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Politica

L’Iran non andrà ai sorteggi dei Mondiali: la decisione di Trump

Le mosse di Donald Trump stanno creando ulteriore imbarazzo nel mondo del calcio internazionale. Dopo le pressioni dei giorni scorsi sulla FIFA per non sanzionare Israele, che erano state rivelate dai media britannici, l’ultima novità è stata il rifiuto di...

Le mosse di Donald Trump stanno creando ulteriore imbarazzo nel mondo del calcio internazionale. Dopo le pressioni dei giorni scorsi sulla FIFA per non sanzionare Israele, che erano state rivelate dai media britannici, l’ultima novità è stata il rifiuto di concedere i visti d’ingresso negli Stati Uniti ai delegati della Federcalcio dell’Iran.

Il prossimo 5 dicembre, infatti, a Washington si terranno i sorteggi della fase finale del Mondiali della prossima estate, che saranno ospitati tra Stati Uniti, Canada e Messico. Solitamente, tutte le federazioni qualificate per il torneo inviano i propri delegati a seguire l’evento, ma il Dipartimento di Stato americano ha per il momento deciso di non concedere i visti agli iraniani.

La Nazionale dell’Iran si è qualificata ufficialmente al Mondiali lo scorso 25 marzo, ma fin da subito ci sono stati dubbi in merito alla sua presenza effettiva negli Stati Uniti, a causa dell’ultimo travel ban emesso dal governo americano. L’Iran rientra infatti nella lista dei paesi ai cui cittadini è vietato l’ingresso negli USA: l’elenco è stato rivelato in esclusiva dal New York Times il 14 marzo, e poi ufficializzato dal governo americano a inizio giugno.

Una situazione simile a questa si era già verificata nel 2017, durante la prima amministrazione Trump. Ma, in quell’occasione, il presidente della FIFA Gianni Infantino aveva avvertito gli Stati Uniti che limitazioni ai danni di atleti, dirigenti e tifosi di squadre qualificate per i Mondiali avrebbero messo a rischio il ruolo degli USA come aese ospitante. Otto anni fa, Trump aveva fatto marcia indietro, ma oggi gli equilibri sono molto differenti, anche per il fatto che il capo della FIFA è diventato molto più vicino al Presidente americano.

L’imbarazzante silenzio di Infantino

Nel secondo travel ban, emesso nei mesi scorsi, Trump aveva anche inserito un’esenzione per gli atleti e gli staff tecnici impegnati a partecipare a eventi come i Mondiali di calcio e i Giochi Olimpici (che si svolgeranno a Los Angeles nell’estate del 2028). Erano rimasti in piedi i dubbi riguardo il libero accesso dei tifosi, ma sembrava che per le delegazioni non ci dovessero essere problemi. Invece, il rifiuto di concedere i visti ai dirigenti federali iraniani dimostra che la situazione è ben più complessa di quanto ci si attendeva.

Ancora una volta, Infantino brilla per il suo silenzio di fronte all’ennesima provocazione dell’amico americano, che rischia di mettere in discussione la regolarità della Coppa del Mondo. E i problemi tra Trump e la FIFA non sarebbero neppure finiti qui: in settimana, Trump ha anche suggerito di escludere alcune delle 11 città statunitensi dalla lista delle sedi della competizione, definendole “non sicure”. La questione della sicurezza è senza dubbio rilevante nell’organizzazione dell’evento, ma la retorica usata da Trump prende di mira le città amministrate dai Democratici, che vede come ostili e che, per questo, intende punire.

Solo che, a pochi mesi dal calcio d’inizio, le sedi sono già state fissate, i soldi per l’organizzazione sono già stati spesi, e non è più possibile cambiare i piani. A rispondere a Trump ci ha pensato, allora, il canadese Victor Montagliani, vicepresidente della FIFA e capo della confederazione nordamericana CONCACAF: “È un torneo della FIFA, e le decisioni le prende la FIFA. – ha dichiarato, durante il meeting dell’associazione di inizio ottobre – Con tutto il rispetto per i leader mondiali, il calcio è qualcosa di più grande di loro, e sopravvivrà ai loro governi e ai loro slogan”.

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