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Tecnologia

Come funziona (davvero) il sistema di credito sociale cinese

Per alcuni è una sorta di “grande fratello“, un enorme meccanismo pensato per sorvegliare la popolazione ed elargire premi o punizioni in base agli atteggiamenti dei singoli cittadini. Per altri è invece un’infrastruttura digitale pensata per rendere più efficiente l’apparato...

Per alcuni è una sorta di “grande fratello“, un enorme meccanismo pensato per sorvegliare la popolazione ed elargire premi o punizioni in base agli atteggiamenti dei singoli cittadini. Per altri è invece un’infrastruttura digitale pensata per rendere più efficiente l’apparato pubblico dello Stato, la burocrazia, la sua amministrazione (come accade anche in altri Paesi).

Certo è che il famigerato sistema di credito sociale cinese è stato ampiamente frainteso dai media internazionali, molto più interessati a deformane gli aspetti principali che non a spiegare davvero cosa sia e come funziona.

Introdotto per la prima volta in Cina, attraverso programmi pilota locali, e quindi a livello cittadino o di municipalità, nei primi anni del 2010, questo modus operandi si è presto sviluppato come quadro di governance per incoraggiare la conformità legale e commerciale tra governo, aziende e società civile.

Da poco, con la pubblicazione di una direttiva politica in 23 punti da parte della dirigenza del Partito Comunista Cinese (PCC), Pechino lo ha ulteriormente aggiornato rendendolo ancora più funzionale alla causa. Quale? Secondo i funzionari del Dragone, rafforzare la fiducia del pubblico nei confronti dello Stato (e viceversa).

Come funziona il sistema di credito sociale della Cina

Partiamo da un presupposto di base: in Cina non esiste un “punteggio di credito sociale” onnicomprensivo e valido a livello nazionale. Il sistema che più si avvicina a un’idea del genere è probabilmente il Sesame Score (Zhima Fen), un servizio lanciato da Alipay nel 2015.

Alipay è una app tuttofare che consente agli utenti di fare qualsiasi cosa: noleggiare bici elettriche, monopattini, prenotare corse con Didi (l’Uber cinese), pagare, trasferire denaro ad altri utenti e così via. A seconda di come (e quanto) vengono effettuate queste azioni i cittadini ricevono un punteggio.

Quando lo score è superiore a una determinata soglia, per esempio, è possibile noleggiare oggetti senza pagare un deposito, oppure ottenere un visto per visitare alcuni Paesi esteri senza dover fare domanda e compilare moduli. Al contrario, con un punteggio basso non si finisce in galera; semplicemente si deve pagare in anticipo per noleggiare una bici o sopportare alcune lungaggini burocratiche per accedere ad altri servizi.

Appare dunque evidente che più di un sistema di rating creditizio, siamo di fronte ad un sistema di benefit gamificato, progettato per fidelizzare i clienti ad Alipay, e più in generale all’ecosistema Alibaba anziché deviare il flusso verso il suo gigante rivale, Tencent, che a sua volta gestisce un proprio sistema analogo.

Le novità e i fraintendimenti

C’è chi ha scritto che in Cina, grazie al sistema di credito sociale, a determinate persone è impedito acquistare biglietti per il treno o di ottenere un passaporto. Questo, in realtà, non è dovuto a un punteggio di credito sociale, ma a un sistema separato che prende di mira le persone inserite nelle liste nere dei tribunali per debiti non pagati.

Insomma, pensare che in Cina esista un unico punteggio in stile Grande Fratello, un Orwell onnisciente che tenga traccia del comportamento di ogni cittadino, non è una posizione accurata.

“Quello che la Cina chiama sistema di credito sociale è in realtà un mosaico di database amministrativi e liste nere settoriali che si sono lentamente evolute nell’ultimo decennio, principalmente mirate all’applicazione dei contratti e alle frodi commerciali. È più simile a un’infrastruttura normativa tentacolare che a un punteggio sociale universale”, ha spiegato Lizzie Lee, ricercatrice presso il Center for China Analysis dell’Asia Society Policy Institute.

Sia chiaro: il sistema rischia di essere utilizzato impropriamente in materia di privacy o per colpire individui o aziende per motivi politici. Ma la quotidianità cinese resta molto diversa da come molti se la immaginano.

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