Le forze armate cinesi vogliono stabilire una rete invisibile capace di coprire l’intero oceano Pacifico occidentale, al fine di tracciare i sottomarini avversari e controllare il traffico sottomarino — una capacità che potrebbe rappresentare una minaccia per gli interessi degli Stati Uniti e dei suoi alleati e offrire vantaggi strategici a Pechino (e, potenzialmente, anche a Mosca). Si tratta di un’architettura incentrata su una rete di sensori a cinque strati — che dovrebbero andare dal fondale marino fino allo spazio — già nota come strategia “Transparent Ocean”. Una condizione che potrebbe mettere a dura prova le capacità di manovra e occultamento dei sottomarini statunitensi e di quelli degli alleati, in particolare dei Paesi del Patto Aukus, cioè Regno Unito, Usa e Australia.
Secondo quanto riporta il sito Defense One, questa nuova “minaccia” si è palesata questa estate durante un’esercitazione congiunta a cui hanno partecipato la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA Navy) e la Marina militare russa (VMF). Nel corso delle esercitazioni di guerra antisommergibile, le due marine avrebbero “collegato le loro comunicazioni e condiviso tracciati idrometeorologici e aeronavali in tempo reale“. L’obiettivo, secondo i media statali cinesi, era “non lasciare alcun nascondiglio ai sottomarini che navigano in profondità”.
Una rete a cinque livelli
Quello che viene definito come un “tracciamento persistente e in tempo reale” sarà composto da cinque livelli:
- Ocean Star Cluster (spazio): una costellazione di satelliti, incentrata sul sistema di altimetria radar interferometrica Guanlan e su sistemi lidar per la profilazione oceanica. Questo livello fornisce sorveglianza a vasta area e segnala posizioni specifiche, stimolando i livelli inferiori ad attivarsi e concentrarsi.
- Air–Sea Interface (superficie/prossimità): boe intelligenti, alianti d’onda e imbarcazioni di superficie senza equipaggio mantengono posizione lungo stretti e piattaforme vitali. Campionano l’oceano superficiale e agiscono come router cruciali, traducendo i lenti pacchetti di dati acustici sottomarini in burst satellitari o cellulari ad alta larghezza di banda per la trasmissione a terra.
- Starry Deep Sea (mare): galleggianti di profondità, alianti a lungo raggio e veicoli sottomarini autonomi pattugliano sotto lo strato misto per settimane, profilando l’ambiente oceanico e trainando carichi acustici. Colmano le lacune identificate dal livello orbitale.
- Undersea Perspective (fondale marino): la spina dorsale dell’intera griglia. Collegati da cavi sottomarini, osservatori e hub ospitano array passivi, orologi di precisione e fari di navigazione. Forniscono servizi essenziali di attracco, scarico dati e ricarica per i veicoli in arrivo, consentendo ai sottomarini senza pilota di sostare silenziosamente e di riposizionarsi senza riemergere, estendendo drasticamente l’autonomia e riducendo l’esposizione.
- Deep Blue Brain (fusione dati): il livello di comando centrale che fonde l’intero quadro e orchestra i rilevamenti. È l’hub che supporta le attività e le decisioni, unendo i dati provenienti da spazio, aria, superficie e fondale marino e preparando i contatti bersaglio per le reti di combattimento.
Algoritmi e Ia per tracciare le minacce sottomarine
Un sistema Transparent Ocean maturo è progettato per automatizzare questo flusso su larga scala. Ad esempio, uno studio dell’Accademia Navale di Dalian ha dimostrato un modello di attacco marittimo guidato dallo spazio in grado di calcolare con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ben 45 percorsi alternativi di una “traccia” persa, e classificarli in base alla potenza d’attacco e al tempo.
Un team dell’Esercito Popolare di Liberazione ha sviluppato un algoritmo che ricompone le catene interrotte, abbinando i nodi sopravvissuti al percorso migliore successivo. Questa capacità di reindirizzare istantaneamente i percorsi di attacco interrotti — una metrica misurabile per il PLA — è fondamentale per mantenere la rete in funzione anche sotto il fuoco nemico.
Le preoccupazioni di USA e alleati
Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero prestare attenzione al lavoro su Transparent Ocean, soprattutto in punti critici come il Mar Cinese Meridionale, le acque intorno a Taiwan, lo Stretto di Luzon, lo Stretto di Malacca e gli accessi a Guam. Una rete di sensori cinese più ampia, densa ed efficace lascerebbe ai sottomarini alleati meno luoghi in cui nascondersi, mentre cicli di segnale e di fuoco più rapidi ridurrebbero la finestra temporale entro la quale possono essere presi di mira. Ciò complicherà significativamente le operazioni non solo in uno scenario di guerra futura, ma anche nelle attività segrete di intelligence, sorveglianza e ricognizione in tempo di pace.
Per far fronte a un contesto marittimo in continua evoluzione, Stati Uniti e alleati dovranno adottare un approccio multilivello. Da un lato occorrerà sviluppare contromisure attive — inganni, jamming e sensori ingannevoli — e migliorare le comunicazioni per renderle più resilienti e interoperabili; dall’altro sarà necessario potenziare le capacità offensive e difensive contro i veicoli sottomarini autonomi (UUV): questi ultimi possono essere a loro volta cacciati, interrotti o neutralizzati con mezzi cinetici ed elettromagnetici.
Entrambe le linee d’azione richiederanno alle marine alleate di sperimentare nuove tattiche, dottrine e interoperabilità tecnica per non perdere il vantaggio strategico in un teatro che rischia di diventare sempre più trasparente.
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