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Tecnologia

Amazon Web Services a terra, da Snapchat a Fortnite mezzo Internet in tilt per oltre due ore

Segnalata vasta interruzione di Amazon Web Services (Aws) nell'Est degli Stati Uniti Con conseguenze europee forti.
Amazon

Una vasta interruzione ai server di Amazon Web Services (Aws) nell’Est degli Stati Uniti ha causato nella mattinata italiana un’ondata di problemi ai server di molte applicazioni che utilizzano i servizi dell’azienda di Seattle per archiviare i loro dati e procedere al loro sfruttamento computazionale.

Amazon comunica che nella notte americana sono state segnalate interruzioni nell’operatività dei server della Virginia settentrionale. In Europa sono state segnalate interruzioni e malfunzionamenti di diverse applicazioni: da Snapchat a Fortnite, da PokemonGo a Canva, passando per l’exchange di criptovalute Coinbase e l’app linguistica Duolingo. La Bbc segnala che anche importanti gruppi bancari e assicurativi come Lloyds, Halifax e Bank of Scotland hanno subito alterazioni nel funzionamento dei loro processi.

Inoltre, nota The Verge, “gli utenti su Reddit segnalavano che l’assistente intelligente Alexa è inattivo e non è in grado di rispondere alle domande o completare le richieste” e si sottolinea che “il problema di AWS sembra avere ripercussioni anche sulle piattaforme che operano sulla sua rete cloud, tra cui Perplexity, Airtable e l’app McDonald’s”.

Un impatto generalizzato per un guasto localizzato che insegna un’importante lezione sulla fragilità delle reti. Aws è ad oggi una delle più importanti compagnie di cloud e immagazzinamento dati al mondo e sui suoi server passa una fetta importante dell’economia americana e dell’archiviazione delle informazioni.

Amazon, che da Aws dipende per buona parte dei suoi guadagni, ha comunicato dopo due ore e mezza dall’inizio del guasto, giunto attorno alla mezzanotte americana, di aver iniziato la ripresa dei servizi e di aver risolto parte dei guasti. Ma per un tempo che è sembrato infinito per molti operatori la navigazione è stata sostanzialmente al buio.

Si tratta di una versione in scala minore di quanto successo il 19 luglio 2024, quando un bug nell’aggiornamento del software di cybersicurezza Crowdstrike mandò in tilt l’intera architettura Microsoft mettendo in pausa per alcune ora la globalizzazione. Allora la lezione fu sulla fragile tenuta delle linee di comunicazione del sistema tecnologico. Oggi è sulla necessità di preservare la robustezza dell’hardware fisico, in questo caso i data center e gli spazi dove è fisicamente concentrata la gestione dei dati, per garantire uno spazio immateriale di informazioni che ha un forte sottostante reale. Una volta di più, hardware is king. E la realtà non cessa di ricordarcelo.

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