Emmanuel Macron è pronto a incontrare Xi Jinping nel corso del viaggio in Cina programmato dal 3 al 5 dicembre. Il presidente francese, ha comunicato l’Eliseo, farà tappa a Pechino e a Chengdu “in linea con la sua volontà di mantenere un dialogo costante e impegnativo” con il gigante asiatico.
Pochi giorni in programma, ma tantissimi temi sul tavolo: le innumerevoli questioni economiche e commerciali che riguardano da vicino l’Unione Europea, i dossier tecnologici e, presumibilmente, anche la guerra in Ucraina. “Saranno affrontate le principali questioni del partenariato strategico tra Francia e Cina, nonché diverse importanti questioni internazionali e ambiti di cooperazione per risolvere le sfide globali del nostro tempo”, ha puntualizzato l’ufficio di Macron, di nuovo nella Repubblica Popolare Cinese dopo l’ultima visita risalente all’aprile del 2023.
Certo, nel frattempo Xi ha visitato la Francia e i dialoghi a distanza tra Parigi e Pechino sono proseguiti nonostante le tensioni commerciali tra Cina e Usa. Solo che adesso Parigi sta per assumere la presidenza del G7 e il leader francese ha bisogno di un vis a vis con il suo omologo cinese…

Macron vola in Cina: i dossier sul tavolo di Xi
Fonti francesi riferiscono che Macron – che viaggerà da solo ma come “inviato dell’Ue” – spera di stabilire con Xi un quadro generale per gestire al meglio i legami tra Bruxelles e Pechino. Un quadro “che serva gli interessi reciproci” e che, soprattutto, garantisca che “l’Ue venga rispettata come un partner importante della Cina e non come una variabile nelle tensioni”, hanno riferito funzionari dell’Eliseo a mezzo stampa.
Non è da escludere che Macron proponga al presidente cinese un riequilibrio degli scambi commerciali (per la cronaca, nel 2024 il deficit commerciale dell’Ue con la Cina ha raggiunto i 305,8 miliardi di euro), degli impegni in materia di sicurezza e pace, nonché l’instaurazione di un nuovo tipo di relazione tra le due parti.
In altre parole, il leader francese spera di smarcare l’Europa dagli Stati Uniti per creare un legame diretto tra Bruxelles e Pechino, in un rapporto che dovrà essere impermeabile e indipendente da ciò che accadrà tra Cina, Usa e Russia.
Del resto, il Dragone ha ancora bisogno di chip avanzati mentre l’Europa necessita di un accesso sicuro alle Terre Rare, ed entrambe le parti hanno un interesse reciproco nel condividere e accelerare l’innovazione tecnologica.
Restano tuttavia i nodi Ucraina e Taiwan: per quanto riguarda il conflitto ucraino, Macron spera di coinvolgere la Cina nel piano di pace avallato dagli Usa; per quanto riguarda Taipei la posizione di Parigi coincide con la One China Policy.

Tra diplomazia e panda
Il viaggio di Macron coincide, tra l’altro, con il ritorno in Cina di due panda giganti che sono appena stati riportati “a casa”, in aereo, dallo zoo di Beauval di Parigi per trascorrere la loro meritata “pensione” nel santuario dei panda di Chengdu.
Huan Huan e il suo compagno Yuan Zi, oggi entrambi 17enni, erano arrivati nella capitale francese nell’ambito del programma cinese “diplomazia del panda” (ne abbiamo parlato qui), che prevede l’invio di questi animali in tutto il mondo come ambasciatori del soft power.
In realtà i due panda avrebbero dovuto restare in Francia fino a gennaio 2027, ma alla femmina Huan Huan è stata diagnosticata un’insufficienza renale. Da qui il rientro anticipato oltre la Muraglia, anche se la Cina ha già fatto sapere che invierà nuovi panda in quel di Parigi. “Siate tranquilli, amici francesi, nuovi panda giganti arriveranno in futuro”, ha fatto sapere l’ambasciata cinese in Francia. Una frase che fa ben sperare.

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