Si è già segnalata, su queste colonne, la crescente efficacia dei missili Iskander-M contro sistemi difensivi Patriot e, in generale, contro i sistemi anti-balistici occidentali forniti all’Ucraina. La recente indagine forense del Kyiv Scientific Research Institute of Forensic Expertise (KSRIFE) rivela nuovi dettagli sull’upgrade delle munizioni balistiche russe.
L’impatto dell’Iskander-M nel teatro ucraino
L’Iskander-M (nome NATO: SS-26 Stone) è un sistema balistico a corto raggio (SRBM) che ha svolto un ruolo sempre più centrale nello sforzo bellico russo, in particolare da quanto Mosca ha aumentato la sua produzione di missili balistici 9M723 da 250 nel 2023 a 700 nel 2024. Ad oggi, le previsioni di produzione per il 2025 di questa tipologia di missili impiegati dall’Iskander-M oscillano tra la cifra realistica di 750 unità annue, e la meno realistica di 2500 unità secondo i servizi di intelligence ucraini.
L’efficacia del sistema deriva dalla sua velocità terminale ipersonica di 6-7 Mach (circa 7.600 – 9.400 km/h), da una traiettoria “quasi balistica”, che complica l’intercettazione da parte dei sistemi difensivi avversari, e dall’impiego di decoy per confondere le difese aeree. Si tratta di un’arma che può essere munizionata con testate convenzionali, bombe a grappolo o a scheggia, capace di operazioni di attacco di precisione (con una probabilità di errore circolare di 5-7 m), e che – a differenza degli equivalenti ATACMS statunitensi – può essere armata con testate nucleari in funzione di deterrenza.
Inoltre, il sistema Iskander-M è ampiamente utilizzato da Mosca nelle operazioni di neutralizzazione e distruzione di sistemi di difesa aerea, centri di comando e controllo, centri logistici che supportano lo sforzo bellico di Kiev, quindi infrastrutture e depositi di armi occidentali sul territorio ucraino.
Ma a preoccupare Kiev, ora, non è soltanto la scala e la dimensione quantitativa dei missili Iskander di Mosca, quanto le modifiche qualitative apportate ai suoi missili 9K723. Nonché la varietà delle nuove testate dei missili lanciati dal noto SRBM russo.
Le prime rivelazioni del KSRIFE
Il sito ucraino Militarnyi ha reso noti, il 23 ottobre, alcuni risultati delle analisi condotte dal KSRIFE, che ha rivelato almeno sette tipi di missili della famiglia 9K723 dotati di testate diverse, tra cui missili a frammentazione ad alto potenziale esplosivo, missili a grappolo e missili speciali.
Stando a quanto riferisce la fonte ucraina, i documenti di appalto a disposizione di Militarnyi avrebbero rivelato anche, per la prima volta, le dimensioni della fornitura di ogni tipologia di missile 9K723 per il periodo 2024-2025. Sarebbero cinque le tipologie individuate come varianti del 9M723-1F, a cui si sommano gli esemplari 9M723-1K5 e 9M723-1B. Le modifiche hanno interessato, in particolare, gli schemi e logiche di detonazione dei nuovi missili Iskander.
Sia la tipologia 9M723-1F1 che 9M723-1F3 sono caratterizzate da una testata penetrante con involucro di acciaio. Sono progettate per massimizzare l’effetto distruttivo dopo la penetrazione, ovvero per favorire la conservazione dell’energia cinetica durante l’impatto e, tramite fusibile a tempo ritardato, la detonazione della carica all’interno di un bersaglio corazzato. Mosca avrebbe ordinato rispettivamente 217 e 59 unità di queste tipologie di missile.
Mentre la variante più ordinata è quella del missile 9M723-1F2, con oltre 770 unità acquistate a circa 2,4 milioni di dollari ciascuna. Questa variante è dotata di uno schema di detonazione e frammentazione modernizzato, che ne aumenta l’efficacia nel colpire bersagli ad area. La variante più recente corrisponde al 9M723-1F4, che presenta funzioni analoghe al 1F2, attraverso la combinazione di fusibili, sensori e logiche di comando per ottenere un comportamento più sofisticato di impatto ed esplosione.
Particolare attenzione è stata rivolta alla variante 9M723-1K5, che è dotata di una testata a grappolo. Con un costo di circa 3 milioni di dollari ciascuno, si tratta di un missile progettato per attaccare vaste aree, personale in campo aperto e veicoli blindati leggeri.
Infine, il missile 9M723-1B utilizza una testata speciale denominata AA106, che ha una lunghezza dichiarata di 7,2 metri e un peso di 3,8 tonnellate.
Cosa ha imparato Kiev (e Mosca)?
In primo luogo, Kiev si deve confrontare con le capacità di integrazione evolutiva di Mosca, che dimostra di saper adattare e aggiornare sistemi d’arma o munizioni sulla base dell’esperienza operativa. Tale aspetto interessa sia la componente elettronica, che quella cinetica dei sistemi Iskander, dunque dalle contromisure elettroniche (ECM) al design dei missili 9K723.
In secondo luogo, Mosca ha aumentato la produzione autonoma della componentistica per i propri sistemi Iskander: secondo quanto dichiarato da Vladyslav Vadiuk, consigliere di Zelensky, “nell’Iskander del 2025, rispetto all’Iskander del 2022, ci sono poche componenti europee e statunitensi, e più componenti russe e bielorusse”. Tale aspetto rende la catena di approvvigionamento militare del Cremlino più autosufficiente ed economica.
Non da ultimo, altro aspetto rilevante sotto il profilo tattico-operativo è la maggiore letalità delle testate dei missili Iskander, anche contro strutture e misure passive di protezione missilistica, a causa della nuova varietà di schemi di detonazione.

