e ancora lo fa) soprattutto in Paesi con scarso peso politico, ricevendo probabilmente poca attenzione e investimenti inferiori al reale impatto sanitario della malattia.
Negli ultimi anni, l’aumento dei casi, l’attenzione mediatica ma soprattutto la sua espansione geografica in paesi a clima temperato (incluso come detto l’Italia) hanno contribuito a portarla al centro dell’attenzione della sanità pubblica mondiale. Ma resta pur sempre una NTDs che colpisce le popolazioni più vulnerabili, in particolare nelle aree urbane densamente popolate e nei contesti con sistemi sanitari fragili.
Controllare le NTDs
L’Oms ha proposto una Road Map 2021–2030 con strategie condivise tra stati membri e quattro ambiziosi obiettivi: ridurre del 90% il numero di persone che necessitano di trattamenti per le NTDs, diminuire del 75% il carico di malattia espresso in DALYs (i.e. misurato in termini di anni di vita persi per disabilità), raggiungere l’eliminazione di almeno una NTD in almeno 100 paesi e ottenere l’eradicazione di due malattie, la dracunculiasi e la framboesia.
L’attuazione dei programmi per il controllo delle malattie tropicali neglette resta tuttavia frammentaria e piuttosto fragile: finanziamenti incerti, impegno politico differente a seconda dei paesi, poche competenze, mancanza di farmaci etc rallentano i progressi.
A questo si aggiungono guerre e migrazioni, che rendono ancora più difficile la reale attuazione dei programmi. Inoltre, come ha scritto su InsideOver il Professor E. Montomoli, le recenti evoluzioni geopolitiche e le nuove politiche degli Stati Uniti, in particolare l’uscita dall’Oms, rischiano di avere un impatto importante su questi impegni globali.
Lo “sfilarsi” di uno dei principali finanziatori dell’Oms si tradurrà probabilmente in una riduzione delle risorse economiche e tecniche disponibili per i programmi sulle NTDs, rallentando ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi della Road Map 2030. Le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti nei Paesi a basso e medio reddito, dove i sistemi sanitari sono più fragili e fortemente condizionati dal sostegno internazionale.
Quindi, in conclusione, l’Oms deve sì guidare l’azione generale contro le malattie tropicali neglette ma spetta agli Stati membri, alle Ong, alle donazioni, agli scienziati, alle aziende farmaceutiche intraprendere azioni concrete per la loro prevenzione, controllo ed eradicazione, perché, come riportato dal Direttore dell’EURL-P (European Union Reference Laboratory for Parasites) Dott. A. Casulli, “tutte queste azioni programmatiche volte a porre fine alle NTDs si fondano su un principio etico fondamentale: tutte le vite hanno lo stesso valore”.


