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Politica

La Coppa d’Africa fa riemergere le tensioni tra Algeria e Marocco

Tensioni alle stelle fra Algeria e Marocco anche nel calcio. Gli scontri precedenti, le polemiche e le speranza di distensione.
Marocco

Dopo i padroni di casa, una delle squadre più attese nella Coppa d’Africa in corso in questi giorni in Marocco è l’Algeria, e non solo per ragioni tecniche. Algeri e Rabat sono da tempo ai ferri corti in ambito politico, e poco prima del debutto della squadra algerina nel torneo una nuova polemica è tornata a scaldare gli animi.

Il 20 dicembre, l’agenzia di stampa Algeria Gate ha pubblicato su X una foto proveniente dall’alloggio in cui è sistemata la selezione algerina, che mostrava un quadro del re del Marocco, Mohammed VI, coperto con dei drappi. Secondo quanto riportato, sarebbero stati gli stessi dirigenti della Federcalcio algerina a fare coprire le immagini.

Algeria Gate ha pubblicato la foto commentando solo “L’immagine del giorno”. Poco dopo, anche il sito d’informazione Morocco World News ha ripreso la notizia, ovviamente con un commento di segno del tutto opposto.

Il conflitto tra Algeria e Marocco, tra politica e calcio

Che i due Paesi nordafricani abbiano una relazione complicata è piuttosto noto, ma negli ultimi anni i rapporti sono ulteriormente peggiorati. In primo luogo, c’è l’appoggio del Marocco a Israele, con l’Algeria che invece sostiene le rivendicazioni palestinesi. Poi c’è la questione del Sahara Occidentale, che il Marocco rivendica come proprio territorio, mentre l’Algeria ne sostiene l’indipendenza. Nell’agosto 2021 sono state interrotte le relazioni diplomatiche, con il ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra che ha accusato i vicini di stare conducendo “guerra contro l’Algeria, il suo popolo e i suoi leader”.

Nel 2023, proprio nel calcio si era verificato un altro serio incidente tra i due Paesi, durante il Campionato africano, un torneo simile alla Coppa d’Africa ma per il quale possono essere convocati solo giocatori impegnati nei campionati domestici. La competizione si teneva in Algeria, con il Marocco grande favorito per la vittoria finale, avendo conquistato le due precedenti edizioni. Ma la chiusura dello spazio aereo algerino ai voli provenienti dal Marocco aveva impedito ai Leoni dell’Atlante di inviare la propria selezione, costringendoli a un clamoroso ritiro.

Nel match inaugurale era anche stato invitato a tenere un discorso Mandla Mandela, nipote di Nelson Mandela, che aveva condannato l’oppressione marocchina sul Sahara Occidentale. Per tutta risposta, la Federcalcio del Marocco aveva condannato le parole di Mandela come una “provocazione”, chiedendo l’intervento della CAF, l’associazione che governa il calcio africano.

Un nuovo caso era scoppiato nell’aprile 2024, quando USM Alger e il RS Berkane si erano trovate faccia a faccia nella semifinale della CAF Confederation Cup, la seconda competizione africana per squadre di club. Nonostante una deroga concessa ai marocchini per giocare in Algeria, era nata una controversia sulla maglietta del Berkane, che raffigurava il profilo del Marocco incluso il Sahara Occidentale.

Le autorità algerine avevano sequestrato le magliette ai giocatori marocchini in aeroporto, e in seguito avevano preteso che il simbolo venisse coperto durante la partita. A quel punto, il RS Berkane si era rifiutato di scendere in campo, la partita non era mai iniziata, e in seguito il club marocchino si era visto dare ragione dalla CAF, ottenendo la vittoria a tavolino per 3-0.

Ma per il match di ritorno la questione si era riproposta, solo che stavolta erano stati i giocatori dell’USM Alger a non voler scendere in campo, per protesta contro la maglietta degli avversari. Ancora una volta, la squadra algerina si era vista infliggere una sconfitta a tavolino per 3-0, ma aveva deciso di portare la questione davanti al TAS di Losanna. Lo scorso febbraio, il tribunale svizzero ha ribaltato il verdetto, assolvendo l’USM Alger e ritenendo la maglietta del RS Berkane un atto di propaganda politica. Un verdetto ovviamente simbolico, dato che ormai i risultati erano stati omologati e i marocchini avevano già giocato (e perso) la finale contro gli egiziani dello Zamalek.

Il calcio come ponte tra Marocco e Algeria

Il 24 dicembre, l’Algeria ha debuttato nella Coppa d’Africa in Marocco con una comoda vittoria sul Sudan. Nessuna particolare tensione o contestazione si è notata attorno alla partita, anche perché il Marocco ha tutto l’interesse a mostrarsi aperto e accogliente davanti agli occhi del mondo. La competizione di quest’anno è una grande prova generale in vista del Mondiale del 2030, di cui Rabat sarà co-organizzatore assieme a Spagna e Portogallo.

Come ha raccontato LÉquipe, la Coppa d’Africa potrebbe anche essere un’occasione di distensione tra i due Paesi. “Il calcio deve essere un ponte tra i popoli” ha dichiarato al quotidiano francese Abdeslam Ouaddou, ex calciatore marocchino che nel 2020 ha lavorato nello staff della Nazionale algerina. Le ostilità sono soprattutto politiche, mentre le persone comuni il conflitto col vicino non sembra essere altrettanto sentito.

Questo vale ancora di più per gli emigranti, in particolare quelli che vivono in Francia, lontani dalla propaganda interna dei due Paesi e spesso a contatto diretto gli uni con gli altri. È il caso, per esempio, di Farès Chaïbi, centrocampista algerino che gioca nell’Eintracht Francoforte, ma che è nato e cresciuto a Lione. In un’intervista delle scorse settimane a Reuters, si è complimentato per il livello delle strutture del Paese ospitante e ha anche definito i marocchini “fratelli” degli algerini.

La fratellanza tra tifosi marocchini e algerini è stata confermata anche dai report del giornalista Alex Čizmić, che sta seguendo la competizione dal vivo. Ovviamente, però, bisognerà vedere cosa accadrà se, nella fase a eliminazione diretta, le due squadre dovessero trovarsi l’una contro l’altra. L’Algeria è una delle favorite per la vittoria finale, ed è facile immaginare che un eventuale successo verrebbe sfruttato politicamente dal governo in funzione anti-marocchina.

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