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Senegal, la sanità come emblema della disparità

Nell’area più meridionale di Dakar, lì dove la penisola proiettata nell’Atlantico che ospita l’area urbana della capitale senegalese diventa molto stretta e sottile, c’è un cantiere in fase di ultimazione. Basta guardarlo per accorgersi che non si tratta di un’opera...

Nell’area più meridionale di Dakar, lì dove la penisola proiettata nell’Atlantico che ospita l’area urbana della capitale senegalese diventa molto stretta e sottile, c’è un cantiere in fase di ultimazione. Basta guardarlo per accorgersi che non si tratta di un’opera come tante altre: ci sono nuove strade di collegamento pronte a essere aperte, alti ponteggi ancora coperti e ampi piazzali destinati a parcheggi. È qui che sorgerà il nuovo Aristide Le Dantec Hospital, da oltre un secolo principale struttura sanitaria senegalese e adesso pronto a diventare riferimento per l’intera Africa occidentale. Un progetto sognato da tempo, un vanto della sanità locale e non solo. Ma anche, forse, uno specchietto per le allodole ideale per nascondere le tante sfide che il Senegal, su questo fronte, deve ancora affrontare e vincere.

La differenza tra Dakar e il resto del Paese

Come già più volte sottolineato anche in altre occasioni, la sanità risente molto delle condizioni economiche di un determinato Paese. Anzi, ne costituisce un vero e proprio “specchio”. Il Senegal ha molti primati a livello continentale: è tra i pochi Paesi a non aver subito colpi di Stato dalla sua indipendenza, ha al suo interno una democrazia multipartitica consolidata almeno per gli standard africani e, più in generale, gode di una stabilità decisamente elevata rispetto ai vicini. Tuttavia, c’è un problema mai risolto nel corso dei decenni: la differenza tra la capitale e le regioni interne.

Un’immagine del cantiere del nuovo Aristide Le Dantec Hospital

Dakar è una metropoli cosmopolita, un riferimento economico e commerciale vitale per tutta l’Africa atlantica. La sua posizione l’ha storicamente resa un hub imprescindibile, capace da sola di trascinare l’intera economia del Paese e di conferire al Senegal un peso politico non indifferente nel continente. Al di fuori di Dakar però, la situazione cambia drasticamente: le infrastrutture sono meno ramificate, l’economia è più bloccata e la gente vive in condizioni di povertà. Lo stesso discorso vale anche per la sanità: se nella capitale è possibile progettare nuove infrastrutture all’avanguardia, nel resto del territorio nazionale le strutture ospedaliere faticano a soddisfare il fabbisogno dei cittadini. Non solo, ma se a Dakar una buona fetta della popolazione appare in grado di permettersi le cure mediche, fuori dalla città il semplice costo per i medicinali risulta proibitivo per molti.

La sfida del Senegal è quella dell’intera Africa

Occorre precisare che ovviamente i problemi non mancano anche a Dakar: le nuove strutture pronte a essere inaugurate, sono attese da tempo e stanno andando a sostituire ospedali da tanti anni considerati inadeguati. Oltre al nuovo Aristide Le Dantec Hospital, è in costruzione poco fuori da Dakar anche l’El Hadji Malick Sy Hospital. Per una città sempre più in espansione, due moderne strutture rischiano di non essere sufficienti per rilanciare le ambizioni della sanità locale. Ad ogni modo, nella città più rappresentativa del Senegal qualcosa sembra muoversi. Ma se davvero il Paese vuole centrare i suoi obiettivi, la vera sfida è quella di rilanciare gli investimenti anche al di fuori della metropoli.

Investimenti che non dovrebbero riguardare solo le nuove strutture, bensì anche la formazione di nuovi medici e nuovo personale. Oltre che la prevenzione di malattie ancora molto presenti soprattutto nell’Est del Senegal, quali tubercolosi e colera. Secondo l’Oms, il Senegal spende una media del 4% del Pil in sanità, con un picco del 4.7% nel 2014. Molto poco sia per gli standard considerati dallo stesso Oms e sia, soprattutto, per le ambizioni rilanciate a livello continentale nell’ultima riunione in Ruanda dell’Africa Health Agenda International Conference. Qui, i vari rappresentati governativi hanno lanciato l’idea di arrivare a una spesa sanitaria di almeno il 15% del Pil, cifra attualmente raggiunta soltanto dal Sudafrica.

Il Senegal, orgoglioso della sua stabilità e desideroso di imporsi quanto prima tra le potenze dell’Africa occidentale, deve evidentemente correre. C’è da completare le nuove strutture all’avanguardia di Dakar e c’è, soprattutto, l’esigenza primaria di rendere accettabili le situazioni fuori dalla città. Portare i servizi nelle aree più rurali, vorrebbe dire anche cementare un senso di appartenenza alla comunità nazionale e avvicinare centro e periferia. Una sfida quindi che va oltre la sanità e, probabilmente, va oltre lo stesso Senegal.

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