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Politica

La stretta di Hegseth sul Pentagono: sanzioni e licenziamenti per i commenti su Kirk

Il Dipartimento della Guerra di Hegseth ha avviato un'indagine sui militari che hanno commentato la morte di Charlie Kirk sui social.

Il “Dipartimento della Guerra” di Pete Hegseth ha avviato un’indagine contro quasi 300 dipendenti del Pentagono – inclusi militari in servizio, civili e appaltatori – per alcuni commenti espressi online in seguito all’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA. A darne notizia è il Washington Post, che ha visionato alcuni documenti interni del Dipartimento. L’inchiesta, ancora in corso e che ha già portato a una serie di misure disciplinari, è scattata dopo un ordine senza precedenti impartito dalla leadership politica del Pentagono. Secondo ex funzionari della Difesa e democratici del Congresso, l’ordine è stato dato direttamente dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth.

La stretta di Hegseth su Charlie Kirk

Hegseth ha osservato che i commenti che “celebrano o deridono” la morte di Kirk rappresentino un’attività partigiana illecita, passibile di sanzioni fino al licenziamento. “È una violazione del giuramento, un comportamento indegno, un tradimento degli americani che hanno giurato di proteggere, e pericolosamente incompatibile con il servizio militare”, ha scritto su social media il portavoce del Pentagono Sean Parnell. In una dichiarazione al Washington Post, Parnell ha ribadito il medesimo concetto: “Chi nelle nostre fila esulta per un atto di terrorismo domestico non è idoneo a servire il popolo americano”.

I numeri dell’inchiesta parlano chiaro. Al 30 settembre, 128 militari sono stati indagati dopo la morte di Kirk: 26 hanno ricevuto richiami amministrativi (che ostacolano promozioni), tre punizioni non giudiziarie (con possibili riduzioni di grado) e altri tre sono in fase di espulsione o dimissioni volontarie. Tra i civili, 158 casi, inclusi 27 dipendenti del Dipartimento della Difesa: due sono stati licenziati, lo status degli altri resta incerto. Cinque ex dipendenti sono pure sotto indagine. I dati sono stati raccolti su richiesta del Comitato per i Servizi Armati della Camera a maggioranza repubblicana.

La nuova direttiva sul terrorismo domestico

La stretta contro il “terrorismo domestico” e i suoi simpatizzanti non riguarda solo i militari e il Pentagono. Come riportato nelle scorse settimane, sull’onda emotiva dell’omicidio dell’influencer conservatore Charlie Kirk, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato sulla piattaforma TruthSocial che intende designare “Antifa, come una “grande organizzazione terroristica”. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato alla Cnn che questa designazione rappresenta “solo una delle molte azioni che il presidente intraprenderà per affrontare le organizzazioni di sinistra che alimentano la violenza politica”.

In queste settimane l’amministrazione Trump si è mossa in tal senso. Come rivelato dal giornalista Ken Klippenstein, a guidare la crociata contro il “terrorismo domestico” è il Threat Screening Center dell’FBI, situato in un sobborgo della Virginia settentrionale: struttura che è al centro dell’attuazione della direttiva sulla sicurezza nazionale del presidente Trump (NSPM-7), che ordina di investigare la sinistra radicale come “terrorismo interno”, monitorando indicatori come “anti-cristianesimo” e “anti-capitalismo”.

Così l’FBI monitora il “terrorismo domestico”

Con un budget segreto e personale classificato, il centro gestisce la lista di sorveglianza dei terroristi, creata post-11 settembre, che nel 2017 conteneva circa 1,1 milioni di persone, di cui meno di 6.000 cittadini o residenti americani, principalmente musulmani sospettati di attacchi “lupo solitario”. Il processo di inserimento nella lista è opaco e, nonostante limitazioni legali pregresse, le modifiche sotto Obama e Biden hanno facilitato l’espansione della missione del centro, che nel 2021 e nel 2025 è stato rinominato da Terrorist a Threat Screening Center per affrontare minacce di sicurezza nazionale più ampie, come annunciato dal direttore dell’FBI Kash Patel.

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