In un colpo deciso contro il multilateralismo, pilastro dell’ordine internazionale liberale del dopoguerra, il presidente Donald J. Trump ha firmato un Presidential Memorandum che ordina il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, ritenute non più in linea con gli interessi americani. Il documento, pubblicato sul sito della Casa Bianca, dispone la cessazione immediata della partecipazione e del finanziamento a 35 organizzazioni non legate alle Nazioni Unite e a 31 entità ONU.
Tra queste figurano enti deputati alla cooperazione globale sul clima, come la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) – il trattato fondante della lotta al riscaldamento globale, sottoscritto da quasi 200 paesi – e il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), l’organismo scientifico di riferimento dell’ONU. La decisione arriva al culmine di una revisione ordinata all’inizio del 2025 dal segretario di Stato Marco Rubio, in seguito a un Executive Order emesso a febbraio.
“Agende globaliste non in linea con gli interessi americani”
Secondo la Casa Bianca, queste entità «promuovono agende globaliste» in contrasto con la sovranità, la prosperità economica e la sicurezza nazionale degli USA, sprecando miliardi di dollari dei contribuenti americani senza risultati concreti. «Il presidente Trump sta ponendo fine alla partecipazione americana in organizzazioni internazionali che minano l’indipendenza dell’America e dissipano risorse in agende inefficaci o ostili», si legge nel fact sheet ufficiale.
«Questi ritiri mantengono una promessa fondamentale che il Presidente Trump ha fatto agli americani: smetteremo di sovvenzionare i burocrati globalisti che agiscono contro i nostri interessi» ha dichiarato il Segretario di Stato Marco Rubio su X. “L’amministrazione Trump metterà sempre l’America e gli americani al primo posto”.
La Casa Bianca pone l’accento, in particolare, sul risparmio per i contribuenti e la riallocazione delle risorse verso priorità domestiche come infrastrutture, difesa e sicurezza dei confini. Questo ritiro massiccio si inserisce in una serie di mosse “America First” già intraprese dal secondo mandato Trump:Ritiro dall’Accordo di Parigi sul clima e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), avviati immediatamente dopo l’insediamento; l’Uscita dal Consiglio ONU per i Diritti Umani (UNHRC) e divieto di finanziamenti all’Agenzia ONU per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA); il Rifiuto del Global Tax Deal dell’OCSE.
Tra le altre organizzazioni colpite vi sono l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), l’Alleanza Solare Internazionale, il Fondo ONU per la Popolazione (UNFPA) e vari enti su oceani, democrazia e sviluppo.
Tra le organizzazioni colpite dalla “mannaia” di Trump, spiccano inoltre diverse entità di carattere europeo, il che riflette una netta riduzione dell’impegno americano in forum di cooperazione prevalentemente europei. In particolare, tra le 35 organizzazioni non-ONU, gli USA si ritireranno dall’European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats (Hybrid CoE), con sede a Helsinki e focalizzato sulla lotta alle minacce ibride in ambito UE-NATO, e dal Forum of European National Highway Research Laboratories (FEHRL), un’associazione che coordina la ricerca sulle infrastrutture stradali tra laboratori nazionali europei.
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