Da settimane la destra americana e il presidente USA Trump sostengono che in Nigeria “è in atto un genocidio contro i Cristiani”. Secondo loro sono stati uccisi “100.000 cristiani in popo più di 15 anni”. Come facciamo di solito in questo spazio, guardiamo ai dati.
Il 25 dicembre 2025, nel pieno delle festività, Donald Trump ha presentato un’operazione militare americana come un atto di difesa morale. Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro obiettivi legati allo Stato Islamico in Nigeria e il presidente, descrivendo il raid come “Potente e mortale”, ha sostenuto che l’ISIS stesse “uccidendo brutalmente cristiani innocenti” a livelli che non si vedevano “da molti anni”.
La Casa Bianca e vari esponenti repubblicani hanno rilanciato la cifra di “oltre 100.000 cristiani uccisi dal 2009”- lo aveva fatto anche Fox News nel 2019-
in Nigeria come se fosse un dato consolidato.
Sia la BBC sia il New York Times ricostruiscono che quel numero deriva soprattutto dai report di InterSociety, un’organizzazione guidata da Emeka Umeagbalasi, diventata di fatto la principale “fonte” di quelle stime per Washington. Il punto è che lo stesso Umeagbalasi ha ammesso al New York Times di basarsi spesso su fonti secondarie e di non verificare sistematicamente i dati ma di prenderli da “ricerche su google”.
Infatti, i conflitti della Nigeria sono molto complessi, guidati da rivalità etniche, controversie legate alla suddivisione del terreno e criminalità, con la causa religiosa spesso secondaria. Boko Haram, emerso a Maiduguri, Stato di Borno, nel 2009, si è posizionato contro lo stato nigeriano definendolo entità traditrice, non contro un singolo gruppo religioso. La maggior parte delle sue vittime sono state musulmane.
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