Un articolo del RUSI (Royal United Service Institute) pubblicato l’8 gennaio mette a confronto il potenziale aereo della Russia con quello della Repubblica Popolare Cinese (RPC), in particolare per quanto riguarda il numero di aerei costruiti. A colpire non è tanto l’evoluzione delle forze aeree russe, passate, durante il conflitto in Ucraina, da una condizione iniziale di difficoltà dovuta all’attrito subito nelle operazioni, a una in cui hanno dimostrato capacità di adattamento ed evoluzione, al punto che oggi continuano a rappresentare una minaccia per la NATO, bensì i passi da gigante compiuti dalla PLAAF (People’s Liberation Army Air Force), in particolare per quanto riguarda la produzione di velivoli.
Negli ultimi cinque anni, la capacità della RPC di sfidare la potenza aerea occidentale ha registrato un drastico aumento. Sono stati prodotti centinaia di moderni e potenti caccia di quarta e quinta generazione, insieme a una miriade di velivoli di supporto come piattaforme AEW&C e di attacco elettronico (EA). La produzione di missili aria-aria, sistemi SAM e sensori di livello mondiale è stata avviata su larga scala, parallelamente al continuo e rapido sviluppo di sistemi ancora più avanzati.
Alcuni dati forniti dal RUSI possono aiutare a comprendere gli aumenti qualitativi e quantitativi verificatisi dal 2020 nella PLAAF. Nel 2020 l’aeronautica militare cinese impiegava circa 50 caccia J-20 di quinta generazione (che, in termini tecnologici, erano relativamente immaturi) e 90-100 J-16 Flanker-N di quarta generazione. Circa 20 J-20 venivano prodotti annualmente dalle linee di assemblaggio della Chengdu e 40 J-16 dallo stabilimento della Shenyang. Alla fine del 2025, i tassi di produzione del J-20A aggiornato e tecnologicamente maturo (e del J-20S biposto) avrebbero raggiunto circa 120 velivoli l’anno.
Stime open source fanno ritenere che a metà del 2025 circa 300 caccia J-20 fossero entrati in servizio in almeno 13 reggimenti della PLAAF, ma il totale prodotto è probabilmente superiore, poiché un numero significativo di nuovi caccia era ancora in attesa di consegna alle unità. Inoltre, circa 450 J-16 sono stati probabilmente consegnati alla PLAAF entro la fine del 2025, sulla base di stime pubbliche di 350 J-16 in servizio nel 2024 e un tasso di produzione di circa 100 nuovi caccia all’anno. Se questi numeri venissero confermati, e se questa tendenza rimanesse costante, significherebbe che circa 1000 J-20/A/S e 900 J-16 saranno in servizio con la PLAAF entro il 2030.
Oltre ai caccia pesanti sopra elencati, è probabile che oltre 300 esemplari della variante C del J-10 – caccia medio/pesante – saranno in servizio nell’aeronautica militare cinese entro il 2025, con circa 250 vecchie varianti J-10A/B ancora in servizio. Il J-10C è una macchina notevolmente più capace rispetto alle versioni precedenti: dotata di un radar AESA (Active Electronically Scanning Array), datalink, capacità di comunicazione satellitare e accesso a un’ampia varietà di moderne munizioni aria-aria e aria-superficie, tra cui il missile PL-15 per il combattimento BVR (Beyond Visual Range). La produzione del J-16 per la guerra elettronica nelle sue due versioni terrestre e imbarcata è ormai ben avviata. Entrambi i tipi di velivoli derivano dal “Flanker” di fabbricazione russa e sono dotati di sensori interni specializzati oltre a due o quattro pod esterni che ne fanno un analogo del EA-18G “Growler” della U.S. Navy, indicando così il livello di maturazione dell’industria aeronautica cinese raggiunto negli ultimi cinque anni.
Non bisogna dimenticare nemmeno il nuovo caccia di quinta generazione J-35, anch’esso disponibile in due versioni (terrestre e imbarcata): alla fine del 2025, il caccia era ancora in fase di produzione iniziale a basso ritmo, ma se i programmi precedenti sono indicativi della probabile direzione di sviluppo, si prevede un rapido aumento della produzione nei prossimi anni.
Da sottolineare anche l’attività di ricerca aeronautica, coi voli di due dimostratori di velivoli di nuova generazione, molto probabilmente 4,5, denominati J-36 (o per meglio dire JH-36) e J-50. Il primo è un velivolo ad ala volante trimotore che sembra avere le caratteristiche di un bombardiere medio, da qui la sigla JH. Il secondo invece appare un dimostratore tecnologico sulla strada della ricerca per un velivolo di sesta generazione, di aspetto simile alla F-22 statunitense sebbene sprovvisto di piani verticali.
Anche l’addestramento dei piloti è cambiato negli ultimi 5 anni, e si avvicina molto di più a quello del personale occidentale. Gli equipaggi di diverse forze aeree indo-pacifiche, intervistati durante le visite alle basi nel 2025, hanno costantemente sottolineato che la sofisticatezza e il realismo osservati nell’addestramento regolare della PLAAF e della PLANAF sono aumentati, soprattutto nelle flotte J-16 e J-20. Prima del 2020, entrambe le forze operavano generalmente secondo procedure e tattiche molto rigide, affidandosi in larga misura a manovre prescrittive pianificate e a controllori di volo o a terra per la direzione, seguendo sostanzialmente ancora l’impronta sovietica. Tuttavia, la situazione è cambiata in modo significativo, in parte grazie all’esperienza acquisita in competizioni di combattimento aereo più dinamiche e in parte grazie al numero significativo di ex equipaggi occidentali esperti che forniscono addestramento.
La forza di cacciabombardieri che la RPC ha costruito è supportata da un’ampia rete di sensori e comunicazioni a lungo raggio aviotrasportati, sotto forma di velivoli AEW&C come il KJ-500 o come il KJ-600 imbarcato, capacità ISR orbitali moderne e in rapida espansione e velivoli EA. Tutto insieme, questo strumento aeronautico è molto diverso rispetto a quello che era 5 anni fa, e oggi è in grado di contrastare la potenza aeronavale statunitense in profondità, arrivando anche a toccare gli avamposti USA più lontani rispetto al continente asiatico come l’isola di Guam ad esempio. Questo ovviamente sulla carta: il problema, al netto della reale efficacia di velivoli, sensori e vettori, è che la Repubblica Popolare Cinese non ha quell’esperienza di combattimento che permette di avere uno strumento aeronautico realmente efficiente ed efficace.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

