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La Corea del Sud ha intenzione di espandere la propria presenza in Medio Oriente con un’iniziativa denominata Shine Initiative. L’obiettivo di Seoul: incrementare la collaborazione con i governi locali su più fronti, dall’intelligenza artificiale alla Difesa, dall’economia agli scambi culturali. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha effettuato un viaggio di dieci giorni nella regione, iniziando il suo tour dagli Emirati Arabi Uniti. Qui il leader progressista si è fermato ad Abu Dhabi per un vertice con lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, per altro in concomitanza con il Dubai Airshow dove la Korea Aerospace Industries ha presentato il jet da combattimento KF-21.

Il vis a vis tra i due ha generato un’interessante fumata bianca. Dopo l’incontro, l’ufficio di Lee ha dichiarato che Corea del Sud ed Emirati Arabi hanno concordato di perseguire un modello di sviluppo congiunto, produzione locale ed esportazioni verso Paesi terzi per la cooperazione in materia di difesa. “L’istituzione di questa catena del valore completa aumenterà le possibilità che le nostre aziende della difesa riescano a concludere accordi per un valore superiore ai 15 miliardi di dollari“, ha dichiarato il capo dello staff di Lee, Kang Hoon Sik, senza però dettagli sul potenziale deal.

La sensazione è che Abu Dhabi sia interessata a mettere le mani sul KF-21. Il motivo è semplice: in precedenza gli Emirati Arabi Avevano cercato di acquistare gli F-35 statunitensi ma nel 2021 hanno sospeso i negoziati con gli Usa dopo che Washington aveva chiesto loro di rimuovere le apparecchiature dell’azienda cinese Huawei dalla propria rete di telecomunicazioni e altre misure per limitare i legami con Pechino.

Non solo armi: gli affari della Corea in Medio Oriente

I dati parlano chiaro: le esportazioni di prodotti per la Difesa della Corea del Sud verso il Medio Oriente sono triplicate negli ultimi cinque anni, a conferma della crescente importanza strategica della regione nel commercio di armi di Seoul. Secondo l’Export-Import Bank of Korea, sono passate dai 241 milioni di dollari registrati nel 2019 ai 747,5 milioni nel 2024.

Gli Emirati Arabi sono i più dinamici dell’area e il governo sudcoreano ne ha approfittato per consolidare i rapporti. Attenzione però, perché l’asse Seoul-Abu Dhabi va oltre le armi. Il viaggio di Lee ha portato ad accordi interessanti: Hanwha Group ha firmato un memorandum d’intesa con l’emiratina EDGE Group per lo sviluppo congiunto di una piattaforma di intelligenza artificiale per radar intelligenti e veicoli terrestri autonomi senza pilota, con la possibilità di costituire una joint venture, mentre Korea Aerospace Industries ha ottenuto un accordo di cooperazione tecnologica a supporto dell’infrastruttura di difesa di prossima generazione degli Emirati Arabi Uniti.

E ancora: la Corea del Sud ha ufficialmente iniziato a esportare la propria carne di manzo negli Emirati Arabi Uniti, segnando il suo ingresso nel mercato halal del Medio Oriente. Il ministero dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e degli Affari Rurali di Seoul ha spiegato che la prima spedizione (1,5 tonnellate di carne bovina coreana refrigerata e congelata) è partita dall’aeroporto di Incheon nei giorni scorsi.

La Shine Initiative di Seoul

Lee ha visitato anche Egitto, Sudafrica e Turchia. Al Cairo, il presidente sudcoreano ha svelato un’iniziativa globale per la cooperazione in Medio Oriente volta a promuovere la pace nella regione, approfondire le partnership economiche ed espandere gli scambi culturali e interpersonali.

L’ha denominata Shine (in italiano ”splendore”) per simboleggiare stabilità, armonia, innovazione, rete e istruzione, e sottolineare l’impegno della sua amministrazione nel rafforzare i legami con la regione, cruciali per la sicurezza energetica, il commercio e altri ambiti di cooperazione. Stabilità e armonia, i due elementi dell’iniziativa, saranno i principi chiave degli sforzi volti a stabilire la pace nella penisola coreana e in Medio Oriente, ha dichiarato lo stesso Lee.

Dulcis in fundo, la Corea ha fatto sapere di voler perseguire iniziative di cooperazione economica su misura con i singoli Paesi dell’area sfruttando i suoi campioni nazionali come Samsung, in materia di smartphone ed elettronica di consumo, e Hyundai (e le sue conglomerate) sul fronte dei trasporti e dell’automotive.

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